Guido Vianello, il cavaliere azzurro

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Sognare di voler raggiungere i propri obiettivi è insito in ogni essere umano. Talvolta però i sogni sono difficili da realizzare, nel pugilato è ancora più complesso. Il pugilato è costruito attorno alla passione, sacrificio, dolore e fatica. In Italia il professionismo è un “lusso”, una passione che ti porta a sacrificare lavoro, amici e famiglia per il sogno.

Pochi, nel nostro Paese, hanno segnato la storia nei pesi Massimi, pochi nomi che ancora riecheggiano, Primo Carnera e Francesco Damiani ci hanno regalato emozioni.

Adesso, un altro italiano si appresta a debuttare negli Stati Uniti, con sua maestà Bob Arum pronto a supportarlo. Si chiama Guido Vianello. Il ventiquattrenne romano, dopo l’esperienza negativa di Rio, riparte dal mondo dei professionisti. Un passo che potrebbe proiettare il suo cammino verso traguardi importanti.

Come un cavaliere che indossa l’armatura e si dirige in battaglia con un destino ignoto, anche Vianello dovrà salire su quel ring con una responsabilità enorme: dare speranza al ferito pugilato italiano, sarà il nostro cavaliere azzurro.

La nostra redazione lo ha raggiunto al telefono. Ecco le sue dichiarazioni.

L’avventura americana è il sogno di ogni pugile, combattere poi al Madison Square Garden dev’essere straordinario, figuriamoci debuttare…cosa rappresenta per te?

Diciamo che quando ho iniziato a praticare questo sport sognavo prima l’olimpiade e subito dopo di combattere al Madison Square Garden di New York. Per me fare il debutto da Pro esattamente lì e con un team come Top Rank è un sogno che si realizza. Ma la cosa più bella è che sarà solo l’inizio!

Hai avuto modo di studiare il tuo avversario?

Del mio avversario non conosco molto, mi fido ciecamente del coach Abel Sanchez e dei miei manager, ho affidato il mio debutto a queste persone. Ovvio, mi sto allenando per combattere e vincere, penso esclusivamente a questo.

Hai avuto modo di allenarti con i grandi della tua categoria, uno tra tutti Tyson Fury. Cosa hai notato di diverso rispetto alle nostre metodologie di allenamento?

Ho notato una totale padronanza del ring, si sente quando hai davanti Fury rispetto ad un pugile qualsiasi, inoltre, ha una grande esperienza, è molto mobile e si difende usando il suo stesso corpo. E’ proprio un grande pugile ed è un onore dividere il ring con lui.

Un grosso in bocca al lupo da tutta la nostra redazione Guido.

Crepi! Vi ringrazio molto, dedico un saluto a tutti i fan di Boxe Mania.

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