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Accadde oggi: Rubin “Hurricane” Carter travolge Emile Griffith!

Il 20 dicembre del 1963, vale a dire 54 anni fa, il coriaceo picchiatore Rubin Carter, noto con il celebre soprannome di Hurricane, travolse il fenomenale Emile Griffith in appena un round, centrando il più prestigioso trionfo della propria breve quanto sfortunata carriera.

La triste storia di Carter è divenuta universalmente nota grazie a opere come il famoso film “The Hurricane” del 1999 interpretato tra gli altri da un magistrale Denzel Whashington e la bellissima canzone del 1975 di Bob Dylan che potete ascoltare attraverso il video di copertina di questo articolo. Carter, ingiustamente accusato di triplice omicidio, fu costretto a interrompere la propria carriera di pugile all’età di 29 anni e a trascorrere quasi vent’anni in carcere dopo un processo profondamente condizionato da pregiudizi razziali.

Rubin Carter

Rubin Carter

Come pugile Carter era indubbiamente limitato e domabile ma possedeva in compenso una potenza esplosiva devastante con la quale poteva far terminare un combattimento in suo favore in qualsiasi momento oltre che una mascella tra le più resistenti che si siano mai viste su un ring. Lo imparò a suo spese il leggendario Emile Griffith, già campione del mondo dei welter e dei superwelter, che qualche anno dopo avrebbe dato vita a epiche e indimenticabili battaglia con il nostro Nino Benvenuti e con il superbo Carlos Monzon.

Il match avrebbe dovuto essere per Griffith, che all’epoca aveva disputato il doppio dei match di Carter e contro rivali di ben altra caratura, un semplice allenamento in vista di sfide più impegnative. Si rivelò invece un’autentica debacle. Carter salì sul ring concentratissimo e non tardò a far assaggiare il potere dei propri micidiali fendenti al più blasonato avversario. Griffith avrebbe probabilmente potuto boxare in scioltezza accumulando punti ma commise l’errore di accettare lo scambio e tale leggerezza gli fu fatale. Un gancio sinistro di inumana potenza in uscita da un clinch lo fece crollare pesantemente al tappeto: i successivi due atterramenti chiusero i giochi nell’incredulità generale.

Carter, dopo altre due convincenti vittorie, avrebbe ottenuto l’agognata chance mondiale fallendola tuttavia contro il più smaliziato Joey Giardello che seppe imbrigliarlo con il suo stile ostruzionistico e batterlo meritatamente ai punti, contrariamente a quanto suggerito dalla celebre pellicola. Da quel momento in poi Carter perse fiducia e visse un proseguo di carriera fatto di alti e bassi, ma nessuno potrà mai sapere se una nuova scintilla avrebbe potuto ridargli le motivazioni di un tempo e condurlo, grazie anche e soprattutto alla potenza sconfinata dei propri colpi, a una nuova grande opportunità. Purtroppo non lo sapremo mai e dovremo accontentarci per sempre della strofa ideata dall’immenso Bob Dylan:

Ecco la storia di “Hurricane”
l’uomo che le autorità incolparono
per qualcosa che non aveva mai fatto
lo misero in prigione ma sarebbe potuto diventare
il campione del mondo.

 

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