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Stipe Drews: “Branco un guerriero! E quando dissi no a Frazier…”

Stipe Drews, all’anagrafe Dvris, è stato uno dei migliori pugili nella storia croata. In bacheca può vantare un europeo e un mondiale nella categoria dei mediomassimi, sfidando inoltre due volte Branco. In questa intervista in esclusiva, ci racconta della sua carriera, dei retroscena con Smokin’ Joe Frazier, e del futuro del nuovo idolo croato: Filip Hrgovic.

1) Hai affrontato due volte Silvio Branco. Cosa ricordi di quelle sfide?
Sì, ho combattuto con Branco due volte. La prima volta nel 2003 per il Titolo Europeo e la seconda volta nel 2007 per il Titolo Mondiale WBA. Entrambe le volte ho vinto ai punti. La prima volta più facilmente, mentre il secondo è stato uno dei match più difficili della mia carriera. Branco era un grande guerriero, come dimostrano del resto i suoi risultati.

2) Chi è stato l’avversario più duro della tua carriera? 
L’avversario più duro è stato Kamel Amrane, francese di discendenze algerine. Contro di lui ho difeso per la prima volta il Titolo Europeo e ho vinto ai punti, ma quella è stata la battaglia più dura che abbia mai sostenuto in vita mia. Al secondo posto metterei il match contro Branco valido per il Mondiale.

3) Sei stato campione d’Europa e del mondo, oltre che uno dei migliori light heavyweights del tuo periodo. Guardando indietro, però, hai dei rimpianti?
No. Ho conseguito tutto ciò che volevo nella mia carriera sportiva. Mi dispiace soltanto che i giudici mi abbiano rubato la medaglia alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, e questo soltanto perché provengo da un piccolo paese. Ho lasciato la boxe a 34 anni, al massimo delle forze e mentre guadagnavo di più. Per fare ciò occorre avere carattere. Non mi dispiace neanche un po’ averlo fatto, perché ho salvaguardato ciò che c’è di più importante: la salute.

4) Hai combattuto solo una volta nella tua Croazia. Come fu disputare un incontro a Pula?
A Pula ho combattuto una volta sola nella mia carriera professionistica e l’ho fatto in un anfiteatro pieno: è stato spettacolare. Non mi lamento per non essermi battuto più spesso in Croazia. Mi sarebbe piaciuto farlo, ma non ero io a decidere in merito.

5) Il pugilato croato ha una nuova star: Filip Hrgovic. Suggerimenti? Opinioni?
Filip Hrgovic è la nuova stella del pugilato in Croazia e spero che lo diventi anche nel mondo. Bravissimo ragazzo e pugile di talento. Gli auguro di riuscire a raggiungere il suo scopo, ovvero diventare Campione del Mondo.

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6) Hrgovic si è trasferito in America. Tu non hai mai combattuto negli USA: non ti hanno mai contattato?
Hrgovic va a combattere in America perché il pugilato è tornato nuovamente lì dove è di casa, sulla grande scena americana. Quando io sono passato professionista la boxe era diventata più importante in Europa che in America. Soprattutto in Germania, dove combattevano i fratelli Klitschko, Darius Michalczewski, Henri Maske, Felix Sturm e altri. Negli ultimi due anni si è spostato tutto in Inghilterra e ora torna tutto in America. Io ho avuto offerte dagli Stati Uniti nello stesso tempo in cui ricevevo l’offerta dalla Germania. Ho trascorso sei mesi a Philadelphia, dal leggendario Joe Frazier. Lui sarebbe dovuto essere il mio allenatore… era già tutto stabilito. Mi aveva persino dato un soprannome alla sua maniera: White Smoke. Ma alla fine ho comunque firmato per la Universum Box-Promotion di Amburgo e non ho sbagliato, benché il percorso con il leggendario Joe Frazier sarebbe stato emozionante e credo anche di successo.

7) Il tuo ultimo incontro è stato in Australia, lontano da casa e terminato con una sconfitta. Non hai mai pensato ad un match d’addio?
Quando ho conquistato il titolo di Campione del Mondo, quella è stata per me l’ultima battaglia, perché lo avevo promesso a me stesso e quello era il mio obiettivo. In Australia ci sono andato soltanto perché mi hanno offerto un sacco di soldi, con i quali mi sono praticamente assicurato la tranquillità per il resto della vita. Sono andato lì senza motivazioni e senza voglia di vincere. Se il match si fosse fatto in Croazia comunque non avrei mai perso. Non mi è mai tornata la voglia di tornare sul ring e anche per questo so di aver fatto la scelta giusta. Da quando ho interrotto la carriera sportiva fino ad oggi ho vissuto meglio che mai e mi godo davvero la vita a pieni polmoni. Mi alleno tutti i giorni, viaggio molto e passo il tempo con i miei parenti e i miei amici.

8) Dopo il ritiro, a cosati sei dedicato?
Dopo la carriera non sono rimasto troppo legato al pugilato. Mi interessavano di più l’MMA e il Jiu Jitsu brasiliano che pratico dal 1999. E così dal 2013 sono l’allenatore del leggendario lottatore di MMA e K1 Mirko “Cro Cop” Filipovic e ora ho altri due lottatori di MMA da allenare: uno, Ante Delija, è nell’organizzazione Rizin e PFL; l’altro, Darko Stosic, combatte nel circuito UFC.

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