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Marciano vs Louis, il match che i due non avrebbero mai voluto.

Sono trascorsi esattamente 68 anni da quando Joe Louis e Rocky Marciano si sfidarono sul ring del Madison Square Garden di New York. Era il 26 Ottobre del 1951.

La vita non è stata né semplice né tanto meno clemente con i due. Marciano morì a 46 anni in un incidente aereo. Louis finì i suoi giorni nel 1981, a 67 anni, sopraffatto dall’eroina e da una grave cardiopatia che causò l’infarto con cui si spense.

Ciò nonostante il tempo non ha minimamente scalfito il ricordo di queste due grandi icone del secolo scorso. Un ricordo fatto di momenti epici e al contempo drammatici, di caducità e immortalità.

Quando i due si ritrovarono di fronte sul ring conoscevano benissimo le ragioni dell’uno e dell’altro. Probabilmente nessuno dei due avrebbe voluto essere lì quella notte.

Ma al suono della campanella ogni pensiero a latere cessò di avere la minima importanza. È sempre stato così, lo sarebbe stato anche per Holmes contro Ali negli anni a venire [QUI trovate l’approfondimento, ndr.] e fu così anche per Rocky e Joe.

Louis salì sul ring e mise tutto se stesso, o per lo meno quello che rimaneva del fenomenale pugile che era stato. Lo stesso fece Rocky, con tutto il vigore dei suoi 28 anni. Entrambi fecero il possibile per vincere, con grande dignità e rispetto per ciò che rappresentavano.

Durante i primi round, Marciano imparò a proprie spese cosa volesse dire trovarsi di fronte a Joe Louis. Perché il tempo era capace di scalfire tutto ma non la classe con cui il Brown Bomber calcava il quadrato. I movimenti eleganti e perentori con cui Louis portava i colpi contrastavano in modo accecante con l’incedere legnoso e meccanico di Marciano. Sebbene in quei primi istanti Joe riuscisse costantemente ad anticiparlo, l’avanzare di Rocky pareva inarrestabile. Marciano sapeva essere asfissiante, e incontenibile. Continuò a pressare Joe, sfiancandolo in clinch, logorandolo mentalmente e fisicamente, ancor più di quanto già non fosse, con quei suoi overhand pesanti e carichi di tutto la sua fisicità.

Nonostante a fine sesto round fosse avanti ai punti, Louis pareva spegnersi secondo dopo secondo, in modo inesorabile, come lo scorrere del tempo. Del resto i riflessi non erano più quelli di una volta, il fisico non rispondeva più alle violente sollecitazioni come un tempo e l’indole del combattente di razza aveva lasciato il posto ad un uomo stanco e consumato. Gli rimaneva l’orgoglio, quello che lo aveva sorretto fino a quel momento.

Giunse quindi l’ottava ripresa, e con essa il drammatico epilogo. Marciano si fece avanti con decisione, e investì Louis con tutto l’impeto che aveva in corpo. Lo colpì con un gancio sinistro che mise Louis al tappeto una prima volta, quindi con un poderoso diretto destro che spedì il vecchio campione fuori dal ring e ne decretò la fine. Louis non avrebbe più combattuto tra i professionisti. Il palcoscenico era tutto per Rocky Marciano, la nuova stella della boxe mondiale, che non riuscì nemmeno a gioire di quella vittoria.

Mentre la folla esultava, il vecchio re era ancora steso sul ciglio del ring, oltre le corde. Faticava e rialzarsi, non sembrava nemmeno cosciente. Si aggrappò ad una corda con un braccio ma il resto del corpo non lo seguì. Venne quindi aiutato dall’arbitro, ma non ce la fece a rimettersi in piedi. Giunsero infine i medici a verificarne le condizioni. Dopo alcuni minuti, che sembrarono non finire mai, Louis si rimise in piedi, sorretto dai suoi.

Secondo alcune versioni, tra cui quella di Sugar Ray Robinson, una volta negli spogliatoi Rocky pianse. Raggiunse quindi Louis per consolarlo e fargli forza, ma Louis apparve quasi sereno, consapevole dell’inesorabilità del tutto.

Louis era salito sul ring per necessità, non per altre ragioni. Prostrato dai debiti nei confronti dell’IRS [l’agenzia governativa deputata alla riscossione dei tributi all’interno del sistema tributario in USA, ndr.], aveva accettato un compenso di 300.000 $ per fronteggiare Marciano.

Rocky, dal canto suo, si era mostrato riluttante ad affrontarlo: “This is the last guy on earth I want to fight”, questo è l’ultimo ragazzo sulla faccia della terra con cui voglio combattere, disse. Ma non era paura. Marciano aveva una vera e propria venerazione per Louis da quando, ancora ragazzino, seguiva gli incontri di Joe per radio, con lo stesso impeto e trasporto con cui avrebbe poi calcato i ring in seguito.

Alla fine Rocky acconsentì e l’incontro si fece. Si dice fosse perfettamente a conoscenza delle condizioni economiche in cui Louis versava, e che abbia accettato il match proprio per questa ragione. Louis non aveva altra scelta. E Rocky nemmeno, da un certo punto di vista.

Come spesso accade nella boxe, i due divennero grandi amici. Marciano fece il possibile per aiutare Louis, economicamente e moralmente, sostenendolo nei difficili momenti che ne avrebbero segnato la vita lontano dal ring.

Il destino, in qualche modo, li aveva fatti incontrare su di un ring, in un ideale passaggio di consegne. In modo beffardo, quello stesso destino si portò via Marciano tragicamente, mentre Louis si spegneva un poco alla volta.

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