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Tommasone, Wolf alla conquista di Milano

Una delle sfide più attese della prima del 2020 di Matchroom Italy nella fantastica cornice della Allianz Cloud di Milano sarà quella tutta italiana tra Francesco Grandelli e Carmine Tommasone per il titolo IBF INTERNATIONAL  lasciato vacante da Mauro Forte, un altro Italiano di assoluto valore.

Una sfida da cinquanta e cinquanta per i due pesi piuma, che risulterà un crocevia importante per entrambi i contendenti, ma il pugile irpino che a trentacinque anni vuole ancora una volta dimostrare di divertirsi sul ring e divertire il pubblico con prestazioni di grande carattere, proverà a rubare la scena ai protagonisti, come successe per l’altro campano e amico Domenico Valentino nella serata conclusiva del 2019 proprio nella stessa arena.

Ad un anno di distanza dall’unica sconfitta in carriera contro Oscar Valdez, Carmine ha ritrovato la serenità quotidiana sposando la bella Laura, dopo l’emozionante proposta sul ring texano di Frisco. Nello stesso anno ha disputato alcuni match di avvicinamento a questa sfida ulteriormente importante.

Carmine è un ragazzo semplicissimo, molto umile, essenziale, di poche parole, e con questo caratteristiche sommate ad una buona dose di esperienza sul ring e grande tecnica nel 2016 si è assicurato un posto alle Olimpiadi di Rio ed ha onorato la bandiera guadagnandosi enorme rispetto. Lasciava nel 2015 il titolo dell’Unione Europeo conquistato in settembre per inseguire il sogno di ogni pugile, ed al ritorno dalla trasferta a cinque cerchi ha subito colto la grande occasione conquistando sotto gli occhi di più di cinquemila sostenitori il titolo Intercontinentale WBA (ho ancora davanti agli occhi il colpo del KO alla quarta ripresa, NDR), fino a conquistare la chance delle chance. Nel dicembre del 2018 è nominato sfidante al campione Mondiale Oscar Valdez. Nonostante il poco tempo di preavviso la mente consiglierebbe di non accettare, ma il cuore troppo innamorato non vuole farsi scappare questa ghiotta opportunità. Un mese di lavoro intenso con al fianco il maestro di sempre Michele Picariello. Carmine quella notte del due febbraio c’è la mette tutta, colpendo ripetutamente col jab il campione, ma Valdez è di un altro pianeta e Carmine cede dopo sette round intensi.

Questa grande esperienza Carmine la porterà sul ring del vecchio Palalido, con la sua umiltà e il suo essere essenziale opporrà queste caratteristiche alla forza e alla tecnica del più giovane venticinquenne piemontese Grandelli.

A poche settimane dal primo evento DAZN e Matchroom Italy 2020 abbiamo colto l’occasione per parlare con Carmine Tommasone, amico di vecchia data della nostra redazione.

Hai dimostrato un grande carattere sul ring di Frisco, una grande umiltà. Caratteristiche riconosciute anche dla tuo avversario, ma quale pugile ti ispiri?

Beh sul ring del Texas sono salito per vincere è la mia mentalità…potevo controllarmi e forse finire il match ai punti ,ma ho voluto provarci fino alla fine, perché faccio il pugile per “mestiere” infatti sono onorato delle parole di Valdez a fine match… mi piace il pugilato di Mayweather molto intelligente, per il carattere e l’umiltà invece i fratelli Klitschko.

 

Ormai alla soglia dei 36 anni, hai calcato alcuni dei ring più importanti al mondo, in diverse circostanze, ti alleni con costanza ed hai la possibilità di confrontarti con pugili di grande esperienza e valore. Quale sarà la tua arma vincente?

Beh si alla soglia dei miei quasi 36 anni ho fatto un sacco di esperienza…in passato, specie da dilettante sono stato un po’ sfortunato non nascondo che mi avrebbe fatto piacere di far parte di un gruppo sportivo, nonostante abbia vinto tre titoli italiani non ci sono riuscito e vedere ragazzi, adesso entrare a far parte dei gruppi sportivi con zero tituli (come dice un certo Mourinho) provo molto rancore, ma va bene così vuol dire che non era quello il mio destino… infatti dopo ho avuto la fortuna/bravura di essere il primo pugile professionista a partecipare ad un Olimpiade e a disputare un vero è proprio campionato del mondo con la M Maiuscola, quindi nella mia carriera ho partecipato alle due competizioni più importanti che un pugile potesse ambire… e ne sono onorato.
Mi alleno sempre ne ho fatto un mio stile di vita, mi diverte e mi fa stare bene, ma non nego i tantissimi sacrifici che faccio. Tuttavia ho la fortuna di allenarmi e confrontarmi con pugili di alto livello e questa è una buona cosa per me… la mia arma vincente? Beh non lo so ancora, la vedrete il 28 febbraio.

Fra circa un mese sarai nuovamente a Milano, lontano dalla tua Contrada. Questa volta la posta in palio è alta, ma tu sai come conquistare il calore del pubblico. Quanto incide la spinta del dei supporter? Quando sei sul ring riesci a sentire le loro voci, i loro consigli, anche se il più delle volte profani?

Si combatterò di nuovo lontano dalla mia Contrada, la spinta del pubblico ho constatato personalmente che è importante è questa volta sarà difficile perché è come se combattessi fuori casa. Ma dopo l’esperienza americana, dove c’erano più di 15 mila persone, nulla mi fa più paura (sarcasticamente parlando). Beh, i profani ci sono sempre e ce ne saranno ancora… ma sapete come la penso? Che se ci sono persone che parlano di te è perché tu fai qualcosa, ti metti in gioco, osi e quindi parlano perchè ti vedono fare, se stessi sul divano con pop-corn, patatine e tv allora non avrebbero niente di cui parlare.

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