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10 anni fa, Martinez vs Williams 2: dal verdetto dubbio al KO del decennio!

Sono passati 10 anni da quando il sinistro di Sergio Martinez lasciò senza fiato gli appassionati di pugilato di tutto il mondo e senza sensi il malcapitato Paul Williams. Era il 20 novembre del 2010 e la Boardwalk Hall di Atlantic City rimase in silenzio per qualche secondo prima di esplodere in un boato mentre “Maravilla” iniziava la sua esultanza per aver difeso con successo il titolo WBC dei pesi medi dall’assalto di “The Punisher”. Fu un KO da antologia, tra i più belli dello scorso decennio; celebriamo dunque la ricorrenza ricordando le premesse di quell’attesa rivincita e il suo breve ma sconvolgente svolgimento.

Il verdetto contestato del primo bellissimo match

I due protagonisti della nostra storia si erano trovati di fronte per la prima volta il 5 dicembre del 2009 per una sfida da brividi senza titolo in palio. Evitati in lungo e in largo dagli altri pugili di classe mondiale, avevano deciso di mettere a repentaglio il loro prestigio affrontandosi in un contest rischiosissimo per entrambi, il cui vincitore si sarebbe imposto all’attenzione mediatica come miglior sfidante possibile per il trono dei pesi medi. Benché provenissero entrambi da categorie di peso inferiori, la differenza fisica sul ring era tangibile: Williams era stato un’autentica anomalia genetica tra i pesi welter con i suoi 185 centimetri di altezza e il suo allungo smisurato, superiore ai 2 metri; Martinez al contrario esibiva un fisico compatto da brevilineo e accanto al rivale dava l’impressione di dover ripetere l’impresa biblica di Davide contro Golia.

Una prima ripresa infuocata fu l’anticamera perfetta dello spettacolo che sarebbe seguito. Martinez andò al tappeto su un colpo sporco mentre era fuori equilibrio, ma restituì il favore al rivale atterrandolo in chiusura di round con un violento gancio destro: lo show era servito. Nei primi round la testa del Punisher veniva sballottata a destra e a manca dai fendenti dell’argentino, poi la pressione soffocante di Williams produsse una progressiva rimonta ma ancora una volta Martinez mise la testa avanti con il suo “secondo fiato”: non appena gli spettatori si convincevano che uno dei due pugili stesse prendendo il sopravvento l’altro rimetteva tutto in discussione. Gli ultimi round combattuti sul filo del rasoio da due pugili esausti non chiarirono i dubbi e il verdetto a maggioranza che premiò Paul Williams, comprensivo di uno scandaloso cartellino da 119 a 110, provocò qualche malumore di troppo: la rivincita era d’obbligo.

Dal Fight of the Year mancato per un soffio al KO of the Year

Se nel 2009 la sfida tra Williams e Martinez non si aggiudicò il riconoscimento di Fight of the Year fu soltanto perché nello stesso anno Juan Manuel Marquez e Juan Diaz diedero vita a una battaglia indimenticabile per il mondiale unificato dei pesi leggeri. Nessuno al mondo tuttavia avrebbe potuto togliere a Maravilla il premio di KO of the Year l’anno successivo, quando si vendicò del verdetto precedente mai del tutto digerito con le maniere forti. Tra i due match, un altro capitolo storico per il fuoriclasse argentino: la conquista della cintura WBC dei pesi medi ai danni del gigantesco Kelly Pavlik.

Una volta fatto suo l’ambito scettro, Martinez ebbe subito l’opportunità di regolare i conti in sospeso raccogliendo la sfida di Williams per determinare definitivamente chi fosse il più forte tra i due. Incredibilmente, benché si trattasse di un titolo mondiale, il match fu caratterizzato da un catchweight di 158 libbre, due in meno rispetto al limite dei pesi medi. Ancor più incredibilmente tale clausola fu inserita su insistenza del gigantesco Williams, mentre il più minuto Martinez l’aveva accettata controvoglia, affermando esplicitamente che lui si sarebbe vergognato nel domandare un catchweight prima di battersi per un mondiale. Sul ring tuttavia le due libbre in meno non parvero avere grande importanza… Dopo un primo round in cui era apparso più rapido e scattante del rivale, il campione realizzò il suo capolavoro: un magistrale sinistro d’incontro in pieno mento da cui Williams si riebbe soltanto dopo svariati minuti.

Purtroppo la vita ha inferto a The Punisher un colpo ancor più duro rispetto al sinistro di Maravilla, quando in seguito a un brutto incidente stradale l’atleta americano è rimasto paralizzato dalla vita in giù e costretto quindi a servirsi di una sedia a rotelle. Ma da indomabile guerriero qual è sempre stato, Williams ha trovato la forza di non perdere il sorriso ed è rimasto nel mondo dello sport che lo ha reso grande in veste di allenatore. Chissà con quale spirito avrà seguito il sorprendente rientro di Martinez sul quadrato dopo anni di stop e chissà se oggi fa il tifo per lui…

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