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Genio e sregolatezza: quale destino per Gervonta Davis?

Il prossimo week-end pugilistico vedrà protagonista tra gli altri il talentuoso 24enne americano Gervonta “Tank” Davis (20-0-0, 19 KO), impegnato nella prima difesa del titolo mondiale WBA dei pesi superpiuma conquistato lo scorso aprile. Lo sfidante messicano Hugo “Cuatito” Ruiz (39-4-0, 33 KO), chiamato in extremis per sostituire l’infortunato Abner Mares, non sembra poter costituire un ostacolo credibile all’ascesa del terribile picchiatore di Baltimora. Preferiamo dunque soffermarci sulla sua figura di giovane predestinato dall’indole difficile.

Gervonta Davis

Gervonta Davis

Fin dalla notte dei tempi il mondo dello sport ha visto protagonisti svariati atleti contraddistinti da talento cristallino e profonde ombre sul piano caratteriale e personale. Tali casi sono stati particolarmente frequenti nella storia della boxe, disciplina che più di altre ha annoverato tra le sue fila uomini venuti alla ribalta da situazioni sociali difficili, passati dalle infanzie drammatiche alle luci dei grandi palcoscenici, dalla nera povertà alle borse faraoniche, con tutti i rischi di destabilizzazione della psiche che simili percorsi portano con sé. Alcuni sono riusciti a fare in modo che gravi problematiche esterne non influissero sul rendimento sportivo; celebre in questo senso il caso del grande Carlos Monzon, che informato della morte del fratello poco prima di un suo match, salì sul quadrato, vinse per KO e poi disse “Ora possiamo andare al funerale”. Altri, schiacciati dal peso degli eventi extra-sportivi, hanno finito col dilapidare il proprio talento ottenendo risultati inferiori rispetto al proprio sconfinato potenziale; è il caso di Mike Tyson, pugile dall’esplosione precoce ma dal rapido e inesorabile declino. In quale di questi due gruppi finirà dunque per collocarsi il giovane Gervonta Davis quando i nodi verranno al pettine?

Le luci

Il potenziale tecnico e fisico di cui Davis è dotato è notevolissimo. Il picchiatore statunitense dispone in primo luogo di una potenza devastante, frutto di una grande scelta di tempo unita a un’esplosività muscolare fuori dal comune. Analogamente pregevoli sono i suoi riflessi, perno imprescindibile della sua difesa d’istinto, basata su schivate millimetriche seguite da micidiali rientri. L’ottima varietà di colpi, dispiegata con uguale pericolosità con entrambe le mani, completa l’arsenale di un pugile baciato da madre natura al punto da colmare importanti gap di esperienza: la sua vittoria travolgente e senza appello di due anni fa sul più navigato Jose Pedraza lasciò tutti a bocca aperta e resta ancora oggi il suo trionfo più significativo.

Le ombre

Gervonta ha il classico carattere del ribelle. Poco incline a rispettare discipline ferree, preferisce agire d’istinto e non è solito mantenere la calma quando le cose non vanno come vorrebbe. Non è un caso che il suo rapporto con il suo mentore Floyd Mayweather Jr sia stato contraddistinto da alti e bassi, tra fasi di proficua collaborazione e altre di screzi pesanti. Non sono casuali neppure i diversi episodi di intemperanze fuori dal ring, col pugile accusato di alcune aggressioni e di condotta violenta a testimonianza della facilità con cui perde il controllo. Tra le sedici corde tuttavia la rabbia non è buona consigliera e la tendenza già manifestata da parte di Davis di perdere lucidità nelle fasi concitate dei match potrebbe condannarlo contro i fuoriclasse del quadrato. Altra conseguenza dello scarso feeling del pugile con regole e restrizioni sono le frequenti difficoltà nel fare il peso che già una volta gli sono costate la perdita del titolo a tavolino.

Difficile prevedere dunque quale sorte il futuro abbia in serbo per il “piccolo grande picchiatore” americano: futuro avversario di Vasyl Lomachenko in un evento di portata planetaria o eterna promessa frenata dalle proprie intemperanze? L’età è ancora tutta dalla sua parte; godiamocelo dunque nel match che lo attende questo sabato e auguriamoci di vederlo presto all’opera contro altri campioni: tra i superpiuma oggi e tra i leggeri un domani la scelta non manca e non mancherà di certo.

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