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Mike Tyson batte Muhammad Ali e vince l’eWBSS! Ma come sarebbe andata nella realtà?

Si è concluso ieri il torneo virtuale che il World Boxing Super Series ha deciso di allestire per intrattenere i fan di pugilato in tempo di quarantena. Sfruttando il videogioco Fight Night Champion, l’organizzazione ha scelto otto pesi massimi del passato e li ha messi l’uno contro l’altro in una simulazione automatica, secondo il proprio classico format: sfide a eliminazione diretta a partire dai quarti di finale. Ad emergere vincitore, il grande idolo di grandi e piccini “Iron” Mike Tyson che si è imposto in finale su Muhammad Ali con una decisione unanime ai punti. Ma come sarebbe andata a finire in un torneo vero? Ben sapendo che quello dei “fantasy match” non è altro che un passatempo e che in assenza di controprova ogni opinione è lecita, proviamo a offrirvi la nostra analisi.

QUARTI DI FINALE

Muhammad Ali batte Evander Holyfield per KO 5

Il primo match del torneo virtuale ha subito messo in evidenza il principale limite del gioco, ovvero la scarsa aderenza degli stili dei pugili alla realtà. Contrariamente a quanto avrebbe fatto il vero Ali, la sua copia digitale ha infatti guerreggiato all’arma bianca imponendosi con le maniere forti in un match combattuto quasi esclusivamente alla corta distanza. Vista la grande solidità del Real Deal e la potenza non propriamente fulminante di The Greatest, l’esito emerso non appare dei più realistici. Molto più verosimile sarebbe stata un’affermazione ai punti di Ali, che sfruttando la sua elusività e i suoi diretti avrebbe reso la vita difficile a Holyfield, poco a suo agio nell’arte di accorciare la distanza e tagliare il ring.

Joe Frazier batte Lennox Lewis per KO 7

Più che l’esito in questo caso quello che fa sorridere è che gran parte dei danni il finto Frazier li abbia prodotti col gancio destro, un colpo che per il vero Joe assai raramente si è rivelato risolutore. Più difficile in questo caso immaginare un confronto reale vista la moltitudine di variabili. Il Lennox Lewis giovane e sbarazzino che amava scambiare senza troppe remore avrebbe seriamente rischiato di impattare contro il gancio sinistro di Smokin’ e pagare a caro prezzo la propria baldanza. La versione più matura dell’inglese tuttavia, con Steward all’angolo, avrebbe avuto buone chance di sfruttare allungo e altezza per bombardare il rivale da lontano e seppur dopo una prima fase di sofferenza avrebbe avuto concrete possibilità di sorprenderlo con il suo famigerato montante.

Mike Tyson batte Butterbean per KO 2

Cosa ci faccia Eric Esch, in arte Butterbean, in questo torneo tra All Star è un vero mistero che difficilmente può spiegarsi se non giudicandolo una burla degli organizzatori. Il corpulento peso massimo statunitense infatti più che un pugile di alto livello è stato un fenomeno da baraccone, impegnato in una miriade di match programmati sui 4 round contro avversari di livello scadente. Il suo risultato più prestigioso fu sentire l’ultima campana contro un Larry Holmes in prepensionamento che nonostante i suoi 52 anni e uno stato di forma ormai improponibile gli inflisse una netta sconfitta ai punti. Il KO al secondo round in favore di Tyson è un esito fin troppo generoso per Esch: ad Iron Mike sarebbero bastati 30 secondi per chiudere la pratica.

George Foreman batte David Haye per KO 5

Quando tutti già compiangevano il povero Haye ecco il primo colpo di scena del torneo: a salire sul ring è stata la versione “vecchia” di Big George, quella che tornò in attività dopo uno stop di dieci anni e andò a prendersi il mondiale lasciando tutti a bocca aperta. In tali circostanze un match vero sarebbe stato di esito incerto: a Foreman sarebbe bastato un solo colpo ben assestato per chiudere i conti vista la ben nota fragilità dell’inglese, ma d’altro canto la differenza di velocità in favore di quest’ultimo sarebbe stata notevole. Abbiamo visto tutti il vecchio George finire il match col volto tumefatto e sanguinante contro Alex Stewart, anch’egli fragile e potente ma meno dotato sul piano tecnico rispetto a Hayemaker che forse, con la dovuta prudenza, avrebbe potuto strappare un successo risicato ai punti.

SEMIFINALI

Muhammad Ali batte Sonny Liston per KO 5

Altro colpo di scena: all’ultimo momento viene annunciato il ritiro dal torneo di Joe Frazier, legittimo semifinalista, e l’ingresso al suo posto di Sonny Liston, desideroso di prendersi la rivincita su Ali dopo le sconfitte patite nella realtà con l’ombra della combine. Anche in questo caso più che il risultato fa sorridere l’andamento della sfida simulata, con Ali che aggredisce Liston con veemenza mentre il terribile Sonny assume il ruolo di counter puncher. A chiudere il match, un montante sinistro di The Greatest, ancora una volta non proprio la specialità della casa. Vista la dinamica sorprendente dello scontro, qualcuno dirà che la mafia è riuscita a mettere le mani persino su questo match! Sulle vittorie storiche di Ali ognuno si è fatto la sua idea; quella di chi vi scrive è che fu legittima la prima e truccata la seconda.

Mike Tyson batte George Foreman per KO 4

Il George Foreman virtuale ha subito una sorte analoga a quella del vero Larry Holmes, venendo brutalizzato dai colpi selvaggi del più giovane rivale e finendo per tre volte al tappeto. In questo caso la simulazione può dirsi tutto sommato realistica: benché Foreman abbia disputato incontri competitivi ai massimi livelli anche dopo il suo rientro, subendo sconfitte dignitose contro Holyfield e Morrison e mettendo KO Moorer, non ha affrontato un pugile dotato del binomio potenza-velocità del primo Tyson. La differenza di reattività tra i due sarebbe stata incolmabile e data sua notoria “testa dura”, il vecchio George avrebbe rischiato danni seri a forza di incassare fendenti. Se a essere coinvolto fosse stato il Foreman giovane ci saremmo espressi diversamente, ma contro la versione “old” vediamo Tyson favorito.

FINALE

Mike Tyson batte Muhammad Ali per UD

Un triplice 114 a 111 dei giudici pone fine al torneo e assegna, ironia della sorte, il Muhammad Ali Trophy a Mike Tyson. Se il match si fosse fatto davvero, di fronte si sarebbero trovati il campione dei massimi mentalmente più forte della storia e quello dalla psiche più fragile: con le sue provocazioni e la sua capacità di entrare “sottopelle”, Ali si sarebbe avvantaggiato ancor prima di salire sul ring. A un pugile provvisto dell’esplosività e della ferocia di Iron Mike non si può negare la chance del colpo vincente, ma in questo caso le probabilità sarebbero state relativamente poche e concentrate nei primi round, vista la mascella granitica di Ali e la sua astuzia. Col passare dei minuti la migliore tenuta atletica di The Greatest, capace di sostenere anche 15 round ad alto ritmo, avrebbe verosimilmente scintillato al cospetto del crescente nervosismo di Tyson, conducendo il fuoriclasse di Louisville a una meritata vittoria.

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