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Giustiziere di campioni ma mai campione: il paradosso di David Tua

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Molti appassionati faticano a concepire l’importanza che la fortuna può assumere nell’evoluzione della carriera di un pugile professionista. Siamo tutti naturalmente portati a credere che i risultati siano proporzionali al talento, all’impegno e alla propensione al sacrificio, ma la storia del nostro amato sport ci insegna che molte volte questi ingredienti non bastano e che non sempre il merito conduce automaticamente al successo.

Innumerevoli sono gli esempi di pugili mediocri giunti per via di una serie di combinazioni fortuite a detenere un titolo di primaria importanza, così come svariati sono i casi di atleti formidabili ritiratisi con la bacheca vuota senza averne realmente colpa. Oggi vogliamo parlarvi di uno dei casi più incredibili, quello di David Tua, peso massimo nato a Samoa capace di mettere KO ben quattro pugili divenuti prima o dopo campioni mondiali di sigla senza tuttavia riuscire mai a conquistare a sua volta una delle cinture iridate.

1996: David Tua vs John Ruiz

Quando Tua affrontò Ruiz i due pugili erano due prospect in ascesa. Il match fu di una brevità inaudita: Tua colpì il rivale a freddo con un terrificante gancio sinistro, lo inseguì alle corde e lo finì con un’ulteriore serie di ganci lasciandolo al tappeto esanime. John Ruiz sarebbe poi divenuto campione WBA grazie alla trilogia di match disputati contro un declinante Evander Holyfield. Sconfitto nettamente da Roy Jones Jr in occasione della sua unica apparizione nella categoria regina, riconquistò il titolo battendo Hasim Rahman prima di essere definitivamente detronizzato qualche anno dopo dal gigantesco russo Nicolay Valuev.

1997: David Tua vs Oleg Maskaev

A distanza di un anno dalla distruzione di Ruiz, Tua si trovò di fronte il russo Maskaev, già sconfitto da Oliver McCall al primo round, ma protagonista in precedenza di un’ottima carriera dilettantistica che lo aveva visto battere tra gli altri il grande Vitali Klitschko. Maskaev mise Tua in difficoltà col suo maggiore allungo e con le sue doti tecniche ma durante l’undicesima ripresa, con i cartellini in perfetto equilibrio, fu raggiunto spalle alle corde da una serie di colpi violenti culminata in un letale gancio sinistro che non gli diede scampo. Il russo, protagonista di una carriera altalenante, sarebbe poi divenuto campione WBC mettendo KO Hasim Rahman nel 2006 salvo essere scalzato dal trono poco dopo dal nigeriano Samuel Peter.

1998: David Tua vs Hasim Rahman

Dopo aver sporcato il proprio record con la sconfitta patita contro Ike Ibeabuchi in uno dei match più belli della storia dei massimi, Tua affrontò l’imbattuto americano Rahman e lo mise fuori combattimento in dieci round in circostanze controverse. Rahman era nettamente avanti ai punti essendo riuscito ad imbrigliare il samoano con una tattica ostruzionistica fatta di continui spostamenti e clinch ma fu scosso pesantemente da un colpo piazzato dopo la campana al termine del nono round. Non ancora ristabilitosi dall’accaduto, lo statunitense andò subito in difficoltà all’inizio della decima ripresa ma fu fermato dall’arbitro quando sembrava ancora lucido e capace di proseguire. Rahman sarebbe poi diventato addirittura campione lineare con un clamoroso KO ai danni di Lennox Lewis da cui fu annichilito nella successiva rivincita.

2002: David Tua vs Michael Moorer

Dopo aver fallito quella che rimarrà la sua unica chance titolata contro Lennox Lewis e dopo essere stato superato ai punti dall’elusivo Chris Byrd, Tua ebbe l’opportunità di riproporsi ai piani alti della categoria affrontando l’ex campione lineare Michael Moorer. Quest’ultimo, dopo l’incredibile sconfitta subita per mano del 45enne George Foreman, non era più riuscito a ritrovarsi e contro Tua dimostrò ulteriormente di non essere più il pugile di un tempo: il samoano lo travolse in appena 30 secondi spedendolo addirittura fuori dalle corde. Moorer, ex campione tra i mediomassimi, era salito sul tetto del mondo nella categoria regina con una clamorosa affermazione su Evander Holyfield nel 1994.

Una sola chance e tanti rimpianti

Come già ricordato quello contro Lennox Lewis fu l’unico match di Tua che avesse un titolo di sigla in palio. Il samoano, che ebbe l’ulteriore sfortuna di infortunarsi a una costola poco tempo prima del grande giorno, fu superato nettamente ai punti dal britannico e vide così sfumare il suo sogno. Dotato di potenza sovrumana, specie nel gancio sinistro, e mascella granitica, Tua aveva anche un difetto significativo: era piuttosto statico sulle gambe e faticava ad accorciare la distanza con efficacia, il che lo svantaggiava notevolmente al cospetto di avversari mobili e veloci. Tale carenza lo condusse spesso ad andare indietro sui cartellini: il più delle volte il suo “gancione” lo trasse d’impiccio, ma ciò non avvenne nelle due eliminatorie mondiali fallite e alla fine una seconda chance di alzare al cielo una cintura non arrivò. Tanti rimpianti dunque per quello che con una gestione diversa dei suoi manager sarebbe potuto essere un protagonista assoluto della sua epoca e che invece, al contrario di atleti decisamente meno dotati, è rimasto a mani vuote. I suoi memorabili KO tuttavia resteranno per sempre nella nostra memoria e nei nostri cuori.

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