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Thomas Hearns compie 60 anni: i momenti magici di una carriera leggendaria

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Il 18 ottobre di 60 anni fa, nel 1958, nasceva a Detroit il grande Thomas Hearns, l’uomo destinato ad affermarsi come pugile leggendario con il celebre soprannome di “Motor City Cobra”. Al fine di celebrare l’importante ricorrenza andiamo dunque a ripercorrere le tappe fondamentali della sua straordinaria carriera.

L’inizio tambureggiante e la gloria mondiale

Thomas Hearns vs Pipino Cuevas

Pipino Cuevas vs Thomas Hearns

Il record dilettantistico di Thomas Hearns racchiude in sé un aspetto davvero singolare. Delle 155 vittorie conseguite su 163 match disputati infatti appena 11 avvennero prima del limite. Il fatto che un pugile così poco “letale” da dilettante sia poi diventato da professionista uno dei picchiatori più terrificanti della storia risulta a dir poco stupefacente. Evidentemente il Cobra fino ai suoi 19 anni, età del passaggio tra i pro, stava ancora completando la sua maturazione fisica e incrementando quella velocità di braccia fulminante che lo avrebbe in seguito dotato della sua caratteristica potenza brutale.

A torso nudo Hearns non lascia scampo: delle 28 vittorie che lo conducono alla chance mondiale 26 giungono per KO, spesso e volentieri nel giro di pochi o pochissimi round. Ad attenderlo al varco c’è il campione Pipino Cuevas, picchiatore messicano dal gancio sinistro mortifero, reduce da 12 vittorie consecutive. Quella che i media specializzati e gli esperti descrivono come una potenziale battaglia all’ultimo sangue si rivela una sfida impari e senza storia: Hearns annichilisce il più esperto rivale in appena due round sballottandolo da una parte all’altra del quadrato ed atterrandolo con due micidiali destri consecutivi. Il Motor City Cobra è campione del mondo dei pesi welter per la WBA.

I match contro Sugar Ray Leonard: due sfide da antologia

Thomas Hearns vs Ray Leonard 2

Thomas Hearns vs Ray Leonard 2

Quella tra Thomas Hearns e Sugar Ray Leonard rappresenta una delle rivalità più belle e memorabili della storia della boxe. I due si affrontarono due volte a distanza di quasi 8 anni l’una dall’altra, regalando spettacolo, brividi e colpi d’alta classe in entrambe le circostanze. Il primo confronto viene allestito nel 1981: Hearns è imbattuto e in grande ascesa, Leonard ha vendicato l’unica sconfitta da pro infliggendo al leggendario Roberto Duran una lezione di pugilato. In palio c’è la riunificazione dei titoli WBA e WBC della categoria dei welter. Il Cobra parte benissimo, conquista il centro del ring ed impone la sua superiore potenza tanto da avvantaggiarsi su tutti e tre i cartellini dei giudici. Leonard però non si arrende e spronato a scuotersi dal grande trainer Angelo Dundee inizia a recuperare terreno chiudendo la pratica con un duro KO giunto nel corso del quattordicesimo e penultimo round.

La rivincita si svolge tra due atleti molto cambiati, a partire dalla corporatura. Questa volta la due cinture iridate in palio (WBC e WBO) sono quelle dei supermedi. Il match, emozionante e pieno di capovolgimenti, vede Leonard finire al tappeto due volte e lo stesso Hearns pesantemente scosso e sull’orlo del KD. I giudici emettono un salomonico pareggio; Leonard tuttavia, dimostrando grande umiltà e ammirazione per la bravura del rivale, afferma che nella sua mente lui e “Tommy” hanno pareggiato i conti con una vittoria a testa.

La vittoria-capolavoro: Roberto Duran in frantumi

Roberto Duran vs Thomas Hearns

Roberto Duran vs Thomas Hearns

La reazione di Hearns alla durissima battuta d’arresto del primo confronto con Leonard è quella del grande campione: il Cobra non si perde d’animo, sale di categoria e conquista il titolo mondiale dei superwelter imponendosi con pieno merito sul talentuoso Wilfred Benitez. Dopo una difesa interlocutoria col nostro Luigi Minchillo arriva il momento di accettare la sfida di Roberto Duran. Il panamense è reduce da una sconfitta di misura contro Marvin Hagler avendo tentato la clamorosa impresa di aggiudicarsi lo scettro assoluto della categoria dei medi; ci si aspetta quindi che possa rendere quantomeno ardua la vita del Cobra. La realtà ancora una volta sconvolge le aspettative: il pur favorito Hearns mette a segno la vittoria più bella e significativa della sua intera carriera atterrando due volte Duran nel primo round e spegnendogli letteralmente le lampadine nel secondo con un destro che lo stordisce al punto da farlo precipitare al suolo in avanti per l’immediato stop arbitrale. Nessuno aveva mai maltrattato “Manos de Piedra” con tale inaudita ferocia.

