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VODKA E PUGNI – Beterbiev, 34 anni di talento e punti di domanda

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Artur Beterbiev festeggerà oggi i suoi 34 anni con il mondiale IBF sopra al camino della sua casa di Montreal. L’età comincia a non essere più verdissima, e per l’artista del KO russo e i suoi fan viene il momento di guardare a ieri, oggi e domani con occhi diversi.

In 5 anni e mezzo di carriera da pro, il pugile di origine Daghestano-Cecena ha raccolto 13 vittorie per ko in altrettanti incontri, con il titolo IBF dei mediomassimi a brillare incastonato nel suo palmarès. La bacheca conta anche dei successi amateur: tra gli altri, un oro mondiale e due primi posti europei.

Pallottoliere alla mano, però, non sono molti gli incontri da pro che Artur ha disputato: colpa dei risultati troppo buoni che spaventano gli avversari, ma anche di continui problemi di promoter.

L’anno scorso, allo storico Yvon Michel si è aggiunto Eddie Hearn, per cercare di dare più brio ad una carriera con periodi di splendore alternati a buio assoluto. Un accordo che sembrava cancellare le ombre di un possibile ritiro, causato dai rapporti deterioratisi con il promoter canadese di cui già vi avevamo raccontato (LEGGI QUI).
Proprio quando sembrava aver raggiunto la stabilità, ecco un altro cambio di rotta: pare che il russo abbia abbandonato DAZN, per sbarcare su ESPN. Una mossa che pone ulteriori punti di domanda, anche sulla relazione con Hearn, partner dell’emittente streaming. Che ci sia sotto lo zampino della Top Rank di Arum?

All’orizzonte, al momento non si vede terra. Il 7 gennaio, Beterbiev aveva anticipato via social buone notizie, ma finora tutto tace.

Pochi match, come detto, ma non è il solo problema. Nel suo record mancano gli avversari altisonanti propri di un vero campione: Callum Johnson, suo ultimo avversario, è l’unico pugile con un curriculum decente; il britannico è anche riuscito ad atterrare il campione, prima di affondare sotto i suoi colpi.
E se è vero, come detto precedentemente, che i pugili lo evitano, bisogna anche dire che verso il finire dello scorso anno Beterbiev ha rifiutato una difesa contro Smith Jr.: non un nome grosso, ed anche per questo cresce l’imbarazzo.

Decisamente troppi punti di domanda nella carriera di un pugile che, con il suo formidabile pugno, avrebbe potuto scolpire il suo nome nella storia della boxe: rischia, invece, di passare alla storia come il “campione mai campione fino in fondo“.
Il tempo non è certo alleato di un boxeur di talento, ma dalla carriera confusa.

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