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Una sfida tra gentiluomini: intervista a Giovanni De Carolis

Siamo con Giovanni De Carolis, ex campione mondiale WBA, e prossimo co-sfidante insieme a Roberto Cocco, del titolo italiano vacante dei pesi supermedi. Un match in parte preparato, quando subentrato in sostituzione alla defaillance del settembre 2017 di Ranaldi, il loro titolo era già in programma per lo scorso febbraio. Tuttavia poi annullato per la più allettante proposta per Giovanni di concorrere al Titolo Internazionale WBA Oceania contro Bilal Akkawy. Alla fine Cocco avrebbe dovuto affrontare Di Luisa, ma infortunio di quest’ultimo ha fatto ricadere nuovamente la qualifica su De Carolis.

Dopo aver già ascoltato Roberto (leggi qui l’articolo), che nella sua intervista ha dichiarato di essere contento qualora l’incontro questa volta si  concretizzasse, adesso vediamo cosa ne pensa Giovanni di questa sfida, ancora in via di definizione ufficiale, e cosa si aspetta eventualmente da essa.

Questa era una sfida che avevo accettato anche prima dell’Australia perché comunque la ritenevo una sfida emozionante anche per me. Poi dopo quell’opportunità, insieme al team abbiamo deciso di andare a Sydney per la bella prospettiva. Adesso che se n’è ripresentata l’occasione però l’abbiamo colta. Sono contento perché comunque ogni combattimento nel pugilato ha una storia a sé. Roberto è un pugile di ottimo livello, ha disputato match molto molto importanti e quindi sarei onorato di potermi contendere con lui il titolo italiano.

Roberto ha dichiarato “Giovanni è un tecnico con cuore, sarebbe un bel match”. Secondo te invece? Che tipo di incontro sarebbe quello con Cocco?

Dal punto di vista tecnico-tattico sicuramente sarebbe un match senza risparmio. Roberto, l’ho sempre visto in veste di attaccante, ha un pugilato fatto di pressing, sa essere duro al momento giusto e ha veramente molta esperienza nel suo bagaglio tecnico, quindi sicuramente sarebbe un match in cui le emozioni non mancherebbero, un match tutto quanto da vedere.

Come lo stavi preparando questo match? Riprenderai o hai già ripreso tutto da dove avevi lasciato?

Diciamo che essendo appassionato di sport sono sempre in allenamento, però preparare un match non è come divertirsi con altre discipline. Adesso che c’è questa opportunità sicuramente con lo staff prepareremo il giusto piano per questo tipo di incontro. Ovviamente con l’australiano è stata un altro tipo di preparazione. Quindi ripeto ogni match ha una storia a sé. Se l’incontro si concretizzasse e lo spero tanto, sulla base di questo, faremmo il nostro piano e tutta la programmazione necessaria per arrivare al 100% a disputare questo titolo.

Per tutti resti a prescindere un campione, avendo sfruttato molto bene una buona chance mondiale,  ma personalmente pensi che questa possa servirti come ripartenza sì sportiva, ma anche morale, dopo le ultime battute d’arresto?

Ogni sconfitta che ho preso non l’ho mai considerata come battuta d’arresto. Semplicemente perché le sconfitte mi hanno dato quell’esperienza che altre volte poi ha consentito invece di vincere. Quando vinsi il mondiale non ero un pugile imbattuto avevo le mie sconfitte, in Australia è stato un ottimo match nonostante mi abbiano dato quel tipo di verdetto, quindi ogni volta che combatto non la vedo né come una ripartenza e né come un punto piuttosto che un altro. Vedo soltanto tutto con la stessa passione di sempre, il dover combattere e dare il meglio di me. È chiaro che se non mi aspettassi di vincere, non soltanto per questo match con Roberto, ma anche in tutti gli altri match, neanche mi presenterei. Non l’ho mai fatto né per soldi né per presunzione di essere il numero uno, ma soltanto ogni volta per coronare e raggiungere gli obiettivi che mi pongo durante gli allenamenti, quindi solo ed esclusivamente per questo. 

Pensi che stavolta andrà a buon fine la sorte di questo titolo, visto il precedente annullamento,  e ovviamente anche la tua?

Spero che questa cosa si concretizzi perché poi tra l’altro non mi piace stare troppo tempo fermo senza combattere. Dopo il match di febbraio sarei ben contento di fare questo match prima dell’estate. Poi a parte la voglia di combattere mia e di Roberto, ci dovranno essere anche altre cose che nel pugilato italiano ogni tanto vengono a mancare. Quindi spero che a livello organizzativo si riesca a fare una cosa degna di un buon match e che tutti quanti i punti importanti vengano ben delineati in modo tale da pensare soltanto ad allenarci e a fare bene il nostro mestiere.
Diciamo che con livello “organizzativo” non intendo la società che organizza di per sé, ma proprio tutto quanto il sistema. Spesso a livello italiano sentiamo di incontri rinviati, posticipati o annullati. È questo è un qualcosa che crea poi delle problematiche per un atleta e il team che lavora al suo fianco. Un pugile dovrebbe avere la tranquillità e il tempo prestabilito per potersi allenare al meglio e la certezza che l’evento vado a buon fine. Che un pugile si infortuni, ci può stare, l’incontro si fa in due, quindi in questo caso è normale che salti. Però a volte succede con molta facilità che ci siano dei rinvii. All’estero questo non succede quasi mai, nel senso che per rinviare una serata deve veramente succedere qualcosa di raro, anche perché le organizzazioni agiscono in modo tale che difficilmente un evento salti.  Poi con il giusto preavviso, sta all’atleta e alla sua professionalità arrivare ad essere al 100% quel giorno, quindi senza fare le cose a casaccio o improvvisate. La mia non vuole assolutamente essere una polemica, ma solo l’auspicio di non avere intoppi sotto nessun aspetto. Dunque non posso che sperare e augurarmi che la cosa vada in porto.

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