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Storie di Pugili

Naseem Hamed: il principe del ring

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Come ogni giovedì, torna la rubrica “Storie di pugili“: quest’oggi vi raccontiamo  la storia di Naseem “Prince” Hamed, uno dei pugili più amati (o odiati) del ring. Considerato uno dei migliori pesi piuma di tutti i tempi, nel 2015 è stato inserito nell’International Hall of Fame.

Famoso per il suo carattere spocchioso e provocatorio, e per le sue entrate sceniche spettacolari (dal tappeto volante, alla riproposizione del video di Thriller, fino alla capriola con cui si catapultava sul ring e la maschera di Halloween), ha spaccato l’opinione di molti appassionati: c’era chi lo amava e chi lo detestava. Sul ring faceva impazzire gli avversari: roteava il pugno, sporgeva la faccia invitando l’avversario a colpirlo, ma puntualmente costui mancava il bersaglio, e lui allora rispondeva mandando l’avversario al tappeto.

Nato a Sheffield (Inghilterra), il 12 febbraio 1974, da ragazzino ha subito vili atti di bullismo a causa delle sue origini yemenite. Un giorno il padre, stufo di vedere tornare suo figlio a casa da scuola pieno di lividi, decise di iscriverlo nella palestra gestita dall’irlandese Brendan Ingle, che sin dai primissimi colpi al sacco si accorse del talento immenso del giovane Hamed.

Dotato sin da ragazzino di un’agilità fuori dall’ordinario, unita a riflessi straordinari, velocità di braccia e di gambe, stupiva per la potenza del suo pugno, con cui abbatteva un’infinità di avversari (cosa assai rara per la categoria). Nel 1992 venne escluso inspiegabilmente dalla selezione britannica per le Olimpiadi di Barcellona: già all’epoca, da peso mosca, era sbalorditivo per il modo in cui si sbarazzava in poco tempo dei suoi avversari.

Nel 1994, a soli 20 anni, conquistò il titolo europeo dei pesi gallo superando ai punti con decisione unanime l’italiano Vincenzo Belcastro. Difese il titolo contro Antonio Picardi (battuto per tko) e il 10 ottobre dello stesso anno conquistò il titolo WBC Internazionale dei supergallo. Era un predestinato e l’anno dopo (dopo cinque difese del titolo WBC Internazionale), riuscì ad ottenere la cintura mondiale WBO dei pesi piuma stendendo all’ottavo round Steve Robinson. Nel 1997, in virtù della vittoria ottenuta contro Tom Johnson (battuto all’ottava ripresa), fece suo anche il titolo IBF.

Nessun pugile sembrava in grado di porre fine al suo regno, ma nel 2001, dopo aver aggiunto alla sua collezione anche il titolo WBC (ottenuto due anni prima contro Cesar Soto, battuto all’unanimità ai punti), arrivò la prima e unica sconfitta della sua carriera, contro il messicano Marco Antonio Barrera, soprannominato “Baby Faced Assasin”. La supremazia di quest’ultimo si fece valere sin dalle prime battute del match e per il protagonista della nostra storia c’è stato poco da fare, se non accettare la sentenza dei giudici, che decretarono una vittoria all’unanimità.

Nel 2002 sconfisse ai punti Manuel Calvo, in quello che è stato il suo ultimo match. Chiuse con un record straordinario di 36 vittorie (di cui 31 per ko) e una sola sconfitta.

 

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