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20 anni fa, la sensazionale vittoria di Floyd Mayweather Jr su Diego Corrales

Molti associano il nome di Floyd Maywether Jr a uno stile pugilistico conservativo e prudente, incentrato sulla ricerca del successo ai punti. Ciò accade perché nella seconda parte della sua carriera, avendo scalato svariate categorie di peso, Floyd si è trovato al cospetto di avversari che lo sovrastavano sul piano fisico e ha dovuto anche fare i conti con l’aggravarsi dei suoi cronici problemi alle mani. Tuttavia chi seguiva già il fuoriclasse americano quando quest’ultimo faceva faville tra i superpiuma, sa benissimo che al suo peso naturale Mayweather era solito regalare spettacolo e imporsi con le maniere forti. Lo capì a sue spese il compianto Diego “Chico” Corrales, le cui straordinarie qualità di picchiatore vennero completamente annullate quando i due si trovarono di fronte. A 20 anni esatti da quella notte, torniamo con la memoria all’MGM Grand di Las Vegas per rivivere la sensazionale vittoria di sua maestà Floyd.

Estro, classe e incisività: quando Floyd infiammava le arene

Al momento di difendere il suo titolo mondiale WBC dei superpiuma contro il pericoloso Corrales, Mayweather aveva messo in piedi un record immacolato di 24 vittorie, 18 delle quali erano giunte prima del limite. Una percentuale dunque del 75%, tipica dei picchiatori piuttosto che degli elusivi, in parte gonfiata dagli avversari poco probanti dei primi anni, ma cementificata anche contro rivali di livello mondiale come il plurititolato Genaro Hernandez che un Floyd appena 21enne costrinse all’impotenza più totale, portandolo al ritiro, dal match e dall’attività, dopo otto riprese a senso unico. Alla difesa prodigiosa, ai riflessi felini e alla tecnica sopraffina che non lo hanno mai abbandonato, il fenomeno di Gran Rapids accompagnava colpi fulminei e precisi, capaci di far ritrovare i suoi avversari al tappeto senza essersi nemmeno resi conto di come ci fossero finiti. Nonostante questo prodigioso mix di qualità tuttavia non tutti erano convinti potesse uscire indenne dalla pratica Corrales e infatti le quote degli allibratori alla vigilia del grande incontro facevano pensare a un match in bilico…

Dai guai manageriali a quelli giudiziari: il periodo nero del “Chico” Corrales

Diego Corrales è stato uno di quei pugili capaci di trovare serenità ed equilibrio soltanto tra le sedici corde. Cresciuto in un ambiente violento e pericoloso, fu testimone dell’omicidio a sangue freddo ai danni del suo migliore amico d’infanzia e trovò nel pugilato la sua unica occasione di riscatto. Purtroppo anche dopo essere diventato campione del mondo la vita al di fuori del ring non si rivelò per lui priva di gravi problematiche, di cui spesso si rendeva responsabile lui stesso. L’accusa di aver percosso la moglie incinta cadde come un macigno sulla carriera: Corrales fu arrestato e dovette pagare 100mila dollari di cauzione per tornare in libertà in attesa del processo. Due mesi dopo difese il suo mondiale IBF dei superpiuma per la terza volta contro il malcapitato Angel Manfredy, spazzandolo via in tre round, ma nuove nubi si addensavano all’orizzonte. La federazione infatti lo privò della cintura a tavolino, poiché i suoi manager Cameron Dunkin e Barrett Silver comunicarono all’IBF che il loro assistito non riusciva più a rientrare nei limiti di peso, senza che però Corrales ne sapesse niente! Lo stato d’animo del pugile prima dell’incontro della vita non era dunque dei migliori…

Un match senza storia dall’inizio alla fine

Per quanto la superiorità tecnica di Mayweather e il considerevole gap in termini di velocità in suo favore fossero ben noti agli addetti ai lavori, l’affascinante confronto dell’MGM Grand presentava alcune incognite di non facile lettura. Corrales infatti, che aveva vinto per KO 27 dei 33 match disputati, vantava una fisicità fuori dal comune per la categoria, con il suo metro e ottanta di statura e un peso che sul ring era di gran lunga superiore a quello registrato il giorno di prima. Nei precedenti appuntamenti mondiali Chico era riuscito ad passare attraverso i colpi degli avversari come fosse un muro di gomma prima di schiantarli con le sue bordate. Proprio l’abitudine di estremizzare il taglio del peso tuttavia giocò a suo sfavore in occasione del big match del 2001: giunto sulla bilancia con due libbre in eccesso, Corrales dovette sottoporsi a un’ora e mezza di sauna per perdere gli ultimi liquidi residui e raggiungere il limite regolamentare.

Quanto l’effetto debilitante della sauna e le preoccupazioni per le sue sgradevoli vicende processuali abbiano influito sulla performance dello sfidante può essere soltanto oggetto di speculazione. Fatto sta che dal primo all’ultimo istante delle dieci riprese disputate prima del getto della spugna del suo angolo, Chico non riuscì a combinare assolutamente nulla. Costantemente anticipato dai colpi guizzanti di Mayweather e visibilmente incapace di tagliargli la strada e chiuderlo alle corde, il temuto picchiatore si trovò a vivere la serata più frustrante della sua carriera, restando indietro nel punteggio e non trovando alcun appiglio a cui aggrapparsi per provare a sovvertire un match sempre più in salita. Superiore in tutti i fondamentali, Floyd trovò in particolare nel gancio sinistro di prima intenzione l’arma più affilata per far male allo sfidante che non riusciva mai a leggerne in anticipo la traiettoria.

Dopo essere stato ammorbidito e mandato fuori giri nel corso delle prime sei riprese, Corrales dovette assaggiare il tappeto per ben tre volte nella settima: l’incontro era diventato ormai un tiro a segno. Soltanto il suo incredibile coraggio e la sua determinazione incrollabile consentirono a Chico di continuare a battersi, incassare e soffrire per altri tre round, ma gli ulteriori due atterramenti subiti durante la decima tornata convinsero il suo angolo a interrompere la contesa. Benché gonfio in viso, stremato e visibilmente a corto di soluzioni, Corrales protestò in maniera veemente contro il suo allenatore e patrigno Ray Woods perché come lui stesso avrebbe detto in seguito, “Un guerriero vuole essere portato via sul suo scudo”.

Il travolgente successo proiettò Mayweather verso i piani alti della classifica P4P mentre Corrales, dopo aver accettato un patteggiamento a 14 mesi di carcere, trascorse i successivi due anni lontano dalle competizioni.

Accadde oggi: l’indimenticabile battaglia tra Diego Corrales e Jose Luis Castillo

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