fbpx

Match of the week: Miguel Berchelt vs Oscar Valdez

Il derby messicano delle meraviglie è finalmente alle porte: i due formidabili guerrieri Miguel “El Alacran” Berchelt (37-1-0, 33 KO) e Oscar Valdez (28-0-0, 22 KO) si affronteranno infatti sabato notte in quella che da mesi viene annunciata come una battaglia dai risvolti potenzialmente indimenticabili. La sede dell’evento targato Top Rank sarà “The Bubble”, la struttura appositamente allestita per gli eventi in tempo di pandemia all’MGM Grand di Las Vegas. In palio ci sarà il titolo mondiale WBC dei superpiuma attualmente nelle mani di Berchelt e la riunione sarà visibile in diretta su Fite TV al costo di 9,99 dollari, con collegamento a partire dalle ore 4:00.

L’impostazione originale e lo spirito indomito di Miguel Berchelt

Miguel Berchelt

Pur essendoci enormi differenze stilistiche tra un campione e l’altro, i pugili di livello mondiale tendono generalmente a seguire determinate regole di base nell’impostazione della guardia e nel modo di caricare i colpi. Esistono tuttavia svariate eccezioni: atleti che avvalendosi di qualità fisiche e temperamentali fuori dal comune riescono a rendere straordinariamente efficaci movenze che eseguite dai comuni mortali sarebbero controproducenti. Berchelt appartiene a pieno titolo alla categoria degli “originali”: le traiettorie dei suoi pesantissimi fendenti sono inusuali, l’equilibrio con cui li porta appare talvolta precario e anche la tecnica difensiva, spesso basata su pericolose schivate a mani basse farebbe storcere il naso agli amanti della guardia tradizionale, eppure il messicano travolge un avversario dopo l’altro. A rendere assai difficile da arginare il pugilato dell’Alacran, oltre all’imprevedibilità, è la sua potenza sgretolante, esercitata tra l’altro con un workrate spaventoso che non concede tregua ai rivali. Il suo unico tallone d’Achille venuto a galla fino a oggi parrebbe essere legato al suo temperamento: nonostante un allungo importante per la categoria, Berchelt concede spesso e volentieri la corta distanza prendendosi rischi evitabili che già una volta gli sono costati un bruciante KO a freddo.

Oscar Valdez: uno specialista dello scontro ravvicinato

Oscar Valdez

Se i ring avessero un’estensione di due metri per due, Oscar Valdez sarebbe molto probabilmente in cima alle classifiche P4P. Quando il suo avversario gli si pianta davanti e quando ha modo di caricare i suoi colpi con tutto il peso del corpo il messicano è infatti una vera e propria macchina da guerra, essendo capace di imprimere ai suoi ganci un’esplosività fuori dal comune. Il pugilato tuttavia è anche uno sport di movimento e se costretto a percorrere ampie porzioni di ring per chiudere gli spazi a rivali mobili, Valdez perde parte della sua pericolosità offensiva. Lo si è notato anche nel corso del match con il nostro Carmine Tommasone, in cui l’allora campione del mondo dei pesi piuma andò spesso a vuoto prima di riuscire ad imporre la sua superiore fisicità. Colpire in avanzamento del resto non è un gesto tecnico così banale: richiede coordinazione, equilibrio e un perfetto bilanciamento funzionale e non cadere preda dei fendenti d’incontro che possono arrivare in risposta. Valdez in questo fondamentale specifico è leggermente deficitario, poiché poco incline a farsi strada con il jab: quando esercita il pressing gli capita di ritrovarsi a piedi pari e ad esporsi a qualche colpo di troppo, una lacuna che comunque fino a oggi ha sempre colmato affidandosi all’effetto venefico dei suoi ganci micidiali.

L’angolo del pronostico

Fin da quando il match è stato ufficializzato una prima volta, prima di essere rimandato a causa della positività di Berchelt al COVID-19, gli appassionati hanno iniziato a pregustare quella che si preannuncia una battaglia d’altri tempi. Il carattere e lo stile dei due pugili del resto lasciano pochi dubbi sul fatto che l’incontro non tarderà ad infiammarsi regalando brividi ed emozioni in un crescendo di intensità. Per la verità il campione, forte del suo vantaggio in altezza e in allungo e di una maggiore velocità di gambe, avrebbe i mezzi per gestire il combattimento agendo di rimessa: costringere lo sfidante a braccarlo, mandarne a vuoto i ganci caricati e castigarlo subito dopo con le sue combinazioni parrebbe infatti la tattica più consigliabile. Chiunque abbia visto qualche match di Berchelt tuttavia sa che questo scenario non è tra i più probabili: desideroso di regalare ai suoi tifosi una vittoria memorabile e incapace di tenere a bada il proprio impeto, El Alacran appare destinato ad accettare il testa a testa con tutti i rischi che ne conseguono. A Valdez converrà dunque partire con veemenza, cercando di approfittare di una distrazione per fulminare il rivale in apertura come riuscì a fare sette anni fa il rozzo colombiano Luis Eduardo Florez, capace di spegnere le lampadine a Berchelt dopo appena un minuto e mezzo. Se però lo scontro dovesse prolungarsi, la superiore prestanza fisica del detentore potrebbe iniziare a fare la differenza: già leggermente sottodimensionato nella categoria dei piuma, Valdez sarà tra i due il pugile visibilmente più piccolo e nel caso tutt’altro che inverosimile di una sfida lunga, logorante e cruenta potrebbe patire il gap al cospetto di un superpiuma imponente come il suo connazionale. Non bisogna dimenticare infatti che quando nel 2018 si trovò davanti l’inglese Scott Quigg, che aveva sforato di un chilo e mezzo il limite dei piuma, Valdez, pur vincendo ai punti, era uscito a pezzi dal combattimento con tanto di mandibola fratturata e perdita di un dente e aveva impiegato quasi un anno per tornare sul ring. La sensazione di chi vi scrive è che, con il passare dei round, Miguel Berchelt riuscirà a mettere in atto una perfetta opera di demolizione finendo con l’imporsi prima del limite nel corso delle ultime riprese.

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X