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Oggi come ieri regalano spettacolo: i 10 migliori welter di tutti i tempi

La categoria dei pesi welter è stata caratterizzata negli ultimi anni dalla presenza contemporanea di talenti straordinari: prima il binomio Mayweather – Pacquiao, poi le sfide infuocate tra i vari Keith Thurman, Shawn Porter e Danny Garcia, infine la prepotente scalata ai vertici di Errol Spence e l’arrivo del fuoriclasse Terence Crawford. Proviamo a stilare la nostra classifica dei migliori 10 welter della storia della boxe, escludendo, ma soltanto per difficoltà di comparazione, campioni di inizio secolo come Young Corbett III, Jimmy McLarnin e Mickey Walker e altri grandi pionieri dell’antichità.

Non destino scandalo le assenze di Manny Pacquiao e Thomas Hearns: dipendono unicamente dalla scelta di inserirli rispettivamente nella graduatoria dei superpiuma e in quella dei superwelter, che saranno pubblicate successivamente.

10) Felix Trinidad

Gli si può forse contestare l’assenza di un gran numero di campioni nel record, ma finché si mantenne nei pesi welter il portoricano si rivelò pressoché imbattibile. Dotato di potenza fulminante e grandi doti di recupero, subì diversi atterramenti ma si rialzò sempre rifacendosi con gli interessi. Storica fu la sua vittoria nel “Match del millennio” contro Oscar De La Hoya e soltanto tra i pesi medi trovò avversari capaci di batterlo.

9) Luis Rodriguez

Artista del gancio destro, eccellente colpitore al corpo e micidiale counter puncher, il cubano fu un pugile completo sotto tutti i punti di vista. Dopo che Cuba bandì la boxe professionistica si trasferì in USA dando vita a una carriera incredibilmente prolifica, fatta di ben 121 combattimenti. Celebri furono la sua equilibratissima trilogia con Griffith, la  bella vittoria su Rubin “Hurricane” Carter e il grande match perso a Roma contro Nino Benvenuti.

8) Carmen Basilio

Unico pugile della storia a disputare cinque Fight Of The Year consecutivi, l’americano di chiare radici italiane fu protagonista di una carriera in crescendo, culminata nella pazzesca vittoria sull’immortale Sugar Ray Robinson. Altrettanto memorabili furono le sfide con Tony De Marco e Johnny Saxton. Quando l’arbitro lo fermò nel secondo match con Gene Fullmer, lui esclamò: “Che significa? Di cosa stai parlando? Te ne do uno anche a te!” costringendo la polizia a intervenire.

7) Kid Gavilan

Restiamo nell’isola caraibica per descrivervi un altro fuoriclasse. Il “Falco cubano” non eccelleva in potenza ma era indistruttibile: in 143 match nessuno riuscì a metterlo KO, neppure l’immenso Ray Robinson. Dopo aver conquistato il mondiale lo difese sette volte prima di sfidare il campione dei pesi medi Bobo Olson che lo domò soltanto per Majority Decision. Per l’occasione Gavilan si pesò con tutti i vestiti addosso facendo registrare appena 70 chili.

6) Emile Griffith

Insultato e discriminato per la sua omosessualità, Griffith rispose all’ignoranza con la sua classe infinita, facendo cose mirabili non soltanto tra i welter, ma anche nella categoria superiore. Mise infatti alle strette pesi medi straordinari come Nino Benvenuti e Carlos Monzon e ne sconfisse altri degnissimi come Dick Tiger e Joey Archer, nonostante l’evidente svantaggio fisico testimoniato anche dalla bilancia.

5) Jose Napoles

Unico welter ad aver surclassato Griffith infliggendogli una dura sconfitta ai punti, l’ennesimo cubano di questa classifica fu un concentrato di tecnica e velocità con pochi eguali. Due volte campione mondiale di categoria, difese i titoli per un totale di tredici volte e mostrò una classe così cristallina che alcuni lo ritenevano (a torto) capace persino di battere Monzon. Il suo unico punto debole, un volto vulnerabile alle ferite.

4) Floyd Mayweather Jr

L’unico aspetto che gli preclude l’accesso al podio di questa classifica è una lieve carenza di epicità nella sua pur straordinaria carriera. Forse Floyd ha gettato raramente il cuore oltre l’ostacolo, ma resta il pugile più forte dell’era moderna, capace di mettere in mostra una difesa imperforabile, una mascella granitica e un’intelligenza tattica ineguagliabile. Partito dai superpiuma e giunto fino ai superwelter, ha calcato i ring per 20 anni senza perdere mai. Chapeau.

3) Sugar Ray Leonard

Incarnazione stessa del pugilato, Leonard conquistò l’amore sconfinato dei fan già con la sua vittoria olimpica prima di solidificarlo da professionista. Inferiore ai due mostri sacri che lo precedono soltanto per brevità di carriera, fu comunque protagonista di un numero altissimo di match leggendari contro alcuni dei pugili più forti di sempre: da Benitez a Duran, da Hearns a Hagler. Battere il Meraviglioso dopo tre anni di assenza dal ring fu il suo più grande capolavoro.

2) Henry Armstrong

C’è chi mentre combatte guarda il volto del suo avversario e c’è chi gli guarda le mani; Armstrong, una furia scatenata alla perenne ricerca del corpo a corpo, gli guardava i piedi. Campione del mondo anche dei pesi piuma e dei leggeri, ruppe la maledizione che prima di lui aveva portato ben sette pugili a perdere il titolo mondiale dei welter alla prima difesa: lui lo difese ben diciannove volte e con i suoi 183 match segnò profondamente la sua epoca.

1) Sugar Ray Robinson

Abbiamo già citato Robinson tra i grandi pesi medi (I medi, perfetto connubio tra forza e tecnica. I 5 migliori di sempre) ma non possiamo fare a meno di metterlo in cima alla classifica delle 147 libbre. Da welter disputò infatti una parte molto consistente della sua carriera, subendo un’unica sconfitta in centinaia di combattimenti, per giunta contro un pugile (Jake LaMotta) di sette chili più pesante. Potenza, velocità, tecnica, gioco di gambe, coraggio: nulla mancava all’atleta più talentuoso mai salito sul ring nella storia della boxe.

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