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Match of the week: Manny Pacquiao vs Yordenis Ugas

Per diversi mesi ci siamo illusi di poter assistere il 21 agosto a una storica sfida generazionale tra il fuoriclasse filippino Manny Pacquiao (62-7-2, 39 KO), giunto alle fasi conclusive della sua carriera leggendaria, e la stella del momento Errol Spence Jr. Purtroppo il match è saltato a causa di un infortunio del mancino americano che però verrà degnamente sostituito: ad affrontare “Pac Man” questo sabato alla T-Mobile Arena di Las Vegas e a contendergli il titolo mondiale WBA (super) dei pesi welter sarà infatti il cubano Yordenis Ugas (26-4-0, 12 KO).

42 anni e non sentirli: quale Pacquiao vedremo sul ring?

Manny Pacquiao

Quando un pugile supera la fatidica soglia dei 40 anni è sempre difficile fare previsioni su quale stato di forma esibirà nel suo prossimo combattimento. Un crollo verticale delle qualità fisiche non può infatti essere escluso a priori ma neppure atteso come se fosse inevitabile. Manny Pacquiao ha già lasciato il mondo a bocca aperta in molteplici circostanze, smentendo quanti lo credevano avviato ormai sul viale del tramonto e la sua ultima impresa epocale è stata forse la più sorprendente di tutte. Opposto all’imbattuto americano Keith Thurman nel luglio del 2019 infatti, Pac Man ha evidenziato una reattività, una continuità d’azione e una velocità di braccia che moltissimi pugili ventenni possono soltanto sognare. Da quella prodigiosa vittoria ai punti sono però trascorsi più di due anni, periodo in cui l’atleta filippino è rimasto inattivo, rendendo misteriosa la sua condizione atletica attuale. Stando alle sue parole e a quelle del suo storico allenatore Freddie Roach, Pacquiao è ancora in grado di fare faville, ma come sempre sarà il ring ad avere l’ultima parola in proposito.

Yordenis Ugas: la lenta ascesa dell’atleta di Santiago de Cuba

Yordenis Ugas

Da un mancino a un “guardia normale”: a differenza di Spence, Ugas ha nel destro il suo braccio forte ma le differenze con il campione WBC e IBF dei pesi welter non si fermano qui. Molto più riflessivo e calcolatore rispetto all’americano, Ugas cerca di far valere la sua tecnica esercitando un eccellente controllo della distanza e avvalendosi di colpi diretti precisi e pungenti. Si trova invece meno a suo agio quando viene pressato e costretto a ritmi vertiginosi che gli impediscono di mantenere il controllo della situazione e compromettono la sua gestione delle energie. La sua carriera nel professionismo non era iniziata sotto i migliori auspici, con ben tre sconfitte nