fbpx

Tempo scaduto! 10 brutte figure di campioni in declino

Appendere i guantoni al chiodo al momento giusto è estremamente difficile. La routine degli allenamenti, l’adrenalina del match, le urla di incitamento della folla, l’attenzione dei media: sono tante le componenti che un campione si lascia alle spalle quando fa calare il sipario sulla propria carriera ed è comprensibile che non tutti riescano a farlo in tempo. Accanto a esempi mirabili come quello di Rocky Marciano, capace di dire basta quand’era ancora imbattuto, la storia della boxe presenta dunque innumerevoli casi di fuoriclasse assoluti ridotti all’ombra di sé stessi, ostinati nel seguire una strada ormai priva di sbocchi. Vediamo oggi dieci incontri, presentati in ordine sparso, in cui un grande campione ha straziato il cuore dei suoi fan evidenziando il proprio totale declino.

Muhammad Ali vs Trevor Berbick (11/12/1981)

Una cocente umiliazione The Greatest l’aveva già subita quando il suo ex sparring partner Larry Holmes lo aveva costretto al ritiro dopo dieci riprese senza storia. Holmes però quantomeno era un grande campione, mentre Berbick, che si impose nettamente ai punti su Ali un anno dopo, non era altro che un discreto pugile. Il fuoriclasse di Louisville, forse già condizionato dalla malattia, quella sera ebbe pochi guizzi, costretto a una triste difesa passiva.

Wilfredo Gomez vs Alfredo Layne (24/05/1986)

Tra i più forti pugili portoricani di ogni tempo, Gomez era stato un’autentica ira di Dio tra i supergallo prima di togliersi soddisfazioni importanti anche nei piuma e nei superpiuma. Il suo tracollo fu improvviso ed eclatante: soltanto un anno prima aveva battuto l’insidioso Rocky Lockridge, ma quando al suo cospetto si presentò lo sconosciuto panamense Layne, dal record modesto di 13 vittorie e 5 sconfitte, il risultato fu un terribile KO ai danni della leggenda.

Roy Jones Jr vs Danny Green (02/12/2009)

Il Fulmine di Pensacola aveva già subito le sue sconfitte, alcune anche umilianti, ma sempre contro pugili di grande livello mondiale. Contro Green invece arrivò il primo stop per mano di un atleta di seconda fascia, già 36enne e per giunta fuori categoria. Il fuoriclasse americano non fu soltanto sconfitto, ma letteralmente polverizzato in meno di un round. Purtroppo però neppure quella brutta figura bastò a convincerlo a smettere.

Aaron Pryor vs Bobby Joe Young (08/08/1987)

I noti problemi di dipendenza dalla cocaina avevano condizionato l’ultima fase del regno mondiale di Pryor e lo avevano infine spinto a un precoce ritiro. Il suo tentativo di rientro sulle scene dopo più di due anni di inattività fu un fiasco clamoroso: pur non avendo di fronte un rivale di grande livello, il Falco di Cincinnati apparve lento, impacciato e abulico, in poche parole l’ombra di sé stesso. Un destro alla tempia lo mise out al settimo round.

Alexis Arguello vs Scott Walker (21/01/1995)

Le due drammatiche e infruttuose battaglie contro Aaron Pryor avevano definitivamente ammorbidito il fortissimo Flaco Explosivo, reduce oltretutto da una carriera lunghissima e logorante. In caso contrario certamente non avrebbe avuto problemi a imporsi sul giovane e pittoresco Walker, rimasto nella memoria degli storici più per i suoi pantaloncini dal colore rosa sgargiante che per le sue imprese sul ring. L’amara sconfitta spinse Arguello al ritiro.

Julio Cesar Chavez vs Willy Wise (02/10/1999)

Quando un campione leggendario inizia il suo declino non è troppo doloroso vederlo sconfitto contro talenti emergenti di spessore. Non fu quindi da biasimare Chavez per la doppia delusione contro l’emergente Oscar De La Hoya, ma la battuta di arresto contro il mediocre Wise fu invece un autentico shock. Privo ormai di atletismo e mordente, il messicano fu superato nettamente ai punti lasciando sbalorditi gli spettatori dell’Hotel Hilton.

Sugar Ray Leonard vs Hector Camacho (01/03/1997)

Leonard era abituato a ritiri e rientri e forse pensava che il giochino potesse riuscirgli sempre. Quando però Norris lo sconfisse nettamente dopo più di un anno di inattività nel ’91, Sugar avrebbe dovuto comprendere che il suo tempo era finito. Assurda fu dunque la decisione di un ultimo match nei pesi medi sei anni più tardi e inevitabile fu l’epilogo: nonostante la poca potenza, Camacho lo spazzò via senza patemi in soli cinque round.

Roberto Duran vs William Joppy (28/08/1998)

Benché in parabola discendente, Duran aveva dimostrato fino a quel giorno di poter tenere ancora il ring con dignità, nonostante la forma atletica deficitaria. Concedergli l’ennesima chance mondiale contro un pugile giovane e potente come Joppy fu tuttavia un errore: Manos De Piedra fu bersagliato da tutti i lati dalle bordate dell’avversario fino al KO tecnico del terzo round. Una punizione durissima che un campione del suo calibro non avrebbe meritato.

Mike Tyson vs Kevin McBride (11/06/2005)

La sconfitta prima del limite contro il non trascendentale Danny Williams, con tanto di infortunio ai legamenti del ginocchio, avrebbe dovuto convincere tutti che la leggenda di Tyson era finita per sempre. Mike però, indebitato fino al collo, aveva un disperato bisogno di soldi e si concesse un ultimo giro di giostra contro il mediocre irlandese McBride. Dopo aver commesso diverse plateali scorrettezze, Tyson si arrese al termine della sesta ripresa.

Felix Trinidad vs Roy Jones Jr (19/01/2008)

Le nette sconfitte subite per mano di Bernard Hopkins e Ronald Wright erano apparentemente servite a convincere un Trinidad ormai fuori categoria e in declino che il suo percorso sportivo fosse concluso. Dopo due anni e mezzo di stop tuttavia gli venne il ghiribizzo di riprovarci ma lo spettacolo che ne seguì fu alquanto penoso. Un Roy Jones a sua volta in netto calo lo irrise ripetutamente, lo mise giù due volte e si impose ai punti.

 

 

 

Condividi su:
  • 188
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X