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Match of the week: Gennady Golovkin vs Saul Alvarez

Questo sabato, presso la T-Mobile Arena di Las Vegas, andrà in scena uno dei match più attesi dell’ultimo decennio. Si troveranno infatti l’uno di fronte all’altro, pronti a contendersi la qualifica di miglior peso medio del pianeta, il devastante picchiatore kazako Gennady “GGG” Golovkin (37-0-0, 33 KO) e l’idolo messicano Saul “Canelo” Alvarez (49-1-1, 34 KO). Clamorosa sarà la posta in palio: in ballo ci saranno i titoli mondiali WBC, WBA (super) e IBF di categoria oltre al meno prestigioso titolo IBO, tutti attualmente detenuti da Golovkin. Occorre però segnalare che Saul Alvarez non ha pagato la tassa di partecipazione prevista dalla WBC in aperta polemica con l’operato della federazione che lo privò della cintura iridata quando dopo il match con Miguel Cotto il messicano non accettò i tempi contingentati che gli furono imposti per affrontare Golovkin. Il titolo WBC dunque, in caso di vittoria di Canelo, diventerebbe vacante. Il vincitore sarà infine riconosciuto quale “campione del mondo lineare” dei pesi medi dalla rivista specializzata The Ring Magazine.

L’analisi dei contendenti
Gennady Golovkin

Gennady Golovkin

Gennady Golovkin è un autentico schiacciasassi. La sua famigerata potenza è brutale, devastante ed esercitabile in egual misura con entrambi gli arti superiori. A testimoniarlo, oltre all’impressionante percentuale dei successi prima del limite (33 su 37, l’89%), le espressioni sbalordite dei pugili subito dopo aver assaggiato i suoi fendenti e le parole di quelli che in seguito al match hanno confessato che i colpi di GGG lasciano il segno persino quando si infrangono sulle braccia. Quando poi una tale potenza pura viene messa nelle migliori condizioni di nuocere da una superlativa abilità nel tagliare il ring e nell’accorciare la distanza, come nel caso del pugile kazako, riuscire a disinnescarla senza impostare un match di pura sopravvivenza diventa un’impresa per pochi eletti.
Chi tuttavia considera Golovkin un picchiatore rozzo, dalle doti tecniche deficitarie, i cui successi siano unicamente frutto dell’efficacia dei suoi pugni, commette un grosso errore di valutazione. Golovkin infatti è molto più di un colpitore letale e anche soltanto valutando il curriculum dilettantistico, comprendente un oro mondiale, un argento olimpico e la bellezza di circa 350 match disputati e in grandissima parte vinti, lo si intuisce immediatamente. Oltre alla già citata capacità di usare al meglio le gambe per chiudere i rivali alle corde senza lasciargli vie di fuga il kazako ha sviluppato negli anni degli accorgimenti difensivi che attraverso piccoli spostamenti della testa e l’uso sapiente delle spalle gli consentono di evitare i fendenti più pericolosi. Non ci si lasci ingannare dai colpi che GGG, piantato di fronte al rivale col busto rigido e in atteggiamento di sfida, ha incassato contro avversari che non avevano la benché minima possibilità di scalfirlo, invitandoli a scoprirsi: non può essere un caso che contro i due colpitori più potenti affrontati di recente, David Lemieux e Daniel Jacobs, i colpi puliti che ha subito siano stati davvero pochi.
Un simile concentrato di qualità positive, alle quali come testé menzionato va aggiunta una mascella granitica, tra le più solide del panorama mondiale, parrebbe quasi la ricetta utile a confezionare il pugile imbattibile. Ma se in effetti Golovkin ha talvolta trasmesso una sensazione di invulnerabilità, esistono aspetti del “gioco” in cui si è dimostrato a tratti carente. La velocità di braccia in particolare non è delle migliori e non è quindi nelle corde del kazako portare combinazioni prolungate in poche frazioni di secondo. Non è inoltre particolarmente abile nell’incrociare o nel colpire d’incontro. Tali carenze fanno sì che quando viene attaccato appaia meno a suo agio rispetto a quando è lui a “braccare” il rivale di turno: in tali circostanze preferisce assorbire la sfuriata, riorganizzarsi e tornare all’attacco.

