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Sulle orme dei giganti: i 10 migliori cruiser di tutti i tempi!

La categoria dei cruiser è in fermento. Il campione WBA Arsen Goulamirian si appresta a difendere la propria cintura a Parigi e tra un mese esatto andrà in scena a Riga il capitolo finale dell’emozionante torneo WBSS: la battaglia tra il lettone Mairis Briedis e il cubano Yuniel Dorticos decreterà l’imperatore attuale delle 200 libbre. Si tratta di una divisione relativamente giovane, che però nei suoi 40 anni di vita ha già sfornato diversi campioni di straordinario valore. Facciamo dunque un tuffo nel passato senza dimenticare il presente con la nostra speciale classifica dei 10 migliori pesi cruiser di tutti i tempi!

10) Carlos De Leon

Superbo rappresentante della scuola portoricana, De Leon ricordava vagamente il suo illustre connazionale Wilfred Benitez per l’eleganza dei movimenti, il tempismo e le abilità difensive. Giunto al trionfo mondiale scalzando dal trono il primo campione della storia dei cruiser, il nativo americano Marvin Camel, diede vita a un regno ragguardevole, benché interrotto da un paio di sbavature. Non trovò contromisure allo strapotere fisico di Holyfield e da quel momento intraprese il declino.

9) Marco Huck

In termini puramente statistici il tedesco di origini balcaniche meriterebbe un posto più alto in classifica ma è impossibile non tener conto della notevole protezione di cui beneficiò nel corso del suo regno di Campione. Innumerevoli difese tra le mura amiche con arbitraggi spesso accondiscendenti e verdetti quantomeno opinabili ne hanno minato in parte la credibilità; resta comunque un atleta solido e arcigno dal palmares di tutto rispetto.

8) Vassiliy Jirov

Mancino dotato di buona tecnica e pugno mortifero, capace di colpire al corpo con inaudita violenza, Jirov mise in piedi un incredibile record dilettantistico (207-10) prima di farsi largo nel mondo dei pro mettendo a segno un KO dopo l’altro. Alle grandi qualità fisiche e tecniche faceva tuttavia da contraltare una certa fragilità caratteriale: annichilito dal carisma di James Toney, fallì il suo match più importante e passato tra i massimi continuò a non credere abbastanza in sé stesso.

7) Anaclet Wamba

Incassatore solidissimo e atleta invidiabile, il francese di origini congolesi perse soltanto due volte in carriera ma vendicò la seconda sconfitta mettendo KO il nostro connazionale Massimiliano Duran per ben due volte. Wamba era un demolitore d’assalto, coraggioso e inarrestabile nel suo incedere, ed ebbe il merito di ritirarsi da campione quando si accorse di essere in parabola discendente. Prima di farlo ci regalò però un’ultima memorabile battaglia col tenace argentino Dominguez.

6) Jean Marc Mormeck

Altro francese specializzato nell’arte della demolizione, Mormeck non era provvisto di colpo fulminante ma era perfettamente in grado di sgretolare le resistenze dell’avversario di turno round dopo round. Mise in riga diversi protagonisti di primo piano della sua epoca e diede vita con l’acerrimo rivale O’Neil Bell a due sfide di formidabile bellezza. Sconfitto da David Haye dopo un eccitante match di riunificazione, si tolse anche lo sfizio di conquistare la cintura WBA (regular) dei pesi massimi.

5) Johnny Nelson

Proprio come il buon vino, l’istrionico cruiser inglese è migliorato invecchiando. Con l’approssimarsi dei 30 anni, infatti, Nelson abbandonò i massimi, inadatti alle sue caratteristiche, mettendo a frutto tra i cruiser l’esperienza accumulata. Si trattò di un’autentica rinascita che gli permise di stabilire il record, ancora oggi ineguagliato, di difese mondiali consecutive per la categoria. Chiuse la carriera a Roma battendo Vincenzo Cantatore e ritirandosi da vincente.

