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Diletta Cipollone mentre piazza un gran destro

Diletta Cipollone si racconta ai nostri fan

Il nostro viaggio nel mondo delle atlete Elite continua con Diletta Cipollone, pugile del gruppo sportivo fiamme azzurre, categoria 54Kg. La nostra redazione ha incontrato la pugile che ci ha raccontato la sua storia fuori e dentro il ring.

Come ti sei avvicinata alla boxe? Cosa ti trasmette questo sport?

“Vorrei poterti raccontare una storia più originale ma sono il classico pugile di strada. Ti spiego, da ragazzina ero molto ma molto vivace e combinavo parecchi guai. Ero sempre in strada e frequentavo ambienti poco sereni. Ho avuto non pochi problemi e all’età di 16 anni entrai in palestra con il tentativo di trovare una valvola di sfogo “legale”, così mi sono trovata sul ring!! Mi ha cambiato la vita in tutti i sensi, per me oltre che essere il mio più grande amore, mi correggo il mio unico vero amore, il pugilato é stato il mio riscatto sociale!! cosa mi trasmette il ring? verità.. quello che sei sul ring sei nella vita! ti misuri con te stesso e con tutti i tuoi limiti. Se sei capace li superi altrimenti ti limiti a conoscerli che comunque non è da tutti!!! verità e riscatto, ecco cosa mi trasmette il ring!!!”

Cosa pensi della possibilità olimpica? Un sogno o un obiettivo?

“La possibilità Olimpica è un obiettivo oltre che un sogno. In questi ultimi due anni sto cercando di curarmi perché ho avuto molti problemi fisici e infortuni come quello della mano rotta ai Campionati del Mondo di Astana! Ce la sto mettendo tutta per guarire definitivamente e rientrare in tempo per prepararmi come un appuntamento del genere merita!! Non mollo e mai lo farò!! la Federazione e il mio gruppo sportivo “Fiamme Azzurre” mi sostengono e mi accompagnano in questo percorso!! non sarà facile ma più si soffre prima, più si gioisce poi!!!”

La boxe femminile ha seppe dato un segnale: NO ALLA VIOLENZA. Questo sport può essere utilizzato per una tematica sociale così importante? 

“La boxe è un NO alla violenza! Indubbiamente è uno sport che come prerogativa di base ha  le “botte” , che in qualsiasi altro luogo della terra sono ingiustificate, violente e negative. Ma sul ring come per magia la cosa più aggressiva e bruta diventa forma di rispetto, regola, dignità! Non si spiegherebbe altrimenti l’abbraccio sincero a fine match tra i pugili!!! Ovvio che non è sempre così, ma la maggior parte delle volte si! Sul ring impari a gestire tutti quei sentimenti negativi e non. Impari a controllarti! Quello che ogni essere umano dovrebbe fare nella propria vita! La perdita di controllo porta alla violenza e non solo a quella!”

Adesso il pugilato femminile ha la possibilità di crescere a livello professionistico attraverso il torneo IPBC. Che ne pensi? Parteciperesti al torneo?

“Un torneo pro è una possibilità importante per far combattere le ragazze professioniste italiane!! E’ un peccato che ci sia poca attività per le donne pro. Oggi passare professionisti vuol dire quasi smettere proprio per la poca attività e non è giusto!! il mio obiettivo più vicino è ovviamente guarire e andare a Tokyo, ma il mio sogno più grande, dalla prima volta che ho indossato i guantoni, è il professionismo!! Senza nulla togliere ai dilettanti come me, ho sempre pensato che sia quello il vero pugilato, per via di una mentalità differente!! Prima o poi indipendentemente dall’attività in Italia, che spero esploda in positivo presto, farò il salto!! Non mi sentirò mai pugile altrimenti.”

 

 

 

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