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Storie di Pugili

Giovanni Parisi: dall’oro olimpico al tetto del mondo

Come ogni martedì, rieccoci con una nuova storia: questa volta abbiamo deciso di parlarvi di un pugile italiano straordinario, scomparso tragicamente il 25 marzo del 2009, in seguito a un incidente stradale avvenuto a Voghera, nel pavese, la città che lo aveva accolto negli anni Settanta.

Stiamo parlando ovviamente dell’indimenticato Giovanni Parisi, soprannominato “Flash” in virtù della sua proverbiale velocità: fu un pugile spettacolare, capace di farsi apprezzare anche oltreoceano. Nato a Vibo Valentia, in Calabria, il 2 dicembre del 1967, si trasferì giovanissimo a Voghera, con la sua famiglia. Il padre lo abbandonò quando era ancora in fasce e da piccolo il suo passatempo era il pallone, come quasi tutti i bambini della sua età. Lo chiamavano “Zico”, segno evidente che, se non avesse intrapreso la carriera pugilistica, forse, sarebbe diventato calciatore. Non lo sapremo mai, ma per noi amanti della nobile arte, va benissimo così.

La sua storia pugilistica comincia alle Olimpiadi di Seul del 1988: in Corea del Sud, Giovanni conquistò la medaglia d’oro dei pesi piuma battendo in finale il rumeno Daniel Dumitrescu per ko alla prima ripresa. Ma a uno come lui quella medaglia andava stretta e, come altri grandi campioni del passato, decise di passare al professionismo. Il suo primo incontro da pro lo disputò nella sua Vibo Valentia, il 15 febbraio del 1989, contro Kenny Brown, sconfitto prima del limite. Nel 1991 arrivò il primo successo da professionista, con la vittoria del titolo italiano dei leggeri, grazie al ko inflitto a Stefano Cassi alla seconda ripresa.

Ma non finisce qui, perché l’anno dopo divenne campione del mondo WBO, battendo a Voghera Francisco Javier Altamirano per tko al decimo round. Difese la cintura dagli assalti di Ayers e Rivera, per poi decidere di salire di categoria: dopo un primo tentativo fallito nel ’95 contro il titolare della cintura WBC, il leggendario Julio Cesar Chavez (in cui fu sconfitto ai punti), si prese la cintura WBO, imponendosi per ko tecnico all’ottava ripresa contro il portoricano Sammy Fuentes, a Milano, il 9 marzo del 1996.

Difese il titolo per due volte nell’arco di cinque anni, salvo arrendersi nel 1998 contro Carlos Gonzales, a Pesaro. Due anni più tardi tenterà la fortuna nei welter, ma fu sconfitto da Daniel Santos alla quarta ripresa in un match valido per l’assegnazione del titolo WBO. Smise di combattere nel 2006, dopo la sconfitta rimediata contro il transalpino Frederic Klose, a Milano, dov’era in palio il titolo continentale.

Concluse la carriera con un record davvero invidiabile, formato da 41 incontri vinti (29 per ko), 5 sconfitte e un pareggio, e con tre titoli in carriera (un oro olimpico, un titolo italiano e due mondiali vinti in due categorie diverse).

Il pugilato ti insegna soprattutto a superare gli ostacoli. Ogni ostacolo va superato, questo bisogna impararlo, e tenerlo ben presente anche nella vita” (Cit. Giovani Parisi).

 

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