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Cavallucci: “Il titolo un sogno diventato realtà”

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Emanuele Cavallucci, pugile 30enne di Chieti, è diventato il nuovo campione italiano dei pesi welter. Giorno 8 Marzo 2019, davanti al suo pubblico ha conquistato il titolo vincendo per TKO alla quinta ripresa contro Nicola Cristofori, campione in carica.

Una vittoria sofferta, non solo perché Cristofori è un ottimo pugile, ma per il lungo periodo per raggiungere la chance titolata, cosa ha rappresentato questa vittoria? 

Questa vittoria per me ha rappresentato tanto, perché dopo anni di pugilato, questo è il primo titolo della mia carriera, inseguito per 14 anni di carriera. E’ come un sogno che diventa realtà. Ho creato questa opportunità lavorando sodo, vincendo tutti gli ultimi 8 incontri. Ho 13 incontri da professionista e i primi 5 incontri li ho combattuti con un altro allenatore. Due anni fa ho abbandonato la mia precedente palestra e ho incontrato Davide Di Meo, che mi ha costruito mentalmente e tatticamente. Da quando abbiamo unito le forze abbiamo disputato 8 incontri e ottenuto 8 vittorie. Grazie al lavoro di Di Meo e di Davide Buccione, mio procuratore, sono riuscito a costruire questo traguardo passo passo.

Adesso dopo una vittoria, da dove si ricomincia?

Si ricomincia sicuramente confermandosi. Voglio difendere questa cintura. Poi in futuro si vedrà, ci sono delle strade ma aspetto a raccontarle per scaramanzia. Mi prenderò 7/10 giorni di riposo. Visto che è stato molto stressante questo match. Mi prenderò un po di tempo per me e per il lavoro. Rientrerò in palestra con la stessa umiltà di prima ma con più fame

Una cornice di pubblico stupenda, accorsa a vederti. Quanto è stato importanti.

Il pubblico è stato fondamentale. Il mio avversario non si aspettava uno scenario del genere. Non ringrazierò mai abbastanza le persone che sono corse a vedermi. Anche per me è stato una sorpresa, non mi aspettavo un palazzetto gremito, oltre le aspettative. E’ stata l’arma in più per battere Cristofori

Ringraziamo Emanuele Cavalluci per la sua disponibilità a questa intervista, augurandogli il meglio per la sua carriera.

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