Saul Alvarez

Saul Alvarez

Saul Alvarez è un magnifico mix di qualità pugilistiche solitamente appartenenti a scuole differenti e assai raramente concentrate in un unico fighter come nel suo caso. Della tradizione messicana si riconoscono in lui l’amore per lo scambio ravvicinato, la tendenza a lavorare al corpo traendone grande profitto e una solidità in apparenza rocciosa. Canelo non mostra di patire gli effetti di un colpo dal lontano 2010, quando all’età di soli 19 anni fu scosso nel primo round da un gancio di Jose Miguel Cotto, salvo riprendersi prontamente e dominare il resto della contesa. Altri ingredienti tuttavia differenziano Alvarez dal prototipo del pugile messicano: la sua varietà di colpi e la tecnica magistrale con cui riesce a scagliarli lo rendono un pugile completo e di classe mondiale. Magnifici sono i ganci e i montanti che abitualmente porta mentre si trova spalle alle corde abbinandoli a magistrali uscite laterali; fenomenali sono il suo tempismo e la sua precisione che uniti a un’ottima velocità di braccia gli consentono di andare a segno svariate volte nel corso dello stesso scambio. Immensa è infine la sua esperienza: nonostante la giovane età sono già 353 i round boxati da professionista (172 quelli di Golovkin), un numero da autentico veterano del ring. All’aspetto puramente numerico va affiancato poi quello qualitativo: sono già molti i match di grandissimo richiamo mediatico e di interesse planetario a cui Canelo ha preso parte, abituandosi quindi a gestire al meglio la pressione dei grandi eventi.
Per quanto concerne la potenza di Alvarez, il discorso si fa più complicato. Ad una mera lettura dei dati parrebbe trattarsi di una potenza notevole. Non si può però far finta di ignorare che Alvarez abbia combattuto un numero consistente dei suoi match con un vantaggio fisico marcato rispetto all’avversario di turno. Esaminando i soli incontri successivi al suo passaggio dai welter, categoria nella quale era un autentico gigante, ai superwelter, la percentuale di KO scende da un ragguardevole 67% a un più comune 58%. Non solo: ulteriore perplessità lascia il fatto che degli 11 pugili battuti prima del limite negli ultimi 19 match, più della metà provenissero da categorie di peso inferiori e fossero quindi fuori dal proprio habitat naturale tra i superwelter. La sensazione di chi vi scrive è che la potenza di Alvarez sia più che buona, ma non trascendentale come potrebbe apparire ad una lettura superficiale del suo record.
In ultimo, come nel caso di Golovkin, è opportuno evidenziare un paio di piccole debolezze del pugile dai capelli rossi: una certa staticità di gambe, che è apparsa lampante quando si è trovato di fronte pugili elusivi come Mayweather e Lara, ed un workrate complessivo basso dovuto alle pause che il messicano tende a prendersi tra una sfuriata e l’altra.

