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Vincenzo Picardi: “A 36 anni mi sono regalato una seconda giovinezza”

Dopo una lunga carriera dilettantistica che lo ha visto conquistare un bronzo alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 e uno ai mondiali di Chicago nel 2009, Picardi ha raggiunto anche il suo primo traguardo nel professionismo.

Difatti sabato sera, al Nemea Energy Village di Cardito in provincia di Napoli, al suo secondo match da professionista, Vincenzo si è laureato campione italiano dei pesi gallo battendo in appena quattro riprese l’altro contendente al titolo Antonio Pio Nettuno. In occasione del suo trionfo iridato la nostra redazione si è concessa di intervistarlo.

Una carriera lunghissima con un curriculum decisamente prestigioso. Adesso il primo titolo da Pro dopo soli due incontri da professionista, che cosa provi?

“Beh, nonostante abbia calcato i migliori ring del mondo, fino alla mattina del match avevo paura di non essere all’altezza. Ma a 36 anni mi sono regalato una seconda giovinezza. Non so, credo di essere se non l’unico, uno dei pochissimi a vantare questo record e sono certo di poter dare ancora qualcosa a me stesso e al pugilato italiano. Adesso sono felice e carico per nuovi traguardi, che spero arrivino il prima possibile”.

Il tuo match con Nettuno ha avuto tante peripezie ma ci sei riuscito. Come sono state queste quattro riprese? Come si è comportato il tuo avversario?

“Si, c’erano tanti punti di domanda fino a qualche giorno prima, ma allo stesso tempo, tutti quelli che mi sono stati vicino hanno creduto fortemente in questo traguardo. Permettimi di ringraziare: il mio Cutman Domenico Colella, che per più di quaranta giorni si è fatto carico di ogni mansione, la famiglia Castaldo che mi ha ospitato e tutto il team Nemea che mi ha curato e preparato fin da subito, mettendomi a disposizione qualsiasi cosa. Queste quattro riprese hanno dimostrato a tutti chi è Vincenzo Picardi, ero leggero sulle gambe ed ero carico. Forse lo ero anche troppo, appena rivedrò la mia prestazione potrò fare le giuste considerazioni sul match. Certo è che ho dato il tutto per tutto, ad ogni colpo. Faccio comunque miei migliori auguri per la sua carriera a Pio, che mi ha confessato tra l’altro di avermi tra i suoi miti. Sono dispiaciuto per lui perchè non ha avuto modo di potersi allenare al meglio, ma tutti quelli che salgono sul ring meritano sempre rispetto”.

I tuoi obiettivi futuri quali sono adesso? Una difesa o un’internazionale?

“Vorrei tornare subito sul ring, lo farei anche domani se fosse necessario. Devo ancora smaltire l’adrenalina. Vi posso assicurare che prenderò in considerazione ogni possibile occasione. Voci mi dicono che presto passeranno prima serie diversi ragazzi. Sarei ben felice di mettere in palio la mia cintura contro uno di loro. Ma credo anche che la tappa successiva poi debba essere un titolo Europeo, una difesa potrebbe darmi un ottimo slancio. Non voglio autocelebrarmi, ma permettetemi di dire di essere tra i pochi ad avere le carte in regola per una chance europea”.

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