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Simona Galassi in azione - photo credit: Renata Romagnoli

Simona Galassi intervistata da Erika Novarria

Per Boxe Mania la Regina di Romagna Simona Galassi.

Simona con le cinture conquistate

Simona con le cinture conquistate

Simona tu sei la regina del pugilato italiano. Hai potuto individuare una possibile erede, sia come talento che come onda mediatica?

Sinceramente negli ultimi anni non ho seguito molto il pugilato dilettantistico, neppure femminile, se non attraverso le notizie web, quindi non ho visto come e quanto stanno crescendo le nuove leve. Non credo però che si debba aspettare una nuova Galassi per creare una buona onda mediatica, atlete valide già ci sono negli altri sport da combattimento, poi le donne hanno un ruolo di grande visibilità e credo che questo sia dovuto alla capacità organizzativa e mediatica delle Federazioni in primis, al di là dei personaggi che alzano qualità e aspettative.

Il torneo IPBC amplia il parco di pugili pro donne in Italia. Cosa ne pensi? Gioverà alle atlete e al movimento?

L’iniziativa è lodevole ed aiuterà sicuramente la crescita del movimento per l’anno in cui verrà disputato, ma dopo? ci sarà continuità al progetto? Chi passerà professionista si ritroverà nuovamente a fare 2 match inutili all’anno con le mestieranti straniere di turno? In Italia credo che ci sia la necessità di ristrutturare il pugilato professionistico: creare una struttura organizzativa stabile, regole e possibilità che durino nel tempo; trovo positivo dare competenza e potere organizzativo alle associazioni sportive dilettantistiche nel primo percorso dei neo Professionisti così si moltiplica l’attività, la crescita e la visibilità degli stessi. Le società professionistiche dovrebbero dedicarsi ai Titoli e ai Grandi eventi per riportare qualità e l’interesse mediatico ormai perso da tempo.

Ricordi quando ti sei avvicinata alla boxe e cosa ancora oggi ti trasmette?

In realtà il primo amore nato con la kick boxing perché il fascino di mettersi in gioco totalmente (fisicamente, mentalmente ed emotivamente) è lo stesso…col pugilato però ho trovato la mia vera dimensione, ho capito come essere la padrona del Ring, i miei punti di forza. La cosa più importante che ho imparato col pugilato è stato conoscere me stessa (nel bene e nel male, pregi e difetti) con una profondità tale che nessun altro sport avrebbe mai potuto fare…mi ha cambiato profondamente anche nell’affrontare la vita di tutti i giorni.

Simona esultante dopo il Titolo Europeo di Ferrara

Simona esultante dopo il Titolo Europeo di Ferrara

Come è avvenuto il tuo passaggio nel mondo PRO?

E’ avvenuto dopo una carriera di incredibili successi da dilettante a causa di un limite di età (35 anni, attualmente decaduto) che mi impediva di continuare il dilettantismo. È stata una scelta naturale avendo ancora voglia di crescere, sicurezza di poter dare ancora tanto ed ancora un sacco di desideri nel cassetto.

Hai in mente una riunione/evento/torneo che ricordi con maggior entusiasmo? Raccontacelo

Sicuramente il primo mondiale vinto in America, con tanto di Coppa inaspettata come miglior pugile è stato il successo che assomiglia di più al miglior film della mia vita ma se mi devo legare ad un ricordo emotivo da professionista. Allora senza dubbio il mio primo Titolo (Europeo) disputato in casa col tripudio dei miei amici e tifosi a tirar giù il palazzetto…energia e adrenalina allo stato puro!!!

La Boxe Femminile ha sempre dato segnali di no alla violenza. La Boxe può essere usata per una tematica sociale cosi importante?

Si certo, credo che possa soprattutto insegnare alle donne che non è normale accettare e perdonare tutto ad un uomo violento…farsi rispettare è una grande forma d’amore : quella per se stessi che troppo spesso viene a mancare.

Sogno nel cassetto?

Lasciare l’attività agonistica è stato un trauma anche perché è stato incentivato da gravi problemi di salute per fortuna superati. Subito dopo ho subito un serio infortunio ad una mano che mi impedisce ancora di fare ciò che mi diverte di più: chiudere la mano a pugno. Prima che accadesse tutto ciò mi sentivo una highlander, ero sicura che sarei invecchiata integra, super attiva ed autonoma, ora che sono tornata umana mi auguro di invecchiare come sognavo io: continuando a vivere esperienze ed avventure con tutta me stessa.

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