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Era forte, Fortissimo. Era il Toro del Pallonetto

Avete mai sentito parlare di Joe Esposito? È stato uno dei migliori pugili al Mondo negli anni quaranta. È stato uno dei più grandi pugili di tutti i tempi, è strano che ancora non conoscete la sua storia.

Giuseppe, detto Joe, era del Pallonetto, un piccolo borgo alle spalle del Quartiere Santa Lucia a Napoli. I vicoli stretti che si intrecciano tra di loro, i palazzi alti quattro cinque piani che quasi si toccano tra di loro, ad un passo da piazza Plebiscito, erano gli anni bui della seconda guerra mondiale. Si combatteva sulle navi degli alleati per una barretta di cioccolato o per un pezzo di pane.

Ho impressa questa scena non da un film ma dal racconto stanco e invecchiato del caro maestro Bizzarro. Nel 2012 ci accolse nella solitudine calda di fine agosto, seduto nella penombra dell’ingresso della storica palestra di Marcianise. Appoggiato alla spalliera della sedia ci raccontó quei momenti di fame e di incontri infiniti. “Gi Americani si divertivano e quando ci andava bene ci pagavano pure. C’erano molti incontri in giornata, e molti di noi combattevano anche due tre volte nello stesso giorno. Nella notte gli incontri più importanti. Ce n’era uno era fortissimo”.

Ancora non lo sapevo, ma molto probabilmente stavo ascoltando proprio la storia di Joe Esposito, il Toro del Pallonetto…
Joe era forte, fortissimo aveva le pietre nelle mani, altro che Roberto Duran, con un solo colpo era in grado di ammazzare una mucca. Veniva sempre avanti, con una forza bruta, che La Motta se lo sarebbe sognato, anzi ci avrebbe fatto gli incubi. Aveva un modo di boxare molto strano, figlio dell’esigenza e del mancato insegnamento. Era ruvido sul ring, in effetti non sapeva boxare bene e la guardia era approssimativa, ma in quanto a tenacia, beh quella ne aveva da vendere. Poteva andare a tappeto dieci volte e riusciva a rialzarsi undici volte.

Veniva sotto come un toro e tirava cazzotti con una forza spaventosa, i racconti dei vecchi maestri ce lo certificano. Nella sua vita non ha mai vinto nessun titolo, forse a causa della sua attinenza alle scommesse clandestine, che gli hanno da sempre compromesso la carriera. Già, quelle hanno inguaiato molti sportivi. Aveva tutti i favori degli allibratiri e riusciva a far salire la sua quota per vincere improvvisamente, e lo stesso faceva quando nessuno si aspettava che perdesse. Ci faceva più soldi di quanto poteva guadagnarne tra le corde. La moglie era venuta a mancare troppo presto, forse per questo non aveva niente più da perdere. Eppure il suo gesto eroico lo ha reso un simbolo di coraggio e un esempio per tutti, durante il terromoto dell’ottanta.

Joe, forse era il più forte di tutti. Molto probabilmente il suo anticonformisomo non era nemmeno avvicinabile da Muhammed Ali. Non ci sono immagini chiare che possono attestare la sua grandezza, ed é proprio per questo che fin dai tempi che furono è nato il mito di Joe Esposito, il Toro del Pallonetto. Quella di Joe, è la storia che tutti gli appassionati vorrebbero raccontare. Tutti vorrebbero poter dire che di averlo visto veramente, che li batteva veramente tutti, ma era troppo ignorante per essere un campione del mondo, troppo venale.

Il professore Luigi Barletta lo ha fatto con una minuziosa attenzione, facendosi raccontate il mito del pugile senza volto da Nino Benvenuto, Patrizio Oliva, Clemente Russo… La storia del popolo napoletano dagli anni trenta agli anni ottanta, dalle quattro giornate di Napoli al terremoto di Avellino, un racconto documentato da immagini rare in collaborazione con l’archivio storico Luce. Um film, perché se non lo avete ancora capito di questo si tratta, presentato ieri in anteprima a Mosca e che il 21 giugno arriverà a Napoli  prima dell’uscita ufficiale prevista prossimamente nelle sale italiane. Per meglio descriverlo è un mokumentary, una specie di documentario dalla “storia di fantasia” (non sono appassionato di film, non conoscevo questa parola. Ma di pugilato si è per questo vi ho raccontato la storia affascinante e avvincente di Joe Esposito NDR). BUONA VISIONE.

Quella di Joe Esposito è una storia fantastica, d’immaginazione, che raccoglie le migliaia di storie fantastiche, dei miti da bordoring, dei racconti dei vecchi sulle panchine all’uscita delle palestre. Quella di Joe Esposito, Il Toro del Pallonetto, è l’insieme di tante storie reali di pugili che non sono mai arrivati, o di chi ce l’ha fatta, nella Napoli del dopoguerra. Dove negli anni sessanta nasceva l’Oro di Mosca e tanti altri campioni, che già crescevano con il mito di Joe Esposito.

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