fbpx
Featured Video Play Icon

Intervista a Marko Radonjić, peso massimo col vizio del KO!

L’affascinante categoria dei pesi massimi è quanto mai in fermento: tre pugili dalle indubbie qualità ma dai difetti ancora da esplorare si stanno contendendo il ruolo di padrone della divisione mentre alle loro spalle oltre a tanti pugili di fascia media, numerosi prospect dalle grandi ambizioni arricchiscono poco a poco il proprio curriculum nella speranza di poter emergere dalla massa.

Nell’intervista internazionale di oggi andiamo a conoscere da vicino il montenegrino Marko Radonjić, pugile dal record immacolato di 12 vittorie, tutte giunte per KO.

 

Marko RadonjićQuando e perché hai iniziato a praticare il pugilato?

A 14 anni sono entrato per la prima volta in una palestra di pugilato, ho avvertito l’odore dei guantoni, ho preso parte alla prima sessione di sparring e la magia è iniziata: mi sono subito innamorato della boxe. Un anno dopo ho disputato il mio primo match ed è lì che ho capito che il pugilato è lo sport più bello del mondo e che desidero raggiungere i più alti traguardi come pugile.

La tua carriera si sta sviluppando in Germania. Quando ti sei trasferito dal Montenegro e quali differenze noti tra la tua situazione attuale e quella dei pugili che si allenano e combattono nei paesi balcanici?

Vivo e mi alleno in Germania già da un anno. Ho deciso di intraprendere la carriera professionistica in terra tedesca perché ritengo che la Germania rappresenti il centro degli eventi pugilistici in Europa e un ottimo punto di partenza per ogni pugile. La prima differenza che ho notato rispetto al mio paese di origine sono i mezzi a disposizione degli atleti; i paesi balcanici non investono abbastanza fondi negli sport di combattimento e di conseguenza i mezzi a disposizione sono significativamente peggiori. Ciò incide negativamente sull’atteggiamento dei pugili nei confronti degli allenamenti, della disciplina e della dedizione. La boxe è uno sport in cui i risultati dipendono da molteplici fattori e un pugile deve dedicarsi al 100% ai suoi obiettivi per raggiungerli: ciò nei paesi balcanici è estremamente difficile.

Quali sono le tue caratteristiche principali? C’è qualche pugile del passato o del presente al quale ti ispiri?

Non ritengo di avere un talento superiore alla media, quindi attribuisco tutti i successi che riesco a conseguire alla mia perseveranza e alla mia voglia di vincere. Sono un mancino naturale e lo ritengo un dono di Dio così come ritengo tale la potenza dei miei colpi. Credo che la combinazione di queste due caratteristiche rappresenti il mio asso nella manica e la formula per il mio futuro successo. Da grande appassionato di pugilato mi ispiro a tutti i pugili che rispettano l’avversario e danno il massimo per soddisfare il pubblico. Vorrei citare due pugili che a mio avviso sono stati tra quelli con più cuore e che pur non facendo parte della mia categoria di peso considero i miei preferiti: Marvin Hagler e Gianfranco Rosi.

Marko RadonjićFino ad ora hai messo KO tutti gli avversari che ti sei trovato di fronte da professionista. Quali sono i tuoi prossimi piani? Quando otterrai un’opportunità significativa per mettere in mostra il tuo talento?

Sto approfittando della potenza dei miei colpi e della grande esperienza maturata nel dilettantismo per farmi strada tra i pro vincendo tutti i match prima del limite ma ora arriverà il momento di affrontare avversari migliori contro i quali non sarà così semplice boxare. Mi auguro di continuare a vincere: sono un combattente e non mi arrendo. Verso la metà del prossimo anno mi aspetto di combattere per un titolo rilevante contro un nome conosciuto a livello mondiale; mi sto allenando duramente e spero di farmi notare in tale circostanza dal grande pubblico. Non scelgo io i miei avversari: accettò le offerte che mi si presentano. Il mio sogno è quello di battermi un giorno per il titolo mondiale di una delle sigle più prestigiose; vedremo in che misura riuscirò ad esaudirlo.

Gli appassionati adorano la categoria dei pesi massimi e negli ultimi tempi discutono animatamente sul valore dei suoi migliori esponenti. Chi è a tuo avviso il più forte tra Anthony Joshua, Deontay Wilder e Tyson Fury?

Sì, la categoria regina è sempre stata la preferita degli amanti della boxe. Ho visto Joshua combattere dal vivo durante i mondiali dilettantistici di Baku, in Azerbaigian: tra i pugili attuali lui mi è molto caro e lo ritengo il miglior massimo al mondo. Tuttavia la concorrenza è davvero forte: ci sono Fury e Wilder che si affronteranno a breve e tra i due io vedo favorito Fury. Penso sia davvero veloce e mobile per la sua stazza e credo che batterà l’americano.

Vuoi salutare i nostri lettori?

Certo, ma non voglio dimenticare di aggiungere che per me è una gioia speciale essere stato intervistato da un sito italiano. Infatti io sono montenegrino e la principessa montenegrina Jelena Petrović è stata Regina e moglie del Re d’Italia Vittorio Emanuele III. Attraverso questa pagina voglio quindi rivolgere un caro saluto a tutti i lettori di Boxe-Mania e all’Italia intera.

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X