fbpx

Giganti senza corona: 10 grandi massimi mai divenuti campioni

I campioni del mondo della categoria regina hanno sempre goduto di grande fama e considerazione presso gli appassionati. Da quelli dei primi anni del secolo scorso a quelli dei giorni nostri, tutti sono stati acclamati, glorificati, talvolta criticati, senza mai finire nel dimenticatoio. Oggi tuttavia vogliamo parlarvi dei pesi massimi di talento che invece non ce l’hanno fatta: alcuni hanno trovato sulla propria strada un campione troppo forte, altri hanno smarrito la via del successo sul più bello per negligenza o cattiva sorte, altri ancora sono vissuti in anni bui in cui la discriminazione razziale poteva frenare persino la scalata a un titolo mondiale. Oggi vogliamo donare anche a loro le luci della ribalta e nel nostro approfondimento vi parliamo di 10 giganti senza corona che non hanno mai esaudito il sogno mondiale.

Sam Langford – “The Boston Bonecrusher”

“Re senza corona” per eccellenza e straordinario fuoriclasse di inizio ‘900, il canadese fece cose spaventose anche da un punto di vista fisico: a inizio carriera era un peso leggero, poi poco a poco si spinse fino ai massimi vincendo e impressionando in tutte le categorie intermedie. Neppure Jack Johnson, primo campione nero della storia dei massimi, accettò di dargli una chance per il titolo, perché a suo dire un incontro tra pugili di colore non avrebbe attirato pubblico.

Harry Wills – “Black Panther”

Se c’è una macchia nella carriera del grande Jack Dempsey, è quella di non aver mai concesso l’opportunità titolata alla “Pantera nera”. Wills era un pugile potente, dotato di fisico erculeo e grande allungo, ma per quei tempi aveva un difetto: era nero. Il manager di Dempsey, Jack Kearns, rifiutò tutte le offerte e il suo promoter Tex Rickard preferiva addirittura organizzare i match del campione in un altro Stato se una commissione cercava di imporre Wills come sfidante.

Elmer Ray – “Violent”

Questo ragazzone della Florida aveva una forza fisica spaventosa, tanto che in gioventù si era guadagnato popolarità lottando contro animali selvaggi, tra cui coccodrilli. Il suo “potere politico” tuttavia non era sufficiente per emergere e nonostante una striscia di 50 vittorie consecutive, quasi tutte per KO, e un’eliminatoria mondiale vinta, non ebbe mai la sospirata opportunità. Tra i pugili battuti prima del declino, i fuoriclasse Ezzard Charles e Jersey Joe Walcott.

Zora Folley

Giungere all’apice nell’era di Sonny Liston non era esattamente un colpo di fortuna per un peso massimo. Folley aveva classe da vendere, tanto da guadagnarsi stima e ammirazione da parte di tutti gli addetti ai lavori, ma non poteva reggere l’urto di una macchina da guerra come “l’orso bruno” che infatti lo mise KO. A 34 anni e in declino fisico si permise il lusso di infliggere una lezione di boxe a pugili del calibro di Bob Foster e Oscar Bonavena.

Jerry Quarry – “Bellflower Bomber”

Piccolo per la categoria, poco fisicato, dall’aria bonaria: Quarry non aveva l’aria del guerriero e forse anche per questo veniva spesso sottovalutato. Eppure nel suo periodo migliore riuscì a sconfiggere due feroci picchiatori come Ron Lyle ed Earnie Shavers dominando il primo ai punti e annichilendo il secondo in un solo round. Sprecò la grande chance di vincere il titolo WBA perdendo contro Jimmy Ellis, poi Frazier e Ali gli sbarrarono la strada verso la gloria.

Jimmy Young

Se volete vedere spettacolo e scambi furibondi, state alla larga dai suoi match: Young si affidava costantemente a tattiche ostruzionistiche, clinch e difesa a oltranza. Ciononostante averci a che fare era una brutta gatta da pelare per tutti: Ali ci vinse senza convincere, Foreman fu addirittura sconfitto, mentre Norton si impose sul filo di lana per Split Decision. Proprio quel verdetto mai digerito spinse Young verso un precoce declino.

Ron Lyle

Sguardo cattivo, pugni al tritolo e passato da galeotto: Lyle era fatto apposta per terrorizzare chi gli stava davanti e pur essendosi dedicato al pugilato molto tardi riuscì a togliersi sul ring diverse soddisfazioni. Indimenticabili furono le sue battaglie all’arma bianca con Shavers e Foreman, deludente fu invece la sua sconfitta per il mondiale contro Ali che lo fece stancare e innervosire prima di sorprenderlo imponendogli un controverso KO tecnico.

Earnie Shavers – “Black Destroyer”

Considerato da molti il peso massimo più potente che abbia mai calcato un ring, Shavers avrebbe potuto abbattere un elefante con i suoi ganci micidiali. Purtroppo alla strepitosa potenza non corripondevano fiato, tecnica e mascella di prim’ordine e proprio queste lacune gli impedirono di fare il salto di qualità e agguantare la cintura. Solo Dio sa come fece Larry Holmes a rialzarsi dall’atterramento che il buon Earnie gli inflisse e a ribaltare la situazione.

Ike Ibeabuchi – “The President”

Col suo fisico statuario, i suoi colpi pesantissimi e la sua mascella a prova di bomba il picchiatore nigeriano rappresentava un serio candidato al mondiale. Era già riuscito a domare David Tua in una battaglia d’altri tempi e ad abbattere Chris Byrd quando il suo quadro psicologico iniziò a compromettersi. Invece di aiutarlo il suo entourage cercò di nascondere il problema e come risultato il pugile si macchiò di gravi crimini ponendo fine alla sua carriera.

David Tua – “Tuaman”

Vi abbiamo raccontato la storia paradossale del samoano in un apposito approfondimento (Giustiziere di campioni ma mai campione: il paradosso di David Tua). Tua non era rapidissimo di gambe e questo permise ad alcuni avversari di tenerlo a bada con condotte prudenti e basate su mobilità e difesa; il piccolo picchiatore oceanico però avrebbe meritato un titolo di sigla più di molti pugili divenuti campioni “per caso”. Indimenticabile il suo KO in soli 19 secondi su John Ruiz.

 

Menzioni d’onore per Sam McVea, Joe Jeannette, Tony Galento, Cleveland Williams, Henry Cooper, Oscar Bonavena, Joe Bugner, Gerry Cooney, Donovan Ruddock.

La categoria regina e i suoi re: i 10 massimi migliori di sempre!

Condividi su:
  • 646
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

One comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X