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Da pro è un’altra cosa! I verdetti ribaltati nel professionismo

Il pugilato dilettantistico rappresenta in un certo senso l’anticamera della boxe pro: nei loro match in canotta, i pugili affilano le proprie armi, sperimentano il dolore e le difficoltà, automatizzano i movimenti e si preparano match dopo match al grande salto. Spesso e volentieri il grande campione si mostra tale fin dagli esordi e non è un caso che moltissimi campioni olimpici abbiano poi fatto sfracelli anche “al piano di sopra”. Tuttavia, la durata molto maggiore dei match e gli arbitraggi più tolleranti rendono quello dei pro un “mondo a parte”: ci sono dilettanti formidabili che vi si perdono completamente e ci sono dilettanti mediocri che vi trovano consacrazione. Non stupisce quindi che molti verdetti sanciti nel dilettantismo siano poi stati completamente ribaltati tra i professionisti; nel nostro approfondimento di oggi, ricordiamone alcuni in ordine sparso!

Mike Tyson vs Henry Tillman

La vendetta è un piatto che va servito freddo, dice il proverbio. Tyson la sua poté gustarsela gelata, visto che quando affrontò Tillman nel 1990 erano passati ben sei anni da quando Henry lo aveva battuto due volte da dilettante negandogli l’accesso alle Olimpiadi di Los Angeles. Tyson aveva ulteriore rabbia da sfogare per la recente sconfitta contro James Douglas e distrusse Tillman con un singolo colpo micidiale nel primo round.

Joe Frazier vs Buster Mathis

Non tutti sanno che il peso massimo destinato a rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Tokyo del 1964 non era Joe Frazier, che poi vinse la medaglia d’oro, bensì Buster Mathis, che aveva sconfitto Smokin’ Joe nel torneo di qualificazione. Mathis però si ruppe una mano e fu sostituito dal connazionale. Da professionisti i valori si ribaltarono: nel 1968 Frazier mise a nanna l’avversario con un superbo gancio sinistro nel corso dell’undicesimo round.

Tony Tubbs vs Greg Page

Tubbs e Page si erano affrontati da dilettanti per ben sette volte e il bilancio era stato impietoso: Page si era imposto sei volte su sette e sembrava decisamente il più talentuoso tra i due, al punto che alcuni lo paragonavano al suo concittadino Muhammad Ali, di cui cercava di imitare le movenze. Da pro tuttavia Tubbs sovvertì le gerarchie dimostrandosi più concreto e strappando il mondiale WBA al vecchio rivale nel 1985 con una chiara vittoria ai punti.

Riddick Bowe vs Jorge Luis Gonzalez

Il cubano Gonzalez aveva messo in piedi da dilettante un record spaventoso di 220 vittorie e 13 sconfitte. Tra le sue “vittime illustri” c’era stato anche Bowe, atterrato e battuto nella semifinale dei giochi panamericani del 1987. La vigilia del loro match da pro del 1995 fu caratterizzata da animosità e provocazioni, ma tra le sedici corde non ci fu storia: “Big Daddy” andò a segno a ripetizione col suo destro e chiuse i conti al sesto round.

Sugar Ray Leonard vs Randy Shields

Da dilettante Leonard fu sconfitto soltanto 5 volte in 150 match; uno dei pochi a fargli lo sgambetto fu il poco famoso Randy Shields, che nel 1973 si impose sul diciassettenne “Sugar” ai punti. Da pro Leonard ebbe la sua rivincita aggiudicandosi per decisione della giuria un match poco entusiasmante. L’incontro fu contraddistinto da un curioso episodio: un gancio sinistro del vincitore mise per errore KO l’arbitro Tom Kelly che fu sostituito da uno dei giudici.

Miguel Cotto vs Muhammad Abdullaev

Quando Bob Arum mise sotto contratto Miguel Cotto, alcuni si chiesero come mai il promoter avesse voluto dalla sua un pugile che alle Olimpiadi del 2000 era stato fatto fuori al primo turno. Ma il vecchio Bob ci aveva visto giusto: l’uzbeko Abdullaev, dopo aver battuto Cotto e conquistato la medaglia d’oro a Sydney, ebbe una carriera da pro piuttosto mediocre e fu letteralmente demolito dal portoricano quando i due si affrontarono per il Mondiale WBO.

Lennox Lewis vs Donovan Ruddock

Lewis era poco più che un ragazzino quando perse contro Ruddock da dilettante: aveva 15 anni, pochi rispetto ai 18 del suo avversario. Tra i due si formò una forte rivalità: erano entrambi di radici giamaicane ed entrambi trapiantati in Canada, ma caratterialmente molto diversi. Per quanto oggi possa sembrare strano, quando si affrontarono da pro nel 1992, Ruddock era dato per favorito; Lennox però ribaltò i pronostici con un brutale KO.

Mark Breland vs Darryl Anthony

Breland da dilettante aveva fama di essere quasi imbattibile. Il “quasi” era dovuto a un unico ragazzo che era stato capace di sconfiggerlo in ben 111 match disputati in canotta. Quel ragazzo era Darryl Anthony, destinato a restare un incompiuto: quando Breland se lo ritrovò di fronte per il suo undicesimo match da professionista, lo mise fuori combattimento in appena tre round, proiettandosi verso traguardi più prestigiosi.

Francesco Damiani vs Tyrrell Biggs

Biggs era stato per il nostro Francesco una vera e propria bestia nera. Ai Mondiali di Berlino del 1982 e alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 il nostro portacolori si era dovuto accontentare dell’argento, superato dal veloce americano ai punti. Il verdetto in terra tedesca fu a dire di molti un furto clamoroso e quando Damiani da pro si ritrovò l’eterno rivale davanti al PalTrussardi di Milano, si tolse la soddisfazione di imporgli il KO tecnico in cinque riprese.

Anthony Joshua vs Dillian Whyte

Un Anthony Joshua ancora molto acerbo e tutto da costruire, non riuscì da dilettante ad arginare lo strapotere fisico di Whyte che lo atterrò pesantemente e lo sconfisse con pieno merito ai punti. Da pro accadde l’esatto contrario: pur incappando in un pericoloso gancio sinistro nel secondo round, AJ dominò gran parte dell’incontro andato in scena alla O2 Arena nel 2015, chiudendo i giochi con un montante destro da antologia.

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