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Match of the week: Saul Alvarez vs Avni Yildirim

Quella alle porte non sarà una sfida da capogiro, ma quando Saul “Canelo” Alvarez (54-1-2, 36 KO) sale sul ring l’attenzione del grande pubblico è sempre alle stelle. Sul ring dell’Hard Rock Stadium di Miami, nel main event della riunione di sabato notte targata Matchroom Boxing, il messicano se la vedrà con lo sfidante turco Avni “Mr Robot” Yildirim (21-2-0, 12 KO) che cercherà di strappargli le cinture WBC e WBA (super) dei supermedi. L’evento sarà trasmesso in diretta su DAZN con collegamento a partire dalle ore 01:00.

Un Canelo “diverso” da almeno tre anni

Saul Alvarez

Ci sono pugili che mostrano le proprie caratteristiche e il proprio talento già da giovanissimi e poi continuano a proporre lo stesso tipo di pugilato col passare degli anni, acquisendo esperienza ma mutando poco le proprie performance. Ce ne sono altri che a partire da un determinato momento operano un autentico salto di qualità, attestandosi su livelli difficilmente prevedibili in origine. Che Saul Alvarez fosse un pugile di grande valore tecnico era facilmente intuibile fin dalla sua scalata ai piani alti delle classifiche, ma al pugile di Guadalajara per molti anni è sembrato mancare il killer instinct necessario per dominare la sua epoca. Troppe volte Canelo si è limitato a fare il minimo indispensabile per vincere, specchiandosi nei suoi gesti tecnici senza imprimere ai colpi la dovuta cattiveria. Un atteggiamento, quello dell’autocontrollo, che lo ha condotto a una vera e propria figuraccia contro Floyd Mayweather Jr. Tra il primo e il secondo incontro con Gennady Golovkin tuttavia Alvarez ha fatto scattare dentro di sé un interruttore nascosto: oggi è un pugile che attacca in maniera feroce, si prende rischi, cerca ripetutamente il KO. Finché manterrà questa fiducia in sé stesso batterlo sarà davvero difficile.

“Mr Robot” di nome e di fatto: come mai Yildirim è sfidante ufficiale?

Avni Yildirim

Molti hanno storto il naso quando hanno appreso l’identità del prossimo sfidante di Canelo. Il turco Yildirim infatti pur non essendo privo di coraggio, forza fisica e buona potenza da demolitore, non appartiene all’élite vera e propria della categoria dei supermedi e come il suo stesso soprannome suggerisce, esibisce un’impostazione piuttosto robotica e legnosa. “Mr Robot” tuttavia è lo sfidante ufficiale della WBC, motivo per cui la sua aspirazione a battersi con il campione non può essere ignorata. Per comprendere come il turco abbia raggiunto una posizione di tale prestigio occorre fare un passo indietro e tornare al 23 febbraio del 2019, quando lo statunitense Anthony Dirrell lo sconfisse per decisione tecnica. Quel match, valido per la cintura WBC che all’epoca era vacante, fu fermato a causa di una ferita di Dirrell provocata da uno scontro accidentale di teste e provocò un mare di polemiche da parte del team del pugile sconfitto, persuaso di essere stato derubato della vittoria. Per tenere buono il potente promoter turco Ahmet Oner dunque, il presidente della federazione Mauricio Sulaiman gli ha assicurato che al suo atleta sarebbe stata concessa una nuova opportunità; dopo due anni di attesa è arrivato il momento di esaudire la promessa.

L’angolo del pronostico

Ciò che rende estremamente improbabile che il match di sabato possa tradursi in una clamorosa sorpresa non è soltanto il divario tra le qualità dei due pugili protagonisti, già di per sé quasi incolmabile, ma anche il fatto che il confronto stilistico favorisca pesantemente il campione in carica. Alvarez ha infatti sempre dato il meglio di sé contro i picchiatori monocorde che lo hanno attaccato frontalmente dandogli gioco facile nel prevederne le mosse e nel reagire con i suoi famigerati colpi d’incontro. Basti pensare a come ridusse nel 2015 il rozzo ma fisicamente esuberante James Kirkland, pugile il cui stile non era poi così dissimile rispetto a quello di Yildirim. Non avendo nel proprio arsenale armi alternative, lo sfidante non potrà far altro che combattere alla sua maniera, provando a operare un pressing asfissiante e confidando nella sua tempra. Tale condotta tuttavia, se non accompagnata da qualità che Yildirim non possiede, non può portare buoni frutti ai massimi livelli mondiali e se Chris Eubank Jr impiegò appena tre round per castigare lo sconsiderato atteggiamento tattico dell’atleta turco, non c’è ragione di ritenere che Alvarez non sia in grado di produrre un epilogo simile. Prevedo dunque una vittoria prima del limite in favore del campione in carica prima del giro di boa.

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