Il round del secolo: “La guerra” con Marvin Hagler

Locandina del match tra Hagler e Hearns

Locandina del match tra Hagler e Hearns

L’inevitabile sfida tra Thomas Hearns e Marvin Hagler incontra svariate difficoltà organizzative prima di poter andare in scena. Allestito due volte il match salta in entrambe le occasioni, prima per via di un infortunio occorso al Cobra e poi per il rifiuto di Hagler di battersi nei pressi di Detroit, città natale del suo avversario. Quando finalmente l’incontro è alle porte, il noto promoter Bob Arum lo denomina semplicemente “The Fight”; il cappellino indossato da Hagler nei giorni che precedono la sfida, recante la scritta “War”, fornisce tuttavia lo spunto per l’appellativo con cui ancora oggi quella vera e propria “Guerra” viene ricordata.

Il primo round, in barba alla fama di “slow starter” che accompagnava Marvin Hagler e in barba a qualunque tatticismo e fase di studio è ritenuto dagli esperti uno dei round più spettacolari della storia del pugilato. Hagler e Hearns scambiano a viso aperto senza tregua per l’intera durata dei tre minuti: scatenano tutto il proprio arsenale andando ripetutamente a segno, riescono a scuotersi vicendevolmente e tornano ai rispettivi angoli dopo essersi scambiati un significativo sguardo di sfida. Dopo essersi seduto sul proprio sgabello, il Cobra confessa al suo allenatore Emanuel Steward di essersi rotto la mano destra: per lui è l’inizio della fine. Mentre il “Meraviglioso” continua ad attaccare senza sosta, Hearns è costretto a ricorrere principalmente al jab e alla mobilità, ma una belva assetata di sangue non può essere fermata con una mano sola e nel terzo round due violenti ganci destri di Hagler pongono fine alla contesa e innalzano il vincitore nel novero dei più grandi di ogni tempo.

Di categoria in categoria fino al ritiro

Thomas Hearns vs Virgil Hill

Thomas Hearns vs Virgil Hill

Al Cobra occorre quasi un anno per ristabilirsi fisicamente e mentalmente dalla “Guerra”; poi riprende a sciorinare la sua classe e la sua potenza sui ring americani, pur dovendo sempre fare i conti con quella fragilità che lo accompagna nel corso dell’intera carriera e che talvolta fa sudare freddo i suoi tifosi e talvolta lo conduce alla catastrofe, come nella rovinosa sconfitta in tre round patita dal connazionale Iran Barkley. Anno dopo anno Hearns si irrobustisce e forte della sua ragguardevole altezza di 185 cm scala le varie categorie conquistando titoli mondiali nei medi, nei supermedi e nei mediomassimi, fino ad approdare addirittura tra i pesi cruiser. Oltre al già evidenziato pareggio con Leonard, di questa fase avanzata della carriera del Cobra vale la pena citare il trionfo su Virgil Hill per il mondiale WBA dei mediomassimi. È il 1991: Hearns si avvicina a compiere 33 anni, è lontano dalla sua categoria naturale ed è stato abbandonato dal suo storico trainer Steward che gli ha suggerito a più riprese il ritiro. Virgil Hill, più giovane, imbattuto e giunto all’undicesima difesa della propria cintura è il chiaro favorito dei bookmaker, ma il Cobra ha ancora assi nella manica da giocare e si impone a sorpresa per decisione unanime. Si tratta della sua ultima vittoria di grande prestigio: tra i cruiser colleziona alcuni titoli di valore minore fino ad appendere definitivamente i guantoni al chiodo soltanto nel 2006.

L’intera redazione di Boxe-Mania rivolge i migliori auguri a Thomas Hearns per il suo sessantesimo compleanno insieme un grazie di cuore per le indimenticabili battaglie che ci ha regalato.

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