L’analisi del match

Prevedere quale sarà l’approccio tattico dei due pugili in questa sfida da molti considerata epocale è molto più difficile di quanto possa sembrare a prima vista. Golovkin ha dimostrato nel corso degli ultimi anni di poter assumere sul ring una condotta molto diversa a seconda del tipo di avversario che si trova di fronte: fine maestro del jab e della lunga distanza contro Lemieux, assaltatore all’arma bianca contro Brook, prudente calcolatore dal pressing costante ma ragionato contro Jacobs. Alvarez dal canto suo tende a variare meno la propria impostazione di base, che è quella tipica dei colpitori d’incontro, basata su movimenti studiati per indurre l’avversario all’errore e punirlo con improvvisi cambi di ritmo; trovandosi però questa volta di fronte a un pugile completamente diverso rispetto a tutti quelli affrontati in carriera, non è da escludere che anche la sua strategia possa mutare.
Per quanto la potenza dello sfidante sia con ogni probabilità inferiore rispetto a quella dei già domati Lemieux e Jacobs, è assai poco probabile che GGG decida di attaccare come un treno merci fin dal principio senza curarsi della difesa: ciò rischierebbe infatti di esaltare le doti di incontrista di Alvarez e la sua maggiore velocità, che nelle prime fasi, con entrambi i pugili freschi, sarà ancor più evidente. Più probabile è che Golovkin adotti una tattica prudente in fase iniziale in modo da capire i potenziali pericoli e in modo da non regalare facile entusiasmo al rivale e ai suoi tifosi, che si preannunciano numerosi, per poi intensificare la pressione ed assumersi dei rischi alla ricerca della soluzione di forza strada facendo, col trascorrere dei round. Alvarez dal canto suo non potrà permettersi il lusso di esercitare una difesa troppo passiva spalle alle corde come talvolta gli è capitato contro avversari meno temibili: contro GGG potrebbe essergli fatale. Le sue carte dovrà giocarsele a centro ring, controllando la distanza, scoraggiando il violento jab del kazako incrociandolo con il proprio destro ogni volta che se ne presenterà l’occasione e venendo via dalle corde con combinazioni di due o tre colpi seguite dalle sue eccellenti uscite laterali. La chiave di volta per il messicano sarà il controllo dei ritmi del match: se riuscirà ad addormentarli e a ravvivarli a suo piacimento come ha quasi sempre fatto in carriera potrà giocarsi le sue chance; se invece si troverà costretto a scambiare ad alto ritmo senza soluzione di continuità dall’inizio alla fine del combattimento per lui si prospetta una lunga notte.
Il lavoro dell’arbitro Kenny Bayless, tra i migliori al mondo, non dovrebbe essere dei più difficili: sul ring ci saranno due pugili abitualmente molto corretti le cui caratteristiche non lasciano presagire un numero elevato di clinch o di fasi “sporche” da dover gestire.

L’angolo del pronostico

A parere di chi vi scrive il percorso che Saul Alvarez e chi lo gestisce hanno seguito in preparazione di questo match storico non è stato il migliore possibile. Avrebbe certamente aiutato mettersi di fronte qualche vero peso medio per abituarsi gradualmente al salto di categoria, assaggiare colpi più pesanti e far fronte a una tenacia non ancora sperimentata. Alvarez invece ha continuato a salire sul ring contro rivali fisicamente meno prestanti di lui anche in questi ultimi anni, fatta eccezione per il solo Julio Cesar Chavez Jr che però non vinceva un match importante dai tempi di Badoglio e per di più giunse all’incontro debilitato dalle fatiche fatte per rientrare nei limiti di peso.
Finché le energie saranno al massimo da entrambe le parti è lecito attendersi un confronto equilibrato, con Alvarez in grado di farsi preferire negli scambi ravvicinati grazie al surplus in termini di reattività e precisione e Golovkin maggiormente pericoloso con colpi isolati. Dopo il giro di boa però, quando lucidità e freschezza atletica cominceranno a calare e quando Golovkin inizierà a dare il tutto per tutto per non lasciare l’esito del match in mano ai giudici, Alvarez dovrà fronteggiare una pressione mai sostenuta prima e a meno che non tiri fuori dal cilindro una continuità d’azione e un workrate mai mostrati in passato, non avrà i mezzi per sottrarsi con costanza alle bombe del rivale. Pronostico quindi una vittoria per KOT in favore di Gennady Golovkin nella seconda metà del combattimento.

E tu, cosa ti aspetti da questa sfida dai contorni epici? La redazione di boxe-mania.com è molto divisa su quello che sarà l’esito finale: condividi con noi il tuo pronostico nei commenti! Per qualsiasi domanda o suggerimento ti esorto a contattarmi tramite il mio indirizzo e-mail: m.salomone@boxe-mania.it.

Immagine in evidenza tratta dal canale youtube OfficeHanchoBoxing.
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