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Match of the week: Terence Crawford vs Kell Brook

Sabato notte, presso la Bubble, struttura appositamente allestita all’interno dell’MGM Grand di Las Vegas per le riunioni pugilistiche a porte chiuse, tornerà sul ring uno dei principali esponenti della classifica P4P attuale, l’americano Terence “Bud” Crawford (36-0-0, 27 KO). A cercare di rubargli la scena e, soprattutto, il titolo mondiale WBO dei pesi welter, sarà l’inglese Kell “The Special One” Brook (39-2-0, 27 KO). La riunione sarà trasmessa a pagamento dalla piattaforma streaming Fite TV al costo di 9,99 dollari.

Terence Crawford: un fuoriclasse che vive di rendita

Terence Crawford

La prestigiosa rivista The Ring colloca in questo momento Terence Crawford al terzo posto della sua classifica Pound For Pound e tale valutazione molto alta è condivisa anche da altri autorevoli opinionisti. Ciò che “Bud” ha fatto per meritarsi il podio dei migliori pugili di quest’epoca risale tuttavia a più di tre anni fa, quando l’americano riuscì nell’impresa di riunificare tutte e quattro le cinture dei pesi superleggeri prima di salire di categoria. Dopo aver tagliato quel prestigioso traguardo infatti, Crawford si è sostanzialmente accontentato di vincere e convincere senza dannarsi l’anima nella ricerca di sfide dal sapore storico. Il suo percorso tra i pesi welter lo ha visto imporsi su buoni pugili, ma nessun autentico campione nel suo prime: Jeff Horn era tecnicamente modesto, Jose Benavidez poco testato, Amir Khan in declino, Egidijus Kavaliauskas fatto su misura. Gli mancano insomma nelle 147 libbre quei nomi di grido e di comprovato valore che possano certificare l’opinione dei molti appassionati che lo ritengono già oggi il numero uno della categoria.

Un mondiale in autogestione: l’ennesima follia di Kell Brook

Kell Brook

Ci sono pugili che credono talmente tanto nelle proprie qualità da ignorare sistematicamente i consigli prudenziali di chi li circonda. Noi appassionati dobbiamo essere grati a questi atleti, perché senza di loro alcune delle pagine più memorabili della storia del nostro sport non sarebbero state scritte, ma è pur vero che molto spesso i loro salti nel vuoto si traducono in prevedibili disastri. Kell Brook del resto ha già sperimentato sulla sua pelle cosa vuol dire fare il passo più lungo della gamba. Nel 2016 si rese protagonista di un folle doppio salto di categoria sfidando l’imperatore dei pesi medi Gennadiy Golovkin e ricavandone un duro KO tecnico e una frattura orbitale. Non contento, meno di un anno dopo rientrò direttamente contro lo schiacciasassi Errol Spence nonostante in tanti gli consigliassero un ritorno più graduale sulla scena: altra frattura orbitale e altra sconfitta amara. Ma come dice il proverbio, non c’è due senza tre: di fronte alle perplessità del suo storico allenatore Dominic Ingle all’idea di accettare il match con Crawford con poco preavviso, Brook si è letteralmente messo in autogestione trasferendosi in Spagna e assumendo come trainer lo sconosciuto Carlos Formento selezionato su Instagram…

L’angolo del pronostico

Se a salire sul ring fosse il Kell Brook del 2016, quello giunto al culmine della sua maturazione sportiva prima di schiantarsi contro il muro chiamato Golovkin, quello di sabato sarebbe un match dal pronostico incerto. Lo Special One inglese infatti si è sempre espresso al meglio contro avversari dall’atteggiamento attendista: quando ha avuto l’opportunità di ragionare e prendere l’iniziativa lo ha fatto a meraviglia aprendosi la strada con un jab sinistro preciso ed efficace e doppiando i colpi con esplosività e superba padronanza tecnica. Le due batoste patite in rapida successione tuttavia sembrerebbero aver lasciato il segno sul fisico dell’atleta di Sheffield, che pur vincendo in occasione delle successive tre apparizioni non ha convinto pienamente gli addetti ai lavori. Il Brook attuale prende qualche colpo di troppo e appare meno continuo e soprattutto meno reattivo rispetto a quello dei giorni migliori. Allo stato attuale quindi è molto improbabile che lo sfidante possa mantenersi competitivo contro un pugile caratterizzato da velocità fulminante e tecnica sopraffina per dodici lunghe riprese. Brook ha tutte le carte in regola per partire bene e tenere Crawford severamente impegnato per qualche round, quando l’americano sarà ancora intento nella sua caratteristica fase di studio e potrebbe subire qualche ottimo fendente nel corso dei primi scambi. Col passare dei minuti tuttavia la maggior freschezza del campione e la sua classe sconfinata dovrebbero permettergli di approfittare con frequenza crescente del gap di velocità e di assumere conseguentemente il controllo delle operazioni. Difficile dire se Brook riuscirà a sentire la campana finale; molto dipenderà dalle sue condizioni di forma e dagli eventuali sacrifici fatti per rientrare in una categoria in cui non combatte da più di tre anni. Volendo prestar fede alle sue dichiarazioni apparentemente molto convinte della vigilia concedo all’inglese le sue chance di terminare in piedi e pronostico quindi una chiara vittoria ai punti in favore di Terence Crawford.

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