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Intervista al “Lone Wolf” di Cave: Magnesi verso il mondiale IBO contro Kinigamazi

Il 27 novembre è vicino e il “lupo solitario” è pronto a mordere ai fianchi l’avversario e a prendersi il titolo mondiale. Michael Magnesi, imbattuto campione intercontinentale IBO della categoria superpiuma, affronterà il pugile del Rwanda, il 37enne Patrick Kinigamazi, per la cintura mondiale della stessa organizzazione. Lo scontro avverrà nel Palasport di Fondi in provincia di Latina. L’Italia non ospitava un incontro valevole per un titolo mondiale maschile da circa 9 anni, da quando il sardo Andrea Sarritzu affrontò il sudrafricano Moruti Mthalane nel 2011 per il titolo IBF dei pesi mosca. Testimone raccolto dunque dal giovane Michael “Lone Wolf” Magnesi, che a 25 anni conta 17 incontri da professionista con zero sconfitte. Ora dunque l’occasione di raggiungere la vetta della IBO e da lì iniziare a guardare ai più grandi circuiti. Magnesi ha conquistato il titolo italiano nel 2018 e attualmente detiene il titolo IBF del Mediterraneo e del titolo internazionale WBC silver. Visto l’importante impegno agonistico che lo attende abbiamo scambiato due chiacchiere con lui.

Hai dedicato la tua vita al pugilato collezionando solo vittorie e ora tu e il tuo team siete riusciti a far sì che l’incontro per il mondiale si disputasse proprio in Italia. Senti un po’ di responsabilità?

Non sento questa responsabilità fortunatamente per il match. Perché sarebbe una preoccupazione in più. Però sono contento di aver raggiunto questo traguardo… però no, non sento una grossa responsabilità.

Il tuo avversario ha sicuramente più esperienza e in carriera ha perso pochissimo. Come imposterai il match?

Abbiamo pensato di impostare il match come al solito. Portando il match sulla corta distanza con alti ritmi. Cercare di sfiancarlo come abbiamo fatto con tutti gli altri.

L’incontro è stato posticipato anche a causa della pandemia, come è stato allenarsi in questo periodo particolare? La situazione ti ha condizionato?

No. Il fatto di aver rimandato il match è stato un problema all’inizio. Abbiamo dovuto rimettere su un po’ di peso per continuare questi 20 giorni ad allenarci. Ma per fortuna ho un team molto esperto alle spalle e siamo ripartiti subito con allenamenti graduali, poi siamo andati alti e ora stiamo riscendendo.

C’è chi è convinto che la boxe sia uno sport individuale, per te quanto contano il tuo maestro, il tuo angolo e la tua famiglia?

La parte individuale comincia quando sei sul quadrato davanti all’avversario. Ma per tutto il resto della preparazione se non hai un team che ti segue e ti supporta non vai da nessuna parte. C’è il momento di sconforto durante la dieta in cui hai bisogno della persona che ti sta vicino e ti tira su il morale. C’è il momento in palestra in cui pensi di aver dato tutto invece il maestro riesce a tirarti fuori altri 10 riprese. Il Team è il 100% del pugile, poi quando il pugile sale sul quadrato fa quello che deve fare. Ma se in principio non lavori con un team affiatato non va da nessuna parte.

C’è qualcosa che proprio non sopporti durante gli allenamenti?

Si, Fare lo sparring.

Come mai?

Eh, non mi piace. (Ironizza Michael)

Chiudiamo con una domanda che tempo fa hanno rivolto anche a Marvin Hagler (che so essere uno dei tuoi pugili preferiti). Cos’è che rende felici sul ring?

La felicità sul ring è quando ti mettono la cintura intorno alla vita. Quello ti premia di tutto quanto.

È proprio il caso di fare un “in bocca al lupo” al campione italiano. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sul canale Youtube della Fpi e su SportItalia a partire dalle 21.

Ps. Hagler rispose che tra le corde non c’è spazio per le emozioni, ma la felicità è quando vinci e sei ripagato per i sacrifici fatti. Michael non ci è andato molto lontano.

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