fbpx
Featured Video Play Icon

“Hi-tech” Lomachenko, il pugile venuto dal futuro

Condividi su:
  • 290
  •  
  •  
  •  

Il pugile venuto dal futuro. Colui che più di ogni altro ha impresso una accelerazione notevole nell’evoluzione della boxe odierna.

Vasyl Lomachenko è da molti considerato il più grande pugile attualmente in attività, sebbene – probabilmente – il riconoscimento possa apparire un po’ generoso al momento. Ma quello che Loma è capace di fare sul ring è talmente spettacolare da abbagliare l’appassionato, che rimane folgorato dalla visione del pugile in azione. Dotato di una velocità di gambe assolutamente non comune, di un footwork letteralmente mai visto e di una gamma più unica che rara di skills, High Tech – così soprannominato per via della sua boxe “futuristica” – ha raggiunto in pochissimi incontri risultati che nessun altro pugile aveva mai raggiunto prima.

Campione del mondo in tre categorie di peso – piuma superpiuma e leggeri – con soli tredici incontri, due volte oro olimpico, a Pechino 2008 e a Londra 2012, una volta oro agli Europei e due volte oro ai Mondiali: il palmares di Loma racconta di un fuoriclasse assoluto, nato per combattere. La carriera dilettantistica consta di un impressionante record di 396 vittorie ed una sola sconfitta, contro Albert Selimov, in finale ai mondiali di Chicago del 2007.
Quella professionistica di un’unica sconfitta – per altro probabilmente ingiusta – al secondo match da professionista, contro il veterano Orlando Salido, forse un azzardo per un pugile con una lunga carriera dilettantistica. Da quel momento, liberatosi del peso di una effimera e fondamentalmente poco significativa imbattibilità, per Lomachenko è cominciata l’ascesa ai vertici della boxe mondiale: una scalata rapidissima, con prestazioni scintillanti e vittorie una dietro l’altra, fino ai quattro “no mas” consecutivi pronunciati da Rigondeaux, Walters, Sosa e Marriaga.
Avversari frastornati, forse persino impauriti, incapaci di opporre la benché minima resistenza contro un pugile imprevedibile, capace di scomparire e riapparire a fianco del malcapitato con dei pivoting saltati di sorprendente rapidità, e quindi di colpirli da angolazioni inusuali; in grado di eseguire un campionario di finte pressoché infinito; abilissimo a provocare la reazione fisica dello sventurato in modo da sorprenderlo al variare del movimento “esca”.

Atleta dalla fisicità dirompente, Loma ha footwork e workrate sorprendenti: l’azione è continua, il numero di colpi scagliati impressionante, le accelerazioni brusche ed improvvise. Negli ultimi match l’ucraino, nonostante prestazioni notevoli contro Linares e Pedraza, ha forse palesato quelli che potrebbero – di rigore il condizionale – essere i suoi punti deboli: un pugno forse non devastante – ma va detto che il pugile tendenzialmente non carica troppo i colpi, preferendo un’azione più continua – e qualche eccesso di confidenza che, complice lo stile poco conservativo, lo porta talvolta a scoprirsi. Ma tecnicamente non ce n’è – quasi – per nessuno.

Nella divisione dei leggeri c’è solo un pugile che può insidiare il suo dominio, ed è Mikey Garcia.
In un certo senso Loma è l’antitesi di Garcia: tanto ortodosso, accorto difensivamente e pulito nell’esecuzione dei colpi Garcia – seppur con piccoli aggiustamenti tali da renderlo un pugile unico – quanto anticonvenzionale e sfrontato l’ucraino. Una contrapposizione che sul ring porterebbe due dei top p4p attuali a imbastire uno spettacolo di livelli difficilmente immaginabili, in un incontro che per contenuti tecnici oggi risulterebbe inarrivabile per qualunque altro duo di sfidanti – con la sola eccezione, forse, di Canelo e Golovkin.

Ma con Mikey impegnato in una sfida ai limiti dell’azzardo contro Erroll Spence Jr., per Loma lo scenario appare più nebuloso. La ricerca di possibili sfidanti di livello non offre un ventaglio di opzioni vasto e un eventuale passaggio di categoria potrebbe svantaggiarlo in modo significativo, visto che l’ucraino si trova perfettamente a suo agio nell’attuale categoria.

Ma Lomachenko è abituato a stupire. Affiancato dal padre e mentore Anatoly, il talento ucraino è destinato a scrivere molte altre pagine memorabili nel grande libro della boxe.

Supportaci :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X