4) Juan Carlos Gomez

Col fuoriclasse cubano saliamo decisamente di livello e ci avviciniamo all’eccellenza. Nonostante l’esperienza relativamente modesta da professionista, Gomez non ebbe timore di recarsi in Argentina per strappare il Titolo Mondiale al forte Marcelo Dominguez prima di dare vita a un dominio della categoria lungo cinque anni e mai interrotto. Non altrettanto glorioso fu il suo percorso tra i massimi, ma non mancarono anche lì scalpi di prestigio come il temibile Oliver McCall.

3) David Haye

Picchiatore esplosivo e devastante, Haye aspettava che il rivale di turno entrasse nel suo raggio d’azione per annichilirlo con le sue bordate micidiali. Punito dal veterano Carl Thompson per averlo sfidato troppo presto, l’inglese si riprese dalla debacle giungendo sul tetto della categoria dopo ben due riunificazioni mondiali. Ebbe gloria anche tra i massimi battendo il gigantesco Valuev ma non poté nulla contro lo strapotere tecnico e fisico di Wladimir Klitschko.

2) Oleksandr Usyk

Vincere tutto e non accontentarsi: il motto che riassume al meglio la folgorante carriera del fuoriclasse ucraino potrebbe essere questo. Dalle Olimpiadi alle WSB, dal trionfo mondiale alla riunificazione totale dei titoli, dal torneo WBSS al passaggio nei massimi: ogni successo coronato da Usyk è stato seguito da una sfida ancor più ambiziosa. Per diventare immortale manca un ultimo tassello: riuscirà a farsi largo anche tra i giganti della categoria regina?

1) Evander Holyfield

Chi il grande salto dai cruiser ai massimi lo ha già fatto, togliendosi immense soddisfazioni, è stato The Real Deal: una forza della natura nella sua categoria d’origine e un avversario pericolosissimo anche al piano superiore. La maggior parte degli esperti lo inserisce nella classifica dei massimi, divisione in cui ha militato per più tempo, disputando un maggior numero di match di prestigio. Noi preferiamo collocarlo al primo posto di quella dei cruiser, la categoria in cui con un fisico più naturale (e meno sospetto) è parso davvero imbattibile.

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4 commenti

  • Tristano

    Salve,
    apprezzo molto la classifica,
    ma credo che anche Mairis Briedis debba rientrarvi.

    • Mario Salomone

      Ciao Tristano. Briedis ha indubbiamente i requisiti per candidarsi a un posto di rilievo in una classifica all time dei cruiser. La scelta di non inserirlo è legata unicamente al fatto che il suo percorso nei pesi cruiser non è ancora terminato. Come avrai notato gli unici pugili ancora in attività che compaiono in graduatoria sono Huck e Usyk, che però hanno entrambi già abbandonato la categoria entrando a far parte dei pesi massimi.

  • Tristano

    Salve Mario,
    capisco!
    Volevo chiederti: tu hai visto una vittoria di Usyk nel loro bellissimo match?

    • Mario Salomone

      Sì, io ho trovato meritata la vittoria di Usyk. Condivido la definizione di “bellissimo” per il match: quella sfida è stata un concentrato di tecnica, velocità, precisione e destrezza, un vero manuale di nobile arte da far vedere a chiunque ami questo sport e ancor di più a chi vuole imparare a praticarlo. Credo che Briedis abbia sorpreso il più blasonato avversario nella prima metà del combattimento mettendolo in difficoltà con la sua velocità di braccia: Usyk quasi mai si è trovato al cospetto di un pugile più reattivo e veloce di lui e questo inizialmente lo ha messo un po’ a disagio. Col passare delle riprese però ritengo che il pugile ospite sia riuscito a prendere in mano la situazione sfruttando due aspetti chiave: il suo workrate spaventoso (848 colpi portati) che alla lunga ha sfiancato il lettone e la capacità di chiudere le combinazioni con il terzo colpo: spesso Briedis evitava i primi due ma si faceva sorprendere dal terzo mentre usciva a mani basse dalla traiettoria. Match avvincente ed equilibrato comunque, che ha certificato da una parte la grandezza di Usyk e dall’altra il valore indiscutibile di Briedis.

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