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Si racconta Sara Corazza ai nostri microfoni.

Continua il viaggio nelle elite prima serie del panorama pugilistico femminile. La nostra inviata Erika Novarria realizza un’intervista con Sara Corazza, pugile elite della Phoenix Gym, dove racconta la sua storia.

Ricordi quando ti sei avvicinata alla boxe e cosa ancora oggi ti trasmette?

Ho iniziato a praticare questo sport appena prima di compiere 18 anni.. ho iniziato un po’ per gioco, un po’ per curiosità….ma soprattutto per perdere peso! Ma la sensazione che ho avuto entrando in palestra e vedendo due ragazzi fare ‘guanti’ sul ring in quel momento, è la stessa che mi si legge negli occhi ogni volta che infilo i guantoni. Purtroppo è inspiegabile, è un mix di emozioni.. si può spiegare l’emozione di guardare un opera d’arte? non credo, ognuno di noi vive la sua.. ma sempre di arte si tratta, sempre di emozione.

Come vedi la possibilità olimpica? Un sogno o un obiettivo?

La possibilità olimpica la vedo come un sogno, incluso nella realtà che vivo, palpabile. Non è il mio obiettivo/sogno principale da pugile, ma ho avuto il piacere di combattere con atlete che hanno preso parte agli scorsi giochi ed ho frequentato con la nazionale tornei internazionali e training camp nei quali mi ci son potuta confrontare… ora anche le pro possono continuare a pensare che nel percorso agonistico, ci si possa costruire la propria occasione, da atleta, non ne ometto il pensiero.

 

Hai in mente una riunione/evento/torneo che ricordi con maggior entusiasmo? Raccontacelo…

Ho tanti eventi che ricordo con entusiasmo, per mia fortuna! se ne devo citare uno in particolare, prima delle gare internazionali con la maglia azzurra, scelgo i campionati italiani assoluti del 2015: ho dovuto riconfermare la mia posizione dopo essermi sentita dare per spacciata in seguito a mesi di fermi e cambiamenti. Ho lasciato il lavoro un mese prima, probabilmente facendo una pazzia, dicendo ‘mi ci butto a pieno, vinco i campionati per entrare nel giro della nazionale in pianta stabile’, dopo varie precedenti convocazioni sparse, senza continuità. Così è stato. Ho quella data tatuata addosso, insieme alla mia migliore amica Diletta, i nostri primi assoluti vinti insieme

La Boxe Femminile ha sempre dato segnali di no alla violenza. La Boxe può essere usata per una tematica sociale cosi importante?

La verità? io sono contraria all’uso di questa disciplina per gli slogan contro la violenza. Mi spiego meglio per non venire fraintesa: finchè il pugilato verrà abbinato ed inserito nella stessa frase in cui leggiamo ‘violenza’, non usciremo mai da quel clichè che convince la gente che in realtà sia uno sport violento. Questa è solo la mia opinione! Credo che per esaltarlo vada associato a tutto ciò che di bello rappresenta, anzichè utilizzarlo come negazione di qualcosa di negativo. Se una pietanza è buona, per esaltarla diciamo ‘è buono come….’ non ‘non è cattivo come…’ il significato è il medesimo, ma come viene percepita la sensazione, non è paragonabile.

Adesso si sta lanciando il primo torneo pro per le donne, cosa ne pensi? Saranno gironi da 4 atlete con l’obbligo di sfidarsi tutte ed eleggere la migliore. Ampliando il numero delle atlete pro e il numero di match. Faresti il grande salto nel professionismo? Quanto aiuterebbe avere un torneo del genere il movimento professionistico?

Il salto al professionismo in realtà è il mio obiettivo più imminente. Il mio più grande sogno da pugile, infatti, è la cintura da campionessa del mondo pro. Quale miglior inizio di un torneo creato appositamente per incrementare il passaggio di atlete italiane a questo mondo? son molto felice di questa novità e soprattutto della sensibilizzazione verso questo anche nel settore femminile.

 

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