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Match of the week: Naoya Inoue vs Nonito Donaire

In via eccezionale anticipiamo la nostra consueta rubrica di un paio di giorni per adeguarci alla data inusuale del big match di questa settimana: giovedì, presso la Super Arena di Saitama, in Giappone, l’idolo locale Naoya “Monster” Inoue (18-0-0, 16 KO) affronterà il celebre Nonito “The Filipino Flash” Donaire (40-5-0, 26 KO) per la riunificazione mondiale dei titoli IBF e WBA (Super) dei pesi gallo. Trattandosi della finalissima del torneo WBSS di categoria, in palio ci sarà anche il prestigioso Muhammad Ali Trophy.

Naoya Inoue: un fuoriclasse P4P a dispetto della taglia

Naoya Inoue

Molti appassionati occasionali seguono il pugilato soltanto quando a battersi sono i colossi delle categorie pesanti. Costoro si perdono, loro malgrado, alcuni spettacoli di livello strepitoso che regolarmente le categorie più leggere, con il loro patrimonio di velocità, ritmo e continuità d’azione offrono al grande pubblico. Non c’è da stupirsi troppo dunque se un campione del calibro di Inoue, nonostante il suo curriculum straordinario, fatichi a farsi strada nelle classifiche P4P compilate dagli osservatori superficiali. La rivista The Ring tuttavia pone il picchiatore nipponico al quarto posto della sua graduatoria, subito dopo mostri sacri come Vasyl Lomachenko, Terence Crawford e Saul Alvarez e la scelta è pienamente giustificata dai fatti: titoli mondiali vinti in tre categorie di peso, 16 KO su 18 vittorie e pugili di grande valore spazzati via come neve al sole dalla potenza mortifera dei suoi colpi. Il piccolo grande talento di Yokohama non ha mostrato fino ad oggi alcun punto debole e appare arduo anche soltanto immaginare un avversario capace di arrestarne la cavalcata verso la gloria assoluta.

Nonito Donaire: lo Steven Bradbury della boxe

Nonito Donaire

Il simpatico trio della Gialappa’s Band anni fa diede grande diffusione all’incredibile storia di un pattinatore sul ghiaccio australiano di nome Steven Bradbury, vincitore della medaglia d’oro nella specialità short track alle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City. Bradbury superò tutti i turni di gara grazie a rocambolesche cadute degli avversari che lo precedevano e vinse incredibilmente l’Oro pur avendo iniziato l’ultimo giro della finale in ultima posizione e apparentemente già fuori dai giochi. Il paragone con il percorso che Nonito Donaire ha avuto in questo torneo viene spontaneo. Il filippino ha avuto la meglio su Ryan Burnett nei quarti di finale poiché quest’ultimo si è gravemente infortunato alla schiena nel corso della quarta ripresa. Poi, a pochi giorni dalla semifinale, il rivale designato Zolani Tete si è chiamato a sua volta fuori per via di un problema fisico venendo sostituito dal mediocre Stephon Young, facilmente sconfitto. Donaire si appresta dunque a disputare l’atto conclusivo della competizione senza mai essere stato realmente messo alla prova nei turni precedenti: una bizzarra serie di coincidenze o un segno del destino?

L’angolo del pronostico

C’è stato un tempo in cui Nonito Donaire era considerato uno dei migliori pugili Pound for Pound. Era il tempo in cui sfracellava uno dopo l’altro avversari aggressivi incrociandoli con il suo terrificante gancio sinistro. Quando però il filippino si è trovato al cospetto di rivali meno canonici, capaci di variare la distanza senza concedergli la misura a lui congeniale, la sua efficacia è crollata e con essa è venuta meno la sua fama di campione. Giovedì dunque il 36enne di Talibon si troverà in una situazione molto particolare: lo stile spiccatamente offensivo del suo avversario, rispetto al quale godrà anche di un considerevole vantaggio fisico, potrebbe aprirgli qualche spiraglio per infilare il colpo della domenica, chiudendo il combattimento come ai vecchi tempi. D’altro canto occorre considerare che Naoya Inoue è molto più che un semplice picchiatore monocorde adatto a farsi prendere d’infilata. Il giapponese è un campione completo, che alla potenza sovrumana dei suoi colpi aggiunge una tecnica e una mobilità di prim’ordine, doti indispensabili per interpretare con efficacia lo stile più idoneo alle circostanze. Nella semifinale del torneo ad esempio, opposto al talentuoso Emmanuel Rodriguez, accettò di buon grado il ruolo di outfighter, muovendosi attorno al baldanzoso portoricano e fulminandolo alla prima opportunità. Nulla impone dunque a Inoue di aggredire Donaire in maniera spericolata e imprudente; il “mostro” del Sol Levante può boxare arretrando, può variare angoli d’attacco, può alternare azioni e ingressi differenti. In poche parole, può rendersi imprevedibile rendendo estremamente ardua l’impresa del suo avversario di mettere a segno la staffilata decisiva. Nonito Donaire ha militato a lungo in categorie di peso superiori, nelle quali ha sempre dimostrato una notevole solidità, il che porta a sperare chi si augura una finale avvincente che possa evitare la capitolazione immediata a differenza degli ultimi avversari di Inoue. L’epilogo appare tuttavia scontato: anche resistendo stoicamente al bombardamento a cui verrà sottoposto, “The Filipino Flash” appare destinato a soccombere. Prevedo quindi una vittoria per KO di Naoya Inoue nella fase centrale del match.

 

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