Accadde oggi: Mike Tyson vs Trevor Berbick

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Il 22 novembre del 1986, vale a dire esattamente 32 anni fa, il prodigioso “Iron” Mike Tyson metteva KO Trevor Berbick e diventava Campione del Mondo dei pesi massimi per la WBC alla giovanissima età di appena 20 anni e 4 mesi, un record per la categoria regina insuperato ancora oggi che secondo lo stesso Mike, pronunciatosi a riguardo dopo aver compiuto l’impresa, “durerà per l’eternità”.

Il match, che ebbe una grande eco mediatica, fu denominato “Il giorno del giudizio”. Mike Tyson infatti, pur non avendo nomi di grido nel proprio record da professionista e pur non avendo preso parte alle Olimpiadi da dilettante, era riuscito a destare enorme interesse nei suoi confronti grazie ai propri KO devastanti e spettacolari: il pubblico ne era divertito, gli esperti impressionati. La sfida al 32enne Berbick, pugile esperto e smaliziato, ben più temibile sulla carta rispetto ai rivali battuti sino a quel momento, rappresentava quindi il definitivo test della verità sul giovane Mike, chiamato a dimostrare che il proprio pugilato non fosse solo fumo per gli occhi e che alla spettacolarità potesse unire estrema efficacia ai massimi livelli.

I due pugili si mostrarono entrambi spavaldi prima del grande giorno. Tyson affermò che il campione non avesse alcuna dote in grado di metterlo in difficoltà, mentre Berbick pronosticò un KO in suo favore entro la settima ripresa. In realtà, come si seppe soltanto in seguito, nessuno dei due pugili arrivò all’appuntamento in forma smagliante: Tyson aveva da poco contratto la gonorrea e per questo motivo salì sul ring mentre era sotto antibiotici, mentre Berbick aveva avuto problemi respiratori curati in extremis per permettergli di difendere il titolo nel giorno designato. Le quote degli allibratori, inizialmente molto favorevoli a Mike Tyson, pur restando appannaggio dello sfidante si erano assottigliate col passare dei giorni.

Giunse finalmente il momento tanto atteso e i due pugili fecero il loro ingresso sul ring. Un particolare aneddoto è legato al vestiario dei due. Angelo Dundee, nuovo allenatore di Trevor Berbick dopo la rottura tra quest’ultimo ed Eddie Futch, che lo aveva guidato alla vittoria del mondiale, suggerì al proprio pugile di scegliere pantaloncini completamente neri in modo da costringere Tyson, abituato a indossare sempre quel colore, a operare una scelta diversa, come prescritto dal regolamento. Il giovane sfidante tuttavia non volle sentire ragioni e salì sul ring con la sua solita tenuta incorrendo per questo motivo in una multa di cinquemila dollari inferta dalla Commissione Atletica del Nevada.

Su quanto avvenne dopo il suono della prima campana non c’è molto da raccontare, vista la brevità del combattimento. Berbick adottò una tattica suicida sfidando Tyson in un combattimento all’arma bianca che naturalmente lo condusse ad un epilogo nefasto. Dopo essere stato colpito a piacimento nell’arco della prima ripresa il campione fu atterrato all’inizio della seconda e poi sottoposto ad un ulteriore bombardamento. Il gancio decisivo che lo colse sulla tempia ebbe il classico effetto ritardato facendolo precipitare al suolo a qualche istante dall’impatto. Trevor cercò coraggiosamente di rialzarsi ma lo fece troppo in fretta e per ben tre volte perse l’equilibrio dando vita a un tragicomico balletto che si concluse con l’inevitabile stop arbitrale: Mike Tyson era il nuovo Campione del Mondo!

Uno dei manager di Tyson, Jimmy Jacobs, rivelò in seguito che le prime parole di Mike mentre tornava al suo angolo furono “Credi che a Cus sarebbe piaciuto?” riferendosi naturalmente allo storico trainer Cus D’Amato che aveva cresciuto Tyson come un figlio e che lo aveva reso una macchina da guerra con i suoi insegnamenti. Destino vuole che il precedente record di peso massimo più giovane della storia a conquistare un titolo mondiale appartenesse a Floyd Patterson, a sua volta allievo del grande Cus, che si era laureato campione a 21 anni e 11 mesi.

Lo sconfitto riservò al nuovo Re della categoria i meritati complimenti, lodandone la trascendentale potenza e riconoscendo di essersi affidato a una tattica infelice: “Volevo dimostrare il mio coraggio attaccandolo nelle prime riprese, ma il ragazzo è davvero veloce e colpisce duramente”. Una certa ironia della sorte è invece riscontrabile nelle parole che Tyson confidò al suo team mentre era ancora sul quadrato: “Sono il più giovane campione dei massimi della storia del pugilato e sarò anche il più vecchio“. Mike pronosticava dunque per sé una carriera estremamente longeva; la storia andò invece in maniera opposta, riservandogli un precoce declino a cui contribuirono frequentazioni sbagliate, un carattere irruento e sregolatezze di ogni genere che tra cali di forma, anni di galera e squalifiche ne minarono profondamente la storia sportiva.

 

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