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Canelo, Inoue, Golovkin, Wilder, AJ: un 2019 di conferme e affermazioni!

È stato un anno di transizione per molti e di affermazione per altri. Questo 2019, partito decisamente in sordina, ha dato il meglio di sé nella seconda metà, con molti match altamente spettacolari. Tra conferme e rivelazioni assolute per il grande pubblico, ecco una carrellata di quello che ci ha lasciato in dote questo 2019 pugilistico.

Dalla Russia con furore: Artur Beterbiev

Devastante. Come altrimenti definirlo? Ostracizzato come pochissimi altri, ha trovato in Gvozdyk un degno contendente, campione di sigla imbattuto dotato di un destro al fulmicotone. Risultato: gli è passato sopra come un carrarmato. Non induca in errore la potenza straordinaria dei suoi pugni: Beterbiev è un pugile dalla tecnica solidissima. Ottimo footwork, colpi portati con grande perizia e notevole scelta di tempo. Sulla potenza c’è poco da dire: basta osservare lo sguardo intimorito di chiunque si trovi a ricevere un colpo del fuoriclasse russo. Un solo ostacolo tra lui e il dominio della categoria: Dmitry Bivol.

Inoue, il samurai del ring

Per chi scrive il pugile dell’anno. Per classe, tecnica, coraggio e risultati. Un piccolo enorme guerriero da ammirare, per la perizia con cui annienta avversari quotati, come Emmanuel Rodriguez, e l’indole con cui affronta pugili di caratura mondiale e strutturalmente ben più grossi di lui, come Nonito Donaire. Vincitore del torneo WBSS dei pesi gallo, ha dato vita con Donaire ad uno dei match dell’anno, se non IL MATCH dell’anno.

Deontay Wilder, un destro illegale

Quando puoi permetterti di perdere ogni singolo secondo di un match, e risolverlo nell’unico modo che conosci: un destro praticamente infallibile. L’iperbole serve solo a rendere l’idea di un pugile quasi paradossale nel suo essere monotematico. In realtà Wilder è fighter ben più intelligente e scaltro di quanto non sembri: ha sempre un piano tattico, è rapido sulle gambe, ha stamina e notevole scelta di tempo. Oltre a ciò, paventa una sicurezza e un killer instinct rari. Ne sanno qualcosa Luis Ortiz e Dominic Breazeale.

Il ritorno di Anthony Joshua…

In un anno, andata e ritorno dall’inferno. Demolito nel fisico e nella mente da Andy Ruiz Jr., è tornato più solido di prima. Criticato ingiustamente dopo un rematch con Ruiz condotto alla perfezione, ha semplicemente fatto quello che doveva: non concedere la corta distanza ad un rivale dalle braccia corte, più basso e dotato di pugno pesante. Si è ripreso le cinture mostrando un’eccellente condizione di forma, da pugile e non più da body builder. In contrasto con le pessime condizioni in cui si è presentato Ruiz. Per Joshua, ora potrebbero aprirsi le porte di un match stellare, contro Oleksander Usyk.

… e quello di GGG

C’è poco da fare: chiunque voglia cercare gloria nei pesi medi, deve passare sopra questo signore di 37 anni, nuovamente campione del mondo IBF. Ci ha provato Sergiy Derevyanchenko senza riuscirci, nonostante Gennady fosse reduce da una settimana di influenza. Il cambio di allenatore non sembra per ora avergli giovato troppo, ma nel 2020 lo attendono numerose sfide di livello, da pugili che probabilmente fino a qualche anno fa lo avrebbero evitato come la peste. Nella mente di Golovkin, però, pare esserci un solo obiettivo: la resa dei conti contro Saul Alvarez.

Canelo alla conquista del mondo

Nel 2019 ha sconfitto Daniel Jacobs e Sergey Kovalev, salendo di quasi due categorie di peso. Non è da tutti, come non sono da tutti le sue splendide combinazioni e quella tecnica difensiva fatta di rapidissimi movimenti di busto: da applausi. Si potrebbe obiettare sulla gestione della carriera del rosso, e sulle condizioni imposte agli avversari di turno, ma vige una regola nella boxe, sebbene non scritta: una volta accettato il match, non esistono recriminazioni. Alvarez continua la sua scalata ai vertici della noble art.

I superwelter: tanti nomi e una certezza

Jarrett Hurd, il veterano Erislandy Lara, Brian Castaño, Jermell Charlo, nuovamente campione WBC dopo il confronto con il pur bravo Tony Harrison, Jaime Munguia: se c’è una categoria in cui la confusione, leggasi concorrenza, regna sovrana, è quella dei superwelter. Al momento, una sola certezza: Julian Williams, boxeur dalla notevole tecnica, giustiziere di un Hurd uscito decisamente ridimensionato dalla sfida contro J Rock.

Manny, Bud, Errol: un terzetto da urlo

Nei welter le certezze sono tre: un magnifico quarantunenne che non vuole saperne di abdicare, Pacquiao, capace di sconfiggere un pugile come Keith Thurman (sebbene al match di rientro dopo il grave infortunio al gomito), un fenomeno assoluto come Crawford, che attende il 2020 dopo un anno un po’ avaro di emozioni, ed Errol Spence Jr., uscito vincitore da una battaglia durissima contro uno splendido Shawn Porter. A seguire Danny Garcia, Thurman e lo stesso Porter, in grado di scombinare le carte di una categoria assai competitiva.

Josh Taylor, il tornado scozzese

È una delle rivelazioni dell’anno e con Regis Pograis ha messo in scena uno dei migliori match di questo 2019. Josh Taylor, fresco vincitore del torneo WBSS dei pesi superleggeri, non può più essere ignorato: pugile dal workrate altissimo, dal movimento continuo e dalla tecnica solidissima, Josh è atteso da un 2020 in cui dovrà confermare di essere un fighter di livello assoluto.

Un nome una garanzia: Lomachenko

Ha brutalizzato Crolla e dato spettacolo contro un avversario insidioso come Luke Campbell. Loma si è confermato come uno dei top P4P, un pugile dalla tecnica superiore, votata allo spettacolo. Che cosa aggiungere che già non si sappia di Hi-Tech? Nulla. Nel breve lo attende il match contro l’astro nascente della boxe mondiale, Teofimo Lopez.

Teofimo, la rivelazione dell’anno

Potente, esplosivo, scaltro e coraggioso.  A soli 22 anni mostra una convinzione nei suoi mezzi ed una spavalderia rare. A breve sfiderà, salvo imprevisti, Lomachenko, in un match di riunificazione che potrebbe ridimensionarlo o lanciarlo definitivamente tra i top attuali. Una sfida a cui è giunto abbattendo con un destro d’incontro micidiale Richard Commey, conquistando così il titolo IBF dei pesi leggeri.

Per il futuro consigliamo di tenere d’occhio un nome su tutti: Vergil Ortiz Jr.

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