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Ottavio Tazzi, un nonno del pugilato ed un esempio di vita.

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“Lui ordinava e io eseguivo. Mi ha insegnato tutto quello che so. A volte mi stupivo di quanta gente lo rispettasse in modo evidente e sincero, se lo meritava. È stato un maestro di pugilato superbo, il migliore che la Doria abbia mai avuto. Ha iniziato ad aver dei problemi fisici nel 1998 quando gli tolsero la palestra. Tornavo da  Minsk dopo aver vinto il titolo europeo  dei massimi tra i dilettanti. Ero felice. L’avevo trovato proprio lì, in via Mascagni. La palestra era in ristrutturazione. Lui si era congratulato con me, ma aveva gli occhi lucidi e guardando i lavori mi aveva detto con profonda tristezza: ‘Vedi , basta un giorno per distruggere cinquant’anni di lavoro’. Secondo me in quel momento qualcosa gli è morto dentro e lo ha piano piano corroso. Non lo dimenticherò mai. Sono certo che  lui, da dove è ora, continuerà a seguirmi. Ciao Ottavio.”

Queste le parole che Giacobbe Fragomeni rilasciò a Flavio Dell’Amore, subito dopo la morte del maestro di una vita. Brevi parole ma che trasmettono l’amore verso questo personaggio, un amore sincero e genuino che può nascere tra un figlio ed un padre, anzi l’amore di un nipote ad un nonno.

Ottavio Tazzi in compagnia di Giacobbe Fragomeni

Una presenza titanica del pugilato italiano. Un maestro che con lo sguardo parlava più di quando proferiva parola. Questo venerdì lo ricorderemo insieme a Leonardo e Domenico Pasqualetti, suoi allievi e tecnici della APOT, al memorial indetto in suo onore a San Giuliano Milanese. Dove la famiglia Pasqualetti ha preso per una sera un cinema, dove mandare andrà in scena il IV trofeo Tazzi, dove una rappresentativa lombarda fronteggerà una compagine svizzera. Inoltre nel clou due match professionistici.

Ma nel ricordo del grande maestro abbiamo intervistato il tecnico Domenico Pasqualetti:

Fragomeni lo chiamava “nonno”, quanto è importante la figura del maestro per un giovane. Il maestro Tazzi com’era? Raccontaci un episodio di cui si è reso protagonista.

Il Maestro Tazzi era una persona molto carismatica, io dicevo sempre che avere lui all’angolo era un po’ scorretto perché era come combattere due contro uno. Lui è stato un punto di riferimento per tanti giovani pugili che combattevano per la palestra Doria. Io ricordo ancora il mio primo match con il Maestro all’angolo. Mentre mi metteva il casco mi dava le ultime indicazioni, il suo modo di dire le cose era particolare perché riusciva a darti una sicurezza che pochi mi hanno saputo trasmettere, questo è quello che nel mio piccolo cerco di trasmettere ai miei pugili usando anche le sue parole.

Il Team APOT

Adesso stai organizzando, insieme a tuo fratello, il nuovo memorial Tazzi. Raccontaci questo evento?

“Tanti ex pugili amici, chiedevano spesso a me e mio fratello di fare una manifestazione dedicata al Maestro. Noi abbiamo un po’ temporeggiato perché non volevamo organizzare una manifestazione banale ma un qualcosa che fosse basato sullo spettacolo e sulla qualità quindi, un ricordo all’altezza. Oggi siamo arrivati alla IV edizione, ogni anno che passa io mio fratello alziamo sempre di più l’asticella, quest’anno il Trofeo Milano Ottavio Tazzi si svolgerà all’interno di un cinema, così come accadeva negli anni d’oro del pugilato italiano. Io credo che non sia mai successo di organizzare una manifestazione pugilistica, non solo in un centro commerciale ma addirittura in un cinema multisala. Nelle precedenti edizioni abbiamo sfidato una rappresentativa tedesca ed una francese, quest’anno abbiamo invitato una squadra svizzera e come clou della serata due match professionistici. Come nelle altre edizioni i vincitori riceveranno una cintura creata ad hoc per questa manifestazione.”

IV Trofeo Ottavio Tazzi

Vivere il pugilato a pieno come il maestro Tazzi è quasi impossibile. Ha lasciato un ricordo, anzi la sua impronta su ogni persona che gli ha militato attorno. Come una stella che irradia i pianeti vicini donando vita, lui dava la vita al sogno. Un sogno all’interno di 16 corde, che era fatto di sudore e sacrificio, che lui accompagnava con un sorriso. Un sorriso paterno, come solo un uomo buono sa fare. Venerdi sera lo ricorderemo, in diretta sulla nostra pagina facebook, perché è giusto rivivere una pagina di storia pugilistica di superba bellezza.

Ottavio Tazzi pugile

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