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LOMASTO. Ricorderete il mio nome…

Francesco Lomasto (11-1-0) si racconta a pochi giorni dal titolo Italiano dei pesi Super Leggeri. La natura, la famiglia, le cose semplici e la boxe.

Te la farò breve. Sono entrato in palestra, per mettermi alla prova. Stava diventando difficile fuori, e stavo combinando qualche casino di troppo. Adesso non posso che ringraziare i miei maestri e il pugilato…

Francesco si riconosce in molte storie di ragazzi con un trascorso difficile. A 18 anni entra in palestra per la prima volta, e dopo otto anni è pugile professionista. Il 30 settembre sfida il campione in carica Luciano Randazzo (10-2-3) per diventare di nuovo il campione di categoria.

Francesco Lomasto

Francesco Lomasto

Il maestro Simone D’Alessandri, è il giovanissimo maestro che sta crescendo nella boxe, portando con sé tanti pugili ad alto livello. Lomasto è proprio uno di questi. Simone ha letteralmente tolto dalla strada Francesco, e lo ha messo sul ring. Ci aveva visto qualcosa e lo aveva stimolato nel provarci. Adesso il ragazzo di Pomezia non nasconde la sua gratitudine nei suoi confronti.

Ero un ragazzo con un carattere particolare, e fu lì che il mio maestro Simone D’Alessandri, a cui oggi devo molto, fece si che continuassi a boxare, senza perdermi in un destino che oggi non mi avrebbe consentito di stare qui a parlare con voi. Ero sicuro di poter dare qualcosa sul ring, e anche lui ha creduto in me. Forse in quel momento più lui che io…

Eppure, a parlargli mostra un carattere dolce. Un ragazzo disponibile e volenteroso. Amante della natura, del silenzio che lo circonda, dello stare in famiglia e delle cose semplici. Forse le scorribande dell’adolescenza lo stavano cambiando. L’arte nobile, è intervenuta nel momento giusto…

Capisci. Non mi interessano tanto i soldi. Mi interessa diventare qualcuno nella vita. Voglio che il mio cognome venga ricordato per sempre, come quello di Gatti, di Roberto Duran. Voglio che il mio cognome rimanga impresso nella boxe italiana. Per me e per la mia famiglia, sarebbe un grande onore.

Le ambizioni di un pugile sono la fiamma che arde dentro di sé. Da ragazzino, guardava le VHS dei combattimenti di Michele Caldarella (attuale tecnico delle fiamme oro, e suo caro amico) e ripeteva a se stesso che da grande voleva essere proprio come lui. Amato da tutti e apprezzato nella boxe. Poi si è appassionato a Gatti e Roberto Duran.

Ci sono molti pugili che mi hanno appassionato. Primo fra tutti è stato Michele Caldarella. Poi mi hanno appassionato gli incontri di Duran e Gatti. Per me il pugile se la deve sudare la Vittoria…

Parlando poi del match imminente riconosce le qualità del pugile Randazzo. Ma la voglia di arrivare, non lo distolgono dal suo principale, e attuale, scopo: il titolo Italiano dei pesi Super Leggeri.

È la cosa che per adesso più attendo. Voglio fare un gran match. E’ una grande possibilità per entrare in Europa e voglio averlo a tutti i costi. Randazzo è un buon pugile, nulla da togliere, ma sarà una grande battaglia, a cui io darò tutto me stesso.
Nonostante il pugilato Italiano sia in un momento di grande difficoltà, il suo manager, Davide Buccioni, è il più attivo in ambito Nazionale. Sta spingendo i suoi pugili anche in Europa, coinvolgendo tantissimo il pubblico di questo sport. Offre molto spesso riunioni di alto interesse, non mancano i titoli e gli incontri sono sempre di ottimo livello.

Innanzitutto, partiamo dal fatto che il pugilato italiano non è caduto in basso, ma sono le federazioni che non credono più nel professionismo. Buccioni sta facendo un gran bel lavoro con i suoi pugili e noi gliene siamo grati. Ma il fatto è, che il pugilato non è uno sport, e l’essenza della vita, dove se non ci sono buoni basi ben piantate viene fuori un lavoro che rende un uomo ad un grande sacrificio morale e fisico, perché è solo, solo contro la sua passione di combattere.

Francesco Lomasto, ragazzo semplice e guerriero del ring. Il 30 settembre sarà una vera battaglia per la conquista del titolo Italiano dei pesi super leggeri. Il campione in carica, scenderà a Roma con il chiaro intento di riportare la cintura a casa con sé, e il ragazzo di Pomezia farà di tutto per farla ritornare tra le sue mani. Una sfida da non perdere…

La foto è stata fornita direttamente da Francesco Lomasto
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