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VODKA E PUGNI – Pirog, ad un passo dalla leggenda con GGG

Il 27 giugno ha compiuto 39 anni Dmitry Pirog, uno dei talenti più puri del nuovo millennio. Un infortunio l’ha costretto al ritiro alla vigilia della prova del nove contro GGG, mettendo fine anzitempo ad una carriera che prometteva ancor più emozioni agli appassionati della boxe mondiale.

Dopo un’infanzia dedicata agli scacchi, Dmitry si appassiona al pugilato e si rivela come uno dei maggiori talenti russi. Pur non arrivando mai a rappresentare il proprio Paese alle Olimpiadi, Pirog mette a referto 200 vittorie e 30 sconfitte da dilettante: questo il curriculum al momento del passaggio a pro.
Una partenza sprint gli permette già al quarto incontro di laurearsi campione nazionale, solo il primo di numerosi titoli di seconda fascia che gli fanno scalare diverse classifiche. Nel Luglio 2010 arriva la grande occasione: The Grand Master viene nominato co-sfidante al mondiale pesi medi WBO, lasciato vacante da Sergio Maravilla Martinez.

Pirog arriva a Las Vegas da semi-sconosciuto, con i botteghini pronti a scommettere tutto sul rivale Daniel Jacobs.
Dmitry non si spaventa, anzi fa all in. Sul piatto mette tutti i suoi marchi di fabbrica: agilità, ottimi movimenti col busto, varietà di colpi precisi e potenti.
Non il fighter russo che ti aspetteresti, ma uno stile di boxe molto americano che esalta il pubblico sugli spalti.
Daniel Jacobs lo impara a sue spese, quando nella quinta ripresa un esplosivo diretto destro lo stende al tappeto.

Il mondo della boxe ha un nuovo campione, capace di vincere divertendo. Torna nella madrepatria Russia, dove difende il titolo per 3 volte con maestria e discreta facilità.
Per il suo quinto incontro iridato, Pirog ha un obiettivo ben preciso: Gennady Golovkin.
Non la pensa allo stesso modo la WBO, che gli pone un out-out: affrontare il mandatory challenger N’Jikam o perdere la cintura. La volontà di incrociare i guantoni con il kazako è però troppo forte, e quindi il russo sceglie di rinunciare all’oro mondiale.

Tutto sembra essere definito: la data è fissata per il primo settembre 2012 a Verona (New York State), con HBO che si sfrega le mani all’idea di un match clou simile.
A cambiare le carte in tavola ci pensa un serio infortunio alla schiena del russo: la rottura del disco sembra solo posticipare l’incontro di qualche mese, ma Pirog sceglierà di non tornare più a combattere. GGG abbatterà il sostituto Proksa alla quinta ripresa, continuando la sua scalata all’olimpo del pugilato.

Oggi Pirog vive di politica, mentre Golovkin suda ed esalta ancora il pubblico sugli spalti.
Il primo è stato quasi risucchiato nell’oblio, a differenza dell’ormai leggendario kazako.

Chissà cosa sarebbe successo sul ring tra il kazako e il russo…
Sarebbe stato sicuramente un incontro esaltante per milioni di fan, che forse avrebbe cambiato la storia pugilistica degli ultimi sette anni.

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