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Una categoria di pugili formidabili: i 10 migliori superleggeri di tutti i tempi!

Nel giorno dell’importantissima riunificazione delle quattro cinture mondiali dei pesi superleggeri tra lo scozzese Josh Taylor e l’americano di radici messicane Jose Carlos Ramirez, facciamo un tuffo nel passato rievocando migliori esponenti della storia della categoria. La divisione delle 140 libbre, pur non facendo parte delle otto originarie, spesso considerate più prestigiose, ha ospitato una gran quantità di pugili formidabili, dall’idolo di tutti i messicani Julio Cesar Chavez, al fuoriclasse della difesa Wilfred Benitez, al nostro orgoglio Duilio Loi. Avventuriamoci quindi come di consueto nella difficilissima operazione di inquadrarli in una classifica che tenga conto del valore, dei risultati conseguiti e dello spessore degli avversari sconfitti. Ecco a voi i 10 migliori superleggeri di tutti i tempi secondo boxe-mania!

10) Timothy Bradley

Molti sono ancora inferociti con lui per il verdetto che lo premiò ingiustamente nel suo primo match contro Manny Pacquiao, ma Bradley in carriera ha fatto molto altro e merita la massima considerazione. Velocità di braccia, gran tenuta ai colpi e ritmo indiavolato erano i suoi marchi di fabbrica che gli hanno permesso di mantenersi imbattuto durante la sua permanenza nei superleggeri. Il passaggio nei welter gli ha regalato altri titoli e altre vittorie di prestigio tra cui quella di misura sul grande Juan Manuel Marquez.

9) Jack “Kid” Berg

Per un pugile europeo degli anni ’30 era estremamente difficile farsi largo sui ring americani e ottenere la chance di battersi con il campione del mondo. Il britannico Berg ce la fece, grazie a vittorie altisonanti conseguite su mostri sacri della boxe come Tony Canzoneri e Kid Chocolate. Caratterizzato da uno stile arrembante e senza fronzoli, il guerriero londinese restò sul tetto del mondo per più di due anni mettendo in fila cinque difese vittoriose del titolo e imprimendo di prepotenza il suo nome sui libri di storia.

8) Kostya Tszyu

Freddo come il ghiaccio, coraggioso come pochi e dotato di un destro alla dinamite, il pugile australiano di origini russe ha dato vita a due regni mondiali portentosi affermandosi come autentico spauracchio della categoria dei superleggeri. Memorabile fu il KO inflitto a Zab Judah, condannato a un umiliante balletto per essersi alzato troppo presto. Unico incidente di percorso durante il suo prime, la sconfitta a sorpresa contro Vince Phillips, ma il “Thunder from Down Under” si è fatto ampiamente perdonare.

7) Duilio Loi

Ritenuto da molti storici il miglior pugile italiano di tutti i tempi, mise in piedi un record pazzesco con tre sole sconfitte, tutte vendicate, su 126 incontri disputati. Pur non essendo dotato di pugno fulminante, compensava questa lacuna con una tecnica di prim’ordine e carattere indomito. Unica pecca, quella di essere arrivato un po’ tardi ai vertici mondiali il che gli ha impedito di erigere un regno lungo quanto quello di altri fuoriclasse. Magnifiche le sue trilogie con Carlos Ortiz ed Eddie Perkins.

6) Antonio Cervantes

“Kid Pambele”, la cui storia di gloria e tragedia è raccontata nel libro “L’oro e l’oscurità” dello scrittore colombiano Alberto Salcedo Ramos, dominò davvero a lungo la categoria dei superleggeri con due regni mondiali sfavillanti e ben 16 difese vittoriose complessive. Dopo una prima fase di carriera in salita, una volta raggiunta la piena maturazione, il colombiano si arrese soltanto a fuoriclasse assoluti del calibro di Nicolino Locche (battuto in rivincita), Wilfred Benitez e Aaron Pryor. Il suo destro, secco ed esplosivo, era una sentenza.

5) Aaron Pryor

Tra i campioni più spettacolari di tutti i tempi, il Falco di Cincinnati venne alla ribalta con il brutale KO inflitto al veterano del ring Antonio Cervantes che gli cedette il testimone. Quando saliva sul ring, Pryor non conosceva prudenza e accettava di assumersi tutti i rischi del caso pur di trovare la soluzione di forza. Le due emozionanti vittorie sul leggendario Alexis Arguello furono due battaglie al cardiopalma da vedere e rivedere e soltanto la dipendenza da cocaina pose fine al regno del micidiale picchiatore.

4) Nicolino Locche

Soprannominato “El Intocable” per via della sua difesa straordinaria, l’argentino di radici sarde riusciva a evitare i colpi con impercettibili movimenti della testa e del tronco, senza aver bisogno sfruttare il ring il ampiezza. La conquista del titolo mondiale, strappato in trasferta al pericoloso giapponese Takeshi Fuji, fu una vera e propria lezione di boxe, ai limiti dell’umiliazione. Soltanto il suo stile di vita poco salutare gli impedì di regnare più a lungo, ma non di affermarsi come uno dei pugili argentini più forti e famosi della storia.

3) Wilfred Benitez

Altro maestro indiscusso della difesa, detiene ancora oggi il record di campione del mondo più giovane di tutti i tempi per aver conquistato la cintura WBA dei superleggeri quando aveva soltanto 17 anni. Alla sorprendente detronizzazione di Cervantes seguì la scalata a ai welter e ai superwelter con altre vittorie strabilianti come quella sul grande Roberto Duran. Nonostante gli allori siano ben distribuiti tra le divisioni in cui ha militato, abbiamo deciso di classificarlo in quella che ha sancito il suo record insuperato e forse insuperabile.

2) Barney Ross

Una carriera incredibile svolta in parallelo a una vita da film hollywoodiano: Barney Ross è stato protagonista di una storia unica e irripetibile che a distanza di quasi un secolo appare intrisa di elementi di mitologia. Campione del mondo in tre categorie di peso, sconfisse numerosi fuoriclasse, dall’italoamericano Canzoneri, al canadese McLarnin, all’inventore del “bolo punch” Ceferino Garcia. Dopo il ritiro le sue clamorose imprese sul fronte bellico gli conferirono fama di eroe di guerra. Il suo nome è leggenda.

1) Julio Cesar Chavez

Idolatrato dai suoi connazionali e amato visceralmente dagli appassionati di pugilato di ogni angolo del mondo, l’inesauribile demolitore messicano ha interpretato la boxe d’attacco in maniera sublime, sciorinando classe per 25 anni. Partito dai superpiuma, è arrivato a dominare i superleggeri scardinando un avversario dopo l’altro e mettendo in fila 90 match senza sconfitte prima del primo passo falso. Il suo lavoro al corpo era pura poesia, la sua mascella più dura del marmo, la sua precisione pari a quella di un cecchino: il primo posto in questa classifica non poteva andare ad altri se non a lui!

Menzioni d’onore per Bruno Arcari, Eddie Perkins, Frankie Randall, Carlos Hernandez, Juan Martin Coggi e Ricky Hatton.

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