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Fuori dal ring! 10 pugili scaraventati fuori dalle corde

Non tutti sanno che oltre al conteggio tradizionale da 10 secondi le regole del pugilato ne prevedono uno più lungo, della durata di ben 20 secondi, da comminare al pugile che venga spedito con un colpo fuori dal ring. Tale eventualità potrebbe sembrare remota, ma la storia della boxe è piena di esempi che dicono il contrario: pugili colpiti duramente che nella caduta passano attraverso le corde e si accasciano all’esterno del quadrato o addirittura finiscono nei pressi delle prime file! Non pochi sono stati gli atleti capaci di tornare sul ring e addirittura vincere il combattimento mentre altri non ce l’hanno fatta; vediamo dunque in ordine sparso dieci esempi del genere tratti dalla boxe di ieri e di oggi!

Hasim Rahman vs Oleg Maskaev 1 (1999)

Quando Rahman e Maskaev si trovarono di fronte per la prima volta, i due avevano in comune il fatto di essere stati messi KO da David Tua. Rahman era il favorito della vigilia e all’ottavo round era in vantaggio su tutti e tre i cartellini dei giudici. Maskaev tuttavia non si diede per vinto e con un destro terrificante spedì il rivale fuori dal ring facendolo piombare a terra a peso morto. Nessuna chance per l’americano di riprendersi.

Jack Dempsey vs Luis Angel Firpo (1923)

Uno dei “voli” più famosi della storia della boxe fu quello del grande Dempsey in occasione della sua difesa del titolo mondiale dei massimi contro il terribile picchiatore argentino Firpo. Raggiunto dai colpi dello sfidante mentre era nei pressi delle corde, Jack precipitò sugli spettatori che ne attutirono la caduta con le loro braccia protese. Tale aiutino destò qualche polemica: il campione infatti tornò sul ring e fece “a pezzi” il suo avversario.

Nigel Benn vs Gerald McClellan (1995)

Il match passato tristemente alla storia per i danni permanenti riportati da McClellan si aprì con una partenza bruciante dell’americano. Pochi secondi dopo la campana iniziale infatti Benn era già alle corde, bersagliato dai colpi dello sfidante che lo proiettarono fuori dal ring. Il campione WBC dei supermedi tuttavia aveva un cuore infinito: tornò in sella e andò a prendersi la vittoria in dieci riprese, purtroppo con conseguenze drammatiche.

Amir Imam vs Jared Robinson (2014)

Nessuno dei due pugili ha poi avuto una strabiliante carriera, ma all’epoca del loro match si trattava di due prospect imbattuti di belle speranze. Imam sfruttò il suo destro alla dinamite per far volare il rivale tra le corde nel quarto round e Robinson impattò violentemente al suolo con la testa dopo una caduta vertiginosa. Incredibilmente riuscì a tornare sul ring nel tempo stabilito ma l’arbitro James Howe decise ugualmente di dare lo stop.

Michael Katsidis vs Joe Casamayor (2008)

Dopo i due atterramenti subiti nel primo round dal campione WBO ad interim Katsidis molti pensarono che l’australiano fosse un bluff e che il più esperto Casamayor stesse per imporsi in tempi brevi. “The Great” tuttavia riuscì a tornare in partita e nel sesto round con un destro alla tempia spedì il cubano oltre le corde! El Cepillo tuttavia tornò prontamente sul quadrato e nel corso della decima ripresa, mentre era sotto nel punteggio, siglò il KO tecnico.

Tony Galento vs Al Ettore (1937)

Vi abbiamo narrato di recente la storia di Galento (110 anni fa nasceva Tony Galento, il “ciccione” dalle mani di ferro). Quella di cui vi parliamo ora fu la vittoria che diede il via al suo percorso di avvicinamento al mondiale e fu travolgente. Per due volte il malcapitato Ettore fu buttato fuori dal ring nel corso dell’ottavo e ultimo round, la prima solo fuori dalle corde, la seconda addirittura sul pavimento esterno. Infine fu l’arbitro a salvarlo da voli ulteriori.

Joe Smith Jr vs Bernard Hopkins (2016)

Persino a un “Alieno” come Hopkins presto o tardi l’età presenta il conto da pagare. A quasi 52 anni l’americano tentò l’ennesima impresa della sua pazzesca carriera sfidando il giovane picchiatore di radici irlandesi Smith per l’Internazionale WBC dei mediomassimi. Il suo azzardo tuttavia finì malissimo: costretto a un match molto duro, il “Boia” fu spedito nei pressi delle telecamere con un gran sinistro al mento e non riuscì a tornare sul ring.

Izuagbe Ugonoh vs Will Quarrie (2015)

Il massimo polacco di radici nigeriane Ugonoh aveva illuso molti di poter giungere ai vertici grazie alla sua potenza deflagrante. Prima che i suoi limiti di tenuta ne annientassero le ambizioni infatti, metteva KO un rivale dopo l’altro tra cui il povero Quarrie, annichilito in soli due round. Il modesto neozelandese fu raggiunto in piena mascella da un destro al fulmicotone che lo fece finire fuori dalle corde con il busto a penzoloni nel vuoto.

Rocky Marciano vs Joe Louis (1951)

Appendere i guantoni al chiodo dopo aver vinto tanto è difficile e Joe Louis proprio non voleva saperne. I suoi tentativi di tornare ai vertici furono tuttavia stroncati in maniera feinitiva dal Brockton Blockbuster che lo mise KO in maniera brutale in otto riprese. L’ultimo destro, scagliato nei confronti di un Louis già stordito da due montanti sinistri, fece ruzzolare il leggendario campione fuori dalle corde per il conteggio definitivo.

Cassius Chaney vs Joel Caudle (2019)

Che il traccagnotto Caudle non potesse rappresentare un ostacolo credibile per l’imbattuto Chaney lo sapevano tutti, ma che potesse addirittura volare via dal ring piombando tra gli spettatori era difficile da prevedere. Ammirevole fu comunque la sua nonchalance nel rimettersi in piedi e nel tornare sul quadrato per continuare a combattere. Tutto inutile comunque: al primo destro di Chaney l’arbitro Dave Braslow decise di fermare il match.

 

 

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