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VODKA E PUGNI – Korobov, colui che sconfisse Usyk e ha fatto tremare Charlo

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Un viaggio lungo 8157 km: quelli che separano Magadan da New York, e Korobov dall’oro mondiale. In mezzo terre ed oceani, che non hanno però fermato il russo. A stopparlo ci hanno pensato i giudici, salvando i fratelli Charlo da un’autentica Waterloo (LEGGI QUI).

Un verdetto discusso ha consegnato la vittoria a Jermall, tra i mugugni della rete e dello stesso Barclays Center di Brooklyn. Contestualmente, ha messo probabilmente la parola fine ai sogni di gloria di Korobov.

Il russo si era preparato per un incontro nel sottoclou, ed invece con una sola settimana di preavviso si ritrova catapultato nel main event. “Non importa – afferma Mattmi sono preparato per questo momento tutta la vita“.

Non si fa fatica a credergli. All’anagrafe Matvey Korobov, nato a Magadan, ossia il caplouogo della regione (oblast, ndr) meno popolosa dell’intera Russia. A furia di pugni abbatte tutti i muri che gli intralciano il cammino, fino a diventare uno degli elementi di spicco della selezione pugilistica del suo Paese.

Prima i successi nazionali, nel 2003 e nel 2004, poi un super 2005 con l’ormai defunta Coppa del Mondo di pugilato dilettanti 2005 di Mosca, e i mondiali a Mianyang. Quest’ultima competizione torna nel suo palmerès due anni più tardi, a Chicago. Non ha la stessa fortuna nelle olimpiadi di Pechino 2008, dove era uno dei pugili più attesi: la mancanza del fidato allenatore Nagima Khusnutdinov, con il quale a lungo convisse, e le carenze nella preparazione avevano influenzato la sua prestazione.

Il southpaw russo decide quindi di passare professionista, con la bacheca piena di trofei e di scalpi importanti come quelli di Oleksandr Usyk (sconfitto nel 2006, negli europei vinti a Plovdiv) e Sergey Derevyachenko (nei mondiali del 2007).

Korobov mette radici negli Stati Uniti, fino ad arrivare alla sfida per il titolo WBO nel dicembre 2014: dopo 5 riprese dominate, Andy Lee cambia la storia con un gran destro e viene decretato vincitore per TKO.
Da quel momento, per Matvey il titolo sembra ormai un miraggio: è un 35enne che nessuno vuole incontrare, a causa del temibile mancino e del cognome semisconosciuto.

La grande occasione arriva con Jermall Charlo, e Korobov non dice di no. Purtroppo, però, i cartellini sono spietati: quel che resta di Matt è solo una bella, ma tristemente incompiuta carriera.

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