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Holmes vs Shavers per la seconda volta: 40 anni di una notte leggendaria

28 Settembre 1979.

Si erano già affrontati una volta. E quella volta Earnie Shavers era stato letteralmente portato a scuola da Larry Holmes: troppa classe, troppa tecnica, troppa convinzione e troppa voglia di dimostrare agli scettici che si sbagliavano.

Quel match non ebbe storia. Larry in seguito conquistò la cintura di campione del mondo dei massimi WBC contro Ken Norton, mentre Earnie cercava di ottenere un’altra chance per il titolo. La ottenne, un anno e mezzo più tardi, proprio abbattendo in un solo round Ken Norton.

Fu così che Larry Holmes si trovò dinanzi per la seconda volta Earnie Shavers.

Earnie sapeva di non avere le qualità pugilistiche di Holmes. Ma oltre a cuore e determinazione, era ben conscio di possedere due mani pesantissime, capaci di stendere chiunque con un singolo pugno.

Quella notte nulla lasciava presagire quello che sarebbe successo. Durante i primi round, sembrò di assistere ad una replica del primo match, con Holmes sulle punte a muoversi lungo le corde e a colpire ripetutamente Shavers con quel suo magnifico jab. Shavers lo braccava ma con poco costrutto.

Durante il quarto round, fu visibile a tutti che Shavers aveva un problema all’occhio sinistro, che sanguinava. E nel sesto cominciò a sanguinare anche l’occhio destro. L’angolo di Earnie si rivolse all’arbitro, Davey Pearl, lamentando il fatto che il loro pugile era stato ferito dai pollici di Holmes, ma Pearl sottolineò come Shavers si stesse facendo ripetutamente colpire al volto.

Al settimo round, le condizioni degli occhi di Shavers destavano serie preoccupazioni. Larry pareva in controllo totale del match e combatteva quasi completamente a braccia basse. Un eccesso di sicurezza che gli fu fatale: sul finire del settimo round Shavers lasciò partire il destro con una traiettoria splendida, un overhand che si schiantò sulla mascella di Larry. Holmes crollò letteralmente sul posto, di schiena, ma si rialzò subito, tra lo stupore generale. Barcollante, conservò la lucidità per arrivare a fine round.

Al gong Holmes si accasciò sul seggiolino, sprofondando letteralmente su quel minuscolo appoggio, con l’aria sconvolta di uno che è stato investito da un treno. Ma ce l’aveva fatta. Era riuscito a rialzarsi e a rimanere nel match: un po’ per la sua tecnica, che gli consentì di schivare colpi che lo avrebbero altrimenti mandato lungo disteso, un po’ per aver mantenuto la freddezza necessaria per legare, ma soprattutto per la sua incredibile mascella. Il resto lo fecero i limiti tecnici di Shavers che, preso dalla foga, tentò di colpirlo nuovamente con ganci larghissimi e overhand telefonati.

Quel singolo minuto tra il settimo e l’ottavo round consentì a Larry di riprendere fiato e lucidità, tanto che al gong riprese da dove aveva lasciato, martellando uno Shavers stanco per lo sforzo profuso nel round precedente. Jab e diretto di Holmes andavano a segno con facilità irrisoria, tanto che ad un certo punto the Easton assassin accorciò la distanza ed entrò con potenti montanti a demolire le poche certezze di Shavers.

Earnie tentò ancora una volta la carta overhand, ma i movimenti erano vistosi e scoordinati, troppo: per Holmes fu un gioco da ragazzi schivarli e Shavers ogni volta pareva sul punto di sbilanciarsi e cadere per il tentativo a vuoto.

Nonostante tutto Shavers non mollò. Anche Larry era stanco e al gong rimase immobile sulle gambe. Shavers si avviò verso il suo angolo, i due si incrociarono, finirono spalla a spalla e per una frazione di secondo sembrarono quasi appoggiare la testa l’uno sull’altro, mentre con il braccio Earnie cinse il rivale come avrebbe fatto con un amico.

Sebbene esausti, i due proseguono a combattere. Larry ormai teneva il rivale in scacco. Lo colpiva ripetutamente, e Shavers barcollava paurosamente, nonostante continuasse ad allargare le braccia come a sottolineare: “Sono ancora in piedi”.

Al nono round, dopo un’altra selva di colpi subiti, Earnie centrò con un destro al corpo Holmes, e subito dopo cercò il volto. Il colpo andò a vuoto ma portò Holmes a sbilanciarsi e a finire nuovamente al tappeto, sebbene non venne conteggiato. Quando l’arbitro fece riprendere, Shavers rimase all’angolo, quasi non riuscisse a muoversi, e fu Larry a farglisi incontro.

Shavers continuò a subire, colpo su colpo, tanto che Holmes ad un certo punto si girò verso l’arbitro come ad aspettarsi che ponesse fine ad una punizione troppo dura. Una scena che si sarebbe ripetuta con Muhammad Ali, circa un anno dopo.

Dopo un pesantissimo gancio destro di Holmes l’arbitro si avvicinò a Shavers per chiedergli se avesse voluto continuare. Shavers fece cenno di si con la testa, ma le braccia rimasero basse e un grottesco sorriso gli solcò il volto. Holmes gli si avventò nuovamente contro e dopo un montante destro ed un gancio sinistro sferrati ad un uomo totalmente inerme, Davey Pearl intervenne nuovamente ponendo fine alla contesa e sollevando il braccio di Holmes in segno di vittoria.

Shaver, in piedi al suo angolo, di spalle, si appoggiò alle corde per non crollare. Larry fece un mezzo giro del ring col braccio alzato ma subito si diresse all’angolo di Earnie e lo abbracciò. Shavers non ebbe nemmeno la forza di voltarsi.

Intervistati subito dopo l’incontro da Howard Cosell, Earnie faticava a parlare mentre Larry, raggiante per la vittoria, trovò le parole per onorare l’avversario.

Quella notte, nessuno tra il pubblico lasciò il Caesar Palace di Las Vegas prima di vedere i due dirigersi verso gli spogliatoi, accompagnati da uno scroscio di grida e applausi.

Una notte leggendaria che ancora oggi, dopo quarant’anni, ricordiamo.

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