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Match of the week: Tyson Fury vs Deontay Wilder III

Scaldiamo i motori in vista della grande sfida di questo sabato che vedrà opposti il campione del mondo dei pesi massimi della WBC Tyson “The Gipsy King” Fury (30-0-1, 21 KO) e lo sfidante Deontay “The Bronze Bomber” Wilder (42-1-1, 41 KO)! Il terzo capitolo dell’appassionante saga tra i due giganti andrà in scena alla T-Mobile Arena di Las Vegas e sarà preceduto da un ricco sottoclou; la riunione sarà visibile in diretta pay-per-view su LIVENow con collegamento a partire dalle ore 3:00 a soli 9,99 €. >>> ACQUISTA QUI L’EVENTO

Tyson Fury e le eterne domande sul suo stato di forma

Tyson Fury

Ogni volta che Tyson Fury si appresta a salire sul ring, appassionati e addetti ai lavori si interrogano su quale versione del Gipsy King si paleserà tra le sedici corde. L’atleta britannico ci ha infatti abituato a un’alternanza bizzarra tra prestazioni da punto esclamativo e altre decisamente dimenticabili e se a questo aggiungiamo i problemi psicologici avuti in passato diventa inevitabile restare dubbiosi sulle condizioni psicofisiche che sarà in grado di sfoderare. Bisogna riconoscere al Gipsy King di non aver mai fallito i grandi appuntamenti della sua carriera, avendo dominato il rematch con Dereck Chisora, avendo posto fine al lunghissimo regno di Wladimir Klitschko e avendo vinto buona parte delle riprese disputate sin qui con Deontay Wilder, tanto che secondo molti osservatori il bilancio tra i due dovrebbe essere di due a zero. La sua propensione maggiore sembra però quella di stupire il mondo quando non vengono riposte in lui grandi aspettative; ora però i ruoli si sono capovolti e il gitano dovrà dimostrarsi capace anche di rispettare i pronostici a lui favorevoli. Il suo allenatore SugarHill Steward ha detto che Fury si presenterà a un peso di circa 130 chili: si rivelerà una scelta voluta o la conseguenza di una preparazione deficitaria?

Deontay Wilder: un uomo in missione alla ricerca della riscossa

Deontay Wilder

Quel fatidico 22 febbraio del 2020 ha segnato per Wilder una caduta fragorosa. L’americano si era ormai persuaso di poter risolvere qualunque combattimento col suo destro micidiale al punto da trascurare ormai volutamente qualunque altro aspetto tecnico e tattico del pugilato. Lo aveva esplicitamente dichiarato a più riprese: i suoi avversari devono essere perfetti per dodici round, mentre a lui basta esserlo per un secondo. Una filosofia che di fronte alla strategia impavida di Tyson Fury, abile nell’aggredirlo senza dargli respiro, si è dimostrata decisamente carente. Ora il Bronze Bomber è un “uomo in missione”, determinato più che mai a dimostrare che quella debacle fu soltanto un episodio e che il vertice dei pesi massimi contemporanei non può prescindere da lui. Siamo dunque ragionevolmente sicuri del fatto che Wilder si sia allenato come non mai per questa battaglia cruciale, ma l’ipotesi che all’età di quasi 36 anni possa aver improvvisamente conseguito importanti miglioramenti tecnici appare piuttosto improbabile. L’americano dovrà far leva sulla sua determinazione feroce e sul suo destro al fulmicotone, tra i più letali della storia dei massimi, ma salirà sul ring con le consuete gravissime lacune tecniche che lo hanno accompagnato nel corso dell’intera carriera.

L’angolo del pronostico

Visto il successo netto e incontestabile ottenuto nel secondo match grazie a un approccio propositivo e incentrato sul pressing, appare difficile che Tyson Fury possa tornare sui suoi passi e vestire i panni del gigante ballerino che tante volte aveva scelto in passato. La scelta di presentarsi molto pesante, ammesso che la bilancia domani lo confermi, è un indizio in più del fatto che il Gipsy King voglia aggredire il rivale, costringerlo ad arretrare e imporsi di prepotenza. Meno prevedibili sono gli accorgimenti tattici che caratterizzeranno la prova di Wilder, chiamato a una netta inversione di marcia rispetto alla nefasta prestazione di un anno e mezzo fa. A giudicare dai video diffusi pubblicamente, l’americano, insieme al suo nuovo allenatore Malik Scott, sembrerebbe aver lavorato molto sulle combinazioni di colpi, volendo probabilmente aggiungere al suo repertorio qualche soluzione in più rispetto alla singola bordata fulminante a cui ha sempre fatto ricorso. Fury si troverà quindi di fronte un pugile intenzionato a far salire il suo workrate e a muovere le mani con continuità per reagire alla pressione, anche per mascherare, attraverso il contrattacco, quelle enormi lacune tecniche che una difesa passiva farebbe risaltare. La chiave assoluta del successo per il Bronze Bomber risiede nelle prime quattro o cinque riprese, nel corso delle quali per l’americano sarà imperativo non farsi scuotere e stordire. Se dovesse passare indenne il primo terzo del combattimento infatti, Wilder potrà sperare in un calo atletico del rivale, che già nel secondo match, dopo un avvio stellare, aveva perso progressivamente impeto e reattività, tanto da impiegare più di tre round a mettere fuori combattimento un pugile che si muoveva su “gambe di burro”. Viceversa, se Fury dovesse riuscire ancora una volta a piazzare un colpo decisivo in apertura, nella mente di Wilder potrebbero farsi strada i fantasmi dell’ultima disastrosa sconfitta, agevolando così notevolmente il compito di Fury di ripetersi. L’ultimo Wilder che abbiamo visto all’opera è stato “troppo brutto per essere vero” e chi vi scrive si aspetta che l’americano, anche soltanto per un moto d’orgoglio, riesca a proporre stavolta qualcosa di meglio, ma Fury è indubbiamente tra i due il pugile più completo, più versatile e più ricco di risorse: in breve, il pugile migliore. Prevedo quindi una meritata vittoria ai punti del Gipsy King.

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