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Fulmini e saette: i 10 pugili più veloci dell’era moderna

Nel big match di stanotte si affronteranno due tra i pugili più veloci attualmente in attività: l’imbattuto astro nascente Devin Haney e il veterano di mille battaglie Jorge Linares. Approfittiamone allora per focalizzare la nostra attenzione proprio sulla loro dote primaria: quella rapidità di esecuzione che ha reso grandi tanti campioni della storia della boxe. Difficile paragonare da questo punto di vista i pugili contemporanei con quelli della prima metà del secolo scorso, poiché la differente qualità dei filmati rende ardua la comparazione. Per la nostra top 10 di oggi ci concentriamo dunque sui combattenti che si sono esibiti dagli anni ’70 in avanti: ecco a voi, in ordine sparso, i 10 pugili più veloci dell’era moderna!

Meldrick Taylor

Questo ragazzo prodigio di Philadelphia riusciva a portare tre o quattro fendenti ancor prima che l’avversario avesse il tempo di reagire e approfittò di questa sua dote per vincere le Olimpiadi di Los Angeles prima di dare vita a una cavalcata trionfale nei professionisti. Il suo idillio si concluse con il celebre e drammatico match disputato contro Julio Cesar Chavez che si impose con un controverso KO a due secondi dalla fine. Da allora Taylor non fu più lo stesso.

Roy Jones Jr

Non è un caso che il suo soprannome fosse “Fulmine di Pensacola”: quand’era all’apice Jones portava colpi talmente rapidi da non essere neppure visti dal rivale di turno prima dell’impatto. Proprio questa sublime velocità di esecuzione gli ha consentito di mantenersi altamente competitivo anche salendo di categoria e affrontando avversari più strutturati. Il mondiale dei massimi lo vinse con un avversario abbordabile, ma per un pugile partito dai pesi medi resta un’impresa considerevole!

Manny Pacquiao

Altro caso di pugile capace di salire di peso e sbaragliare pugili più grossi e pesanti grazie a una velocità fuori dal comune. Il filippino ha sempre fatto impazzire chi gli stava di fronte col suo dentro-fuori eseguito con incredibile scaltrezza. Dopo essere stati investiti dalla prima scarica, i rivali di Pac Man venivano mandati a vuoto e nuovamente sommersi di colpi. Oggi Pacquiao ha sicuramente perso parte di quel brio che lo rendeva quasi imbattibile, ma resta decisamente più veloce della media.

Sugar Ray Leonard

Diverse delle imprese più significative della carriera di Sugar Ray furono rese possibili proprio dalla sua strabiliante velocità. Si pensi ad esempio al rematch con Roberto Duran, quando Leonard corresse gli errori della prima sfida agendo da outfighter ed eludendo gli assalti del panamense. O anche alla clamorosa vittoria su Marvin Hagler, nettamente più potente di lui ma non abbastanza rapido di gambe e di braccia per braccarlo e far valere la superiorità fisica.

Mike Tyson

Molti ritengono che la qualità principale di Mike Tyson sia stata la potenza, ma ciò che ha reso davvero devastante la miglior versione del terribile picchiatore di Caskill è stata la reattività irreale con cui eseguiva ogni movimento. Dalle torsioni sul tronco, ai passi di avvicinamento, alle combinazioni letali, ogni mossa avveniva in una frazione di secondo lasciando il malcapitato rivale impotente e destinato al collasso. Perdere parte di questa dote naturale ha segnato irrimediabilmente il suo declino.

Amir Khan

Penalizzato da una mascella fragile e da errori difensivi con i quali lasciava varchi troppo invitanti agli avversari, “King Khan” non è riuscito a dominare la sua generazione ma si è comunque tolto tante importanti soddisfazioni e ha incantato per più di un decennio con la sua velocità di braccia. Tale qualità lo rendeva tremendamente pericoloso nei primi round, tanto da atterrare in apertura di match pugili notoriamente solidi come Marcos Maidana e Lamont Peterson.

Gary Russell Jr

Se in più di dieci anni di carriera, sette dei quali disputati ai massimi livelli mondiali, Russell è stato superato soltanto una volta, per mano di un fuoriclasse del calibro di Vasyl Lomachenko, qualcosa vorrà pur dire. A mettere in crisi tutti gli altri e per qualche frangente persino il grande Loma, è stata la rapidità fulminea del pugile americano, destro naturale ma impostato in guardia mancina e dotato di un jab e di un gancio destro fulminei e implacabili.

Shane Mosley

Aggredire Sugar Shane equivaleva a un vero e proprio suicidio tattico proprio a causa della sua impressionante velocità nel colpire. Cresciuto “a pane e messicani”, lo statunitense divenne talmente abile nel prendere il tempo ai picchiatori da poter essere battuto soltanto con un atteggiamento attendista. Chi commetteva l’errore di sfidarlo sul suo terreno veniva invece regolarmente fulminato. Persino Floyd Mayweather Jr, prima di prendere le misure, ha rischiato grosso su un destro improvviso di Shane.

Hector Camacho

Molti lo ricordano per le sue spettacolari entrate in scena e per i suoi look pittoreschi, ma “Macho” Camacho è stato un gran pugile al di là del suo atteggiamento folcloristico. A renderlo tremendamente efficace e quasi inafferrabile era la velocità dei suoi movimenti, tanto nel mandare a vuoto gli avversari quanto nel rientrare con tempismo e precisione. Pur subendo qualche sconfitta man mano che scalava le categorie di peso, non fu mai fermato prima del limite.

Muhammad Ali

La parola “velocità” accostata ai pesi massimi fa venire subito in mente lui. Prima che l’assenza forzata dal ring dovuta al gran rifiuto di prestare servizio militare in Viet Nam lo rendesse più “umano”, Ali si muoveva con la leggiadria di un peso leggero nonostante il tonnellaggio. Volava come una farfalla e pungeva come un’ape, facendo guizzare le braccia a un ritmo insostenibile per i colossi della categoria regina. Il suo match con Cleveland Williams resta ancora oggi uno spettacolo insuperato.

Menzioni d’onore per Zab Judah, Naseem Hamed, Michael Nunn, Pernell Whitaker, Johnny Tapia, Yuriorkis Gamboa, Oscar De La Hoya, Sergio Martinez, Ryan Garcia.

Pugni al tritolo: dai massimi ai piuma, i pugili più potenti di sempre!

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