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Match of the week: Oleksandr Usyk vs Murat Gassiev

Sabato sera, presso lo Stadio Olimpico di Mosca, andrà in scena l’attesissima finale del torneo WBSS dei pesi cruiser tra gli imbattuti Oleksandr Usyk (14-0-0, 11 KO) e Murat “Iron” Gassiev (26-0-0, 19 KO). In palio ci saranno tutte e quattro le principali cinture mondiali di categoria oltre al prestigioso Trofeo Muhammad Ali per la vittoria del torneo.

L’analisi

Oleksandr Usyk

Oleksandr Usyk

Oleksandr Usyk è tra i pugili più noti del panorama mondiale. Le sue doti mirabili che da dilettante gli hanno consentito di conquistare l’oro olimpico a Londra nel 2012, sono state addirittura potenziate nel professionismo. Un workrate asfissiante, reso possibile da un magistrale controllo della distanza e un’eccellente varietà di colpi hanno portato fino ad oggi tutti i suoi avversari a finire in debito di ossigeno, venendo alla lunga surclassati. Il pugile ucraino è inoltre perfettamente a suo agio tanto nei panni dell’aggressore quanto in quelli dell’elusivo attendista. Lo abbiamo ammirato nella sua versione propositiva contro Marco Huck e Mairis Briedis in questo torneo, mentre nell’insidiosa trasferta polacca al cospetto di Krzysztof Glowacki lo vedemmo danzare lungo le corde e colpire di rimessa. Alcuni identificano nella mancanza di potenza un limite di Usyk. Chi vi scrive tuttavia ritiene che tale lacuna sia più apparente che reale e che l’equivoco nasca dallo stile dell’atleta, talmente votato a mulinare colpi su colpi da non imprimere il massimo dell’esplosività nei singoli fendenti.

Murat Gassiev

Murat Gassiev

Murat Gassiev è indubbiamente uno dei pugili più potenti in attività. Un suo colpo ben piazzato potrebbe abbattere un toro, come più volte evidenziato dai suoi KO devastanti. Dal punto di vista tecnico il russo, grazie alla propria abnegazione e alle sapienti istruzioni di Abel Sanchez, ha messo in mostra miglioramenti colossali dai tempi del suo esordio da professionista. Privo di grande esperienza dilettantistica infatti Gassiev era piuttosto rigido e macchinoso; poco a poco si è trasformato in un’autentica macchina da guerra, abile nel tagliare il ring e nel gestire i match sul piano tattico oltre che nel colpire con inaudita violenza. Da sottolineare anche la mascella granitica, mai realmente scalfita fino ad oggi nonostante il suo stile battagliero lo abbia esposto talvolta a colpi pesanti. Il suo punto debole resta quello di una velocità di gambe non trascendentale, un difetto a cui Sanchez sta provando ad ovviare lavorando sulla scelta di tempo e sugli spostamenti attraverso il quadrilatero del ring.

L’angolo del pronostico

Come anticipato, Usyk non è affatto un pugile monodimensionale e potrà quindi scegliere tra più piani tattici. Appare evidente che uno scontro frontale con il distruttore russo rischierebbe di rivelarsi controproducente e che assai più saggia sarebbe una condotta strategica accorta, basata sul gioco di gambe, sui cambi di direzione, sulle finte e sui rientri improvvisi. Dal canto suo Gassiev non potrà permettersi di aspettare lasciando scivolare via il rivale nel punteggio: per garantirsi le giuste chance di vittoria dovrà aggredirlo fin dalle prime battute, costringerlo a lavorare e magari cercare di fiaccarne le resistenze con un opportuno lavoro al corpo. A mio parere le qualità del fuoriclasse ucraino sono troppo spiccate perchè possa lasciarsi imbrigliare: muovendosi in maniera opportuna può mandare a vuoto Gassiev a ripetizione togliendogli sicurezze mandandolo in confusione. Prevedo quindi una vittoria ai punti per Usyk, con margini più ampi di quelli registrati nella semifinale contro Briedis.

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