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Match of the week: Yunier Dorticos vs Dmitry Kudryashov

Dopo lo spettacolo e l’adrenalina offerti dal match tra Gennady Golovkin e Saul Alvarez, il cui verdetto controverso farà discutere ancora a lungo, ci attende un nuovo week-end pieno zeppo di incontri affascinanti. Sarà interessante scoprire se il momento d’oro di Jorge Linares continuerà contro l’ostico Luke Campbell, se Jesse Hart si rivelerà all’altezza di Gilberto Ramirez e se Joseph Parker confermerà il proprio potenziale anche andando nella tana del lupo dove lo attende l’enigmatico Hughie Fury. Per la rubrica “Match of the week” tuttavia abbiamo deciso di parlarvi della sfida valida per il titolo WBA dei pesi cruiser tra il detentore cubano Yunier Dorticos (21-0-0, 20 KO) e lo sfidante russo Dmitry “The Russian Hammer” Kudryashov (21-1-0, 21 KO) che avrà luogo sabato notte presso l’Alamodome di San Antonio (Texas), negli Stati Uniti. Benché il vero campione mondiale WBA di categoria sia il russo Denis Lebedev che detiene il titolo “super”, questo match suscita grande curiosità vedendo opposti due pugili dotati di stile divertente e potenza mortifera ed essendo valido come quarto di finale del torneo WBSS inaugurato il 9 settembre dalla superlativa vittoria di Oleksandr Usyk su Marco Huck.

Il background
Yunier Dorticos

Yunier Dorticos

Yunier Dorticos, come la maggior parte dei pugili cubani venuti via dall’isola caraibica per tentare la strada del professionismo, ha un’ampia esperienza maturata da dilettante. Gli archivi parlano infatti di ben 257 match e benché Dorticos non abbia conquistato trofei prestigiosi ha gravitato per molti anni nell’orbita della fortissima nazionale cubana, traendone enorme beneficio. La sua scalata verso i vertici della categoria dei cruiser, iniziata nel 2009 con il suo passaggio tra i pro, è stata decisamente lenta e graduale. Nei primi 20 match del suo percorso Dorticos ha infatti affrontato prevalentemente pugili mediocri e sconosciuti, mettendoli KO senza particolare difficoltà. Tra i pochi volti noti si possono citare Eric Fields, Edison Miranda e Fulgencio Zuniga, tutti e tre in evidente parabola discendente, gli ultimi due anche fuori dalla propria categoria di peso naturale. Quando il 20 maggio dello scorso anno il cubano si è recato in Francia per affrontare il pericoloso picchiatore locale Youri Kalenga le sue reali possibilità di spuntarla erano per molti un mistero. Il match fu cruento, emozionante e per larghi tratti incerto con Dorticos che partì alla grande ma sembrò subire la rimonta del rivale prima di metterlo fuori combattimento nel finale. Proprio quella vittoria ha lanciato il cubano nell’Olimpo dei migliori cruiser e gli ha consentito di entrare a far parte del prestigioso torneo WBSS in cui sta per esordire.

Dmitry Kudryashov

Dmitry Kudryashov

Dmitry Kudryashov, pur non avvicinandosi ai numeri del suo prossimo rivale, ha avuto a sua volta una carriera dilettantistica corposa, fatta di 150 match, di cui 138 vinti. Il pugile di Volgodonsk, che da bambino aveva praticato il karate salvo poi darsi al pugilato all’età di tredici anni, è approdato al professionismo nel 2011 e fin dalle sue prime apparizioni a torso nudo ha messo in mostra una potenza superlativa. Pugili di medio valore venivano annichiliti dai colpi del picchiatore russo che dopo aver spazzato via i discreti ma non solidissimi Shawn Cox, Lubos Suda, Ivica Bacurin e Iulian Ilie ha posto fine all’invidiabile carriera dell’ormai quarantunenne cubano Juan Carlos Gomez con un tremendo KO al primo round e con la medesima rapidità ha fatto fuori l’ex sfidante al titolo mondiale WBC Francisco Palacios. Proprio quando sembrava che un nuovo astro stesse per unirsi al firmamento già splendente dei pesi cruiser di alto calibro è arrivata la doccia fredda: in un match che sulla carta avrebbe dovuto vincere senza eccessivi patemi Kudryashov è stato sorprendentemente messo fuori combattimento al secondo round dall’esplosivo ma limitato nigeriano Olanrewaju Durodola dopo averlo scosso nella prima ripresa. Il russo si è ripreso bene inanellando tre convincenti vittorie consecutive, l’ultima delle quali è stata proprio la rivincita con Durodola, fermato questa volta in cinque riprese.

