fbpx

Eppure c’è vita oltre il ring: dalle griglie di Foreman al microfono di Jones. Ma non solo…

Per alcuni pugili l’ultima campanella non è mai suonata. Altri, invece, una volta intrapreso per un’ultima volta il tunnel verso gli spogliatoi, non si sono più voltati indietro.

Il ring è come uno spazio amico, in cui ci si sente al sicuro, paradossalmente. Dopo averlo calcato per anni, nonostante ciò che questo comporta, diventa parte del pugile stesso.

È la ragione per cui, in molte scuole pugilistiche, si tende a far passare molto tempo sul quadrato all’atleta: deve familiarizzare col ring, conoscerlo, percepirlo al meglio, sentirlo senza vederlo. Il curriculum dilettantistico di Lomachenko, di Usyk, di Rigondeaux e di tanti altri dice moltissimo di quanto sia importante comprendere al meglio lo spazio fisico tra le sedici corde.

Dopo che ci hai speso una vita su quel ring, tra i riflettori, le luci, le grida di incitamento della folla, diventa difficilissimo scendere definitivamente e tornare a condurre una vita normale. Senza cercare una retorica fine a se stessa, basterebbe narrare le vicende di moltissimi fuoriclasse del ring per accorgersi di quanto sia arduo stare lontano dal quadrato.

La fama, la gloria, i soldi, ma molte volte semplicemente l’incapacità di starne lontani, perché ti viene a mancare l’adrenalina di certi momenti, la ritualità di certi gesti: sono tutti motivi per cui, molto spesso, il pugile fatica ad accettare di sentire la campanella definitiva, quella di fine carriera. Quando diventi un pugile, lo sei per il resto della tua vita. Probabilmente sta tutta in questa semplice affermazione l’essenza della boxe.

Eppure c’è vita, oltre il ring: sebbene per molti sia stato difficilissimo accettare di porre la parola fine, sono altrettanto numerosi i combattenti che hanno saputo costruire una carriera oltre le 16 corde.

Molti di loro continuano a gravitare intorno al quadrato, e non avrebbe potuto essere altrimenti. Del resto, chi potrebbe fornire giudizi più autorevoli in materia pugilistica, di Roy Jones Jr., Andre Ward, Lennox Lewis e Timothy Bradley? I quattro sono tra i più apprezzati commentatori pugilistici sulla scena: competenza ed esperienza in quantità industriale.

Ascoltare le analisi di Roy Jones Jr. fa sempre un certo effetto: l’inflessione della voce, quella scintilla ogni volta che racconta di boxe, è sempre li a ricordare come per Roy sia stato arduo accettare il declino e come probabilmente ancor oggi faccia fatica a stare giù dal ring, dove per anni è stato il Re, Mr. Unstoppable.

Diverso il discorso per Lewis e Ward. Il quadrato non pare mancargli troppo: quanto avevano da dire tra le sedici corde, lo hanno detto fino in fondo. Oggi si godono lo spettacolo da bordo ring, dove con competenza analizzano da un punto di vista tecnico i confronti tra i boxeur attuali. Lo stesso dicasi per l’istrionico Bradley, oggi punto fermo per l’emittente ESPN.

In qualche modo, per molti dei più importanti pugili degli ultimi decenni, la vita ruota ancora intorno al mondo della boxe. Alcuni di loro sono oggi affermati trainer. Due nomi su tutti: Robert Garcia, fratello nonché mentore di Mikey Garcia e del Chino, Marcos Maidana, oltre che di molti altri pugili, e Johnathon Banks, oggi allenatore di Gennady Golovkin. Altri sono affermati promoter, come Oscar De La Hoya, deus ex machina di Golden Boy Promotion e di tutto il movimento pugilistico attuale, ed Evander Holyfield, che da qualche anno guida l’ascesa di giovani e ambiziosi atleti.

Altri, invece, seppur gravitando sempre in ambito pugilistico, si sono scoperti eccellenti business man. Come Floyd Mayweather Jr. Che avesse talento per gli affari non è certo un segreto. Abilissimo a far parlare di sé, si diverte ancor oggi a metter in giro voci di un comeback che, con ogni probabilità, non avverrà mai. Ma tanto basta a mantenerlo sulla breccia dell’onda: è e rimane tuttora l’icona più riconoscibile, con Pacquiao, di questo sport. Tra una dichiarazione e l’altra, ad uso e consumo dei media, oggi Floyd è promotore di giovani pugili di grande talento, tra cui Gervonta Davis, Rolando Romero e Devin Haney, nonché gestore di molteplici attività commerciali, tra cui uno strip club, il Gentlemans Club, e la sua palestra, Il Mayweather Boxing Club, divenuta oggi garanzia di pugili di alto livello. Senza contare tutta una lunga lista di accordi di sponsorship che continuano ad arricchire Floyd oltre ogni misura.

Se non fosse per le molteplici cause in cui è implicato, tra avvocati, ex mogli o partner, e un numero esagerato di figli, probabilmente Evander Holyfield godrebbe oggi di un patrimonio di tutto rispetto, tra i guadagni di una vita spesa sul ring e le sue molteplici attività commerciali, tutte a marchio Real Deal, tra cui una casa discografica, la Real Deal Records e una catena di famosi ristoranti.

Dopo aver speso una vita sul ring, divenendo un’icona immortale della noble art, è paradossale pensare come George Foreman abbia ottenuto maggiori incassi dalla vendita della sua linea di griglie che dalla sua carriera di pugile e campione del mondo. Eppure è andata proprio così: la George Foreman Grill ha ottenuto un successo commerciale talmente clamoroso, con vendite andate oltre i 100 milioni di unità, da spingere Holyfield a copiare la mossa del collega, e immettere sul mercato la Evander Holyfield Real Deal Grill.

Se c’è un pugile che più di ogni altro risulta riconoscibile, anche a chi mastica poco di boxe, questo è Mike Tyson. Talmente iconico da aver scoperto una seconda vita, lontano dal ring: elencare le attività in cui è o è stato coinvolto richiederebbe troppo spazio, tra autobiografie, docufilm sulla sua vita, apparizioni in celebri serie televisive, spot commerciali e accordi di sponsorizzazione. A noi piace ricordarlo, sorridente e divertito, nel celebre cameo della pellicola Una notte da Leoni 2, in cui canta a modo suo One Night in Bangkok!

In un modo o nell’altro, per tutti, o quasi, esiste una vita oltre il ring.

Condividi su:
  • 64
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X