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Manos De Piedra e i suoi fratelli: i 10 leggeri migliori di sempre!

La categoria dei pesi leggeri è oggi tra le più intriganti e ricche di talento. Dalla classe sopraffina di Lomachenko, alla velocità fulminante di Linares, alla potenza brutale di Davis fino alle enormi potenzialità dei giovani rampanti Haney, Garcia e Lopez, ci sono tutti gli ingredienti per assistere molto presto a scontri mozzafiato. Quale momento migliore dunque per tornare con la memoria agli “antenati” dei protagonisti attuali e stilare una classifica che metta in ordine i campioni delle 135 libbre che hanno fatto la storia di questo sport? Ecco a voi i 10 pesi leggeri migliori di sempre secondo Boxe-Mania!

Nota metodologica: per difficoltà di comparazione dovuta all’assenza di materiale video e all’evoluzione dello sport, non sono stati inclusi in graduatoria alcuni campioni di inizio secolo. Ai seguenti atleti straordinari vanno quindi le nostre menzioni d’onore: Joe Gans, Battling Nelson, Packey McFarland, Ad Wolgast, Benny Leonard e Sammy Mandell.

10) Esteban De Jesus

Lo sfortunato talento portoricano ebbe un apice piuttosto breve come breve del resto fu la sua vita travagliata. Il culmine del suo percorso sportivo tuttavia fu memorabile: De Jesus inflisse infatti a Roberto Duran la prima sconfitta da professionista. Coraggio, potenza esplosiva e grande velocità di braccia erano le armi principali di questo ragazzo prodigio che il grande Manos De Piedra andò a trovare sul letto di morte in segno di amicizia e rispetto.

9) Sammy Angott

Battezzato Salvatore Engotti, questo grande pugili di radici italiane divenne Sammy Angott per compiacere il pubblico statunitense. Non sarà stato entusiasmante a vedersi (si pensi che era soprannominato “The Clutch”, ovvero “La Presa”, per come si aggrappava al rivale dopo averlo colpito) ma in termini di risultati fece cose straordinarie. Fu lui ad infliggere al leggendario Willie Pep, che cercava gloria nei pesi leggeri, la prima sconfitta in carriera dopo 62 vittorie.

8) Lou Ambers

Altro “paisà” che cambiò nome, ma nel suo caso per evitare che la madre scoprisse la sua attività di pugile, Luigi Giuseppe D’Ambrosio condivide con i due campioni già descritti in questa classifica il fatto di aver sconfitto delle leggende viventi. Ambers pose infatti fine al regno mondiale del grande Tony Canzoneri e successivamente riuscì a battere in rivincita il fuoriclasse Henry Armstrong dopo che quest’ultimo gli aveva portato via la cintura.

7) Jimmy Carter

Ingiustamente dimenticato da molti, quello di Jimmy Carter fu un nome che ebbe enorme risonanza nel mondo pugilistico degli anni ’50. Divenuto campione per la prima volta detronizzando il fortissimo Ike Williams, Carter non voleva saperne di uscire di scena e per due volte, dopo averlo perso, riconquistò il mondiale. Autentico artista della difesa e formidabile incassatore, l’americano restò ai vertici per quattro anni prima di intraprendere il declino.

6) Joe Brown

Alcuni hanno avanzato il sospetto che vi sia qualcosa di losco nelle sconfitte che Brown subiva nei match senza cintura in palio tra una difesa titolata e l’altra. “Old Bones”, com’era soprannominato, perdeva contro rivali apparentemente alla sua portata e poi non appena il titolo tornava in discussione, ridiventava imbattibile. In riferimento ai tempi in cui il mondiale era “unico”, il suo è stato uno dei regni più lunghi della storia con ben undici difese vittoriose.

5) Carlos Ortiz

Tra i pugili portoricani più forti di sempre, questo possente picchiatore fu prima campione del mondo nella categoria dei superleggeri. Quando poi il nostro Dulio Loi riuscì a sottrargli lo scettro, Ortiz scese nelle 135 libbre dando vita a un regno impressionante per qualità e durata. Tra gli avversari sconfitti il filippino Flash Elorde e il cubano Sugar Ramos, ma merita segnalazione anche la splendida trilogia chiusa in attivo col panamense Ismael Laguna.

4) Ike Williams

Williams era un vero e proprio Joe Louis in miniatura: la postura, la guardia, il modo improvviso di esplodere colpi e combinazioni ricordano infatti quelli del Brown Bomber. Divenuto campione mettendo KO in soli due round l’esperto messicano Juan Zurita, il formidabile Ike regnò incontrastato per più di sei anni e si tolse persino la soddisfazione di salire nei welter e sconfiggere il fuoriclasse Kid Gavilan a cui inflisse il primo KD in carriera.

3) Tony Canzoneri

Altro esponente della scuola italo-americana, mantenne il suo cognome d’origine (una rarità per quei tempi) e si rese protagonista di una carriera tanto leggendaria quanto precoce. A soli 22 anni era già divenuto campione in tre categorie: piuma, leggeri e superleggeri. Sfrontato e sicuro di sé, induceva gli avversari a scoprirsi con la sua guardia bassa per poi castigarli con sublime scelta di tempo. Tra le sue “vittime illustri” ci fu anche il cubano Kid Chocolate.

2) Pernell Whitaker

Tra i pugili difensivamente più forti della storia, Whitaker, finché i suoi riflessi si mantennero al top, diede la sensazione di essere semplicemente invincibile. Campione in quattro categorie di peso, dai leggeri ai superwelter, incantò gli amanti della tecnica con le sue schivate millimetriche e le sue movenze inimitabili. Pazzesca fu la sua performance contro il mostro sacro Julio Cesar Chavez, vanificata dal pessimo verdetto di parità emesso dai giudici.

1) Roberto Duran

Il primo posto della nostra graduatoria non poteva che spettare a lui, l’uomo dalle mani di pietra, il panamense capace di far innamorare del suo pugilato appassionati di ogni angolo del globo e di calcare il ring da professionista per più di trent’anni. Sconfiggere il Covid è stato per lui una bazzecola dopo che tra le sedici corde riuscì a spingersi fino al mondiale dei pesi medi battagliando contro campioni immortali di più generazioni con intensità ineguagliabile.

La categoria regina e i suoi re: i 10 massimi migliori di sempre!

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