L’analisi

Dorticos porta con sé l’eccezionale bagaglio tecnico della ben nota scuola cubana. Pur essendo un pugile dall’indole aggressiva, votato alla battaglia, è perfettamente in grado di boxare dalla lunga distanza essendo provvisto di un’eccellente varietà di colpi e di un allungo davvero considerevole per la categoria (203 cm). La costruzione della sua impressionante percentuale di KO (95%) è stata sicuramente favorita dalla modesta opposizione fronteggiata, ma sarebbe comunque folle non riconoscere al cubano un notevole potenziale distruttivo. Qualche perplessità in proposito era sorta nel 2014, quando in dieci riprese Dorticos non era riuscito a mettere KO un Edison Miranda bollito da tempo, ma i dubbi sono venuti meno lo scorso anno, quando il pugile caraibico ha messo fuori combattimento Kalenga, uno degli incassatori più solidi in circolazione. Quel match ha tuttavia evidenziato anche qualche limite tattico da parte di Dorticos che accettò per larghi tratti la battaglia a viso aperto contro un fighter tecnicamente modesto ma molto pericoloso e coriaceo, quando con una condotta più accorta e ragionata avrebbe potuto probabilmente vincere il match con meno affanni. Benché Dorticos abbia perso alcuni incontri prima del limite da dilettante, come quelli contro Dmitry Chudinov, Yerdos Dzhanabergenov e Artur Beterbiev, si tratta di episodi risalenti a più di 10 anni fa, e dovuti a una condotta sul ring troppo spericolata e imprudente piuttosto che a limiti di tenuta che dopo il match con Kalenga ci sentiamo di poter escludere.

Kudryashov è forse al giorno d’oggi il pugile più potente in attività Pound for Pound. I suoi fendenti, caricati con inumana violenza, producono conseguenze devastanti sui malcapitati avversari che se ne lasciano sorprendere, stordendoli o lasciandoli riversi al tappeto in stato confusionale. Particolarmente efficace e letale è il suo gancio sinistro di prima intenzione che, seguendo una traiettoria lunga, si insinua nella guardia del rivale non lasciando scampo. La potenza strabiliante del russo, oltre ad essere la sua dote migliore è anche, in un certo senso, la sua maledizione: la possibilità di disporre di un simile potenziale distruttivo lo ha infatti indotto a trascurare la tecnica e la difesa che nonostante il buon pedigree dilettantistico risultano essere alquanto deficitarie. Le due sfide con Durodola, unico pugile che fin qui è riuscito a tenergli testa, hanno evidenziato una notevole vulnerabilità di Kudryashov che quando viene attaccato manifesta una certa rigidezza del tronco lasciando varchi pericolosi. Egli non sembra neppure in possesso di una mascella particolarmente solida, apparendo confuso e preoccupato quando colpito con precisione. Per pregi e difetti il russo ricorda quindi il grande spauracchio della categoria regina degli anni ’70 Earnie Shavers: un pugile con chiari punti deboli ma che nessuno si metterebbe di fronte volentieri.

L’andamento del match dipenderà esclusivamente dall’approccio di Yunier Dorticos essendo il cubano l’unico tra i due pugili a poter variare il proprio piano tattico. Kudryashov, da picchiatore monodimensionale qual è, non potrà fare altro che cercare di accorciare la distanza per piazzare le sue bombe e far saltare il banco. Se Dorticos accetterà la bagarre verrà fuori una guerra brutale, probabilmente di breve durata, nella quale ogni bordata, come in una sorta di macabra roulette russa, potrebbe risultare quella decisiva. Un tale scenario sarebbe però decisamente sconsigliabile per il campione in carica che avrebbe tutto da guadagnare, soprattutto nella prima parte del match, da una condotta guardinga, finalizzata a indurre l’avversario all’errore e a disinnescare il suo avvio che si preannuncia selvaggio. Occorre considerare che lo sfidante non è mai andato in carriera oltre il settimo round e che quindi, anche in virtù del suo stile dispendioso, qualora il match dovesse protrarsi fino alle riprese conclusive potrebbe manifestare qualche problema di resistenza alla fatica.

L’angolo del pronostico

Essendo questo torneo un’occasione unica e forse irripetibile per Dorticos di diventare una stella assoluta del pugilato mondiale, ritengo che tanto lui quanto il suo staff non lasceranno nulla al caso e che prepareranno il match con meticolosa cura dei particolari. Fatico dunque a credere che il cubano possa dimostrarsi tanto avventato e sciocco da mettere a repentaglio il proprio futuro lasciandosi trascinare in una guerra senza quartiere: mi aspetto che si muova con continuità sulle gambe, che contenga gli assalti del rivale nel corso della prima parte della sfida e che ne punisca le vulnerabilità col passare dei round dando sfogo alla propria potenza soltanto quando potrà farlo con sufficiente sicurezza. Pronostico quindi una vittoria prima del limite per Yunier Dorticos nella seconda metà del combattimento dopo un match non privo di emozioni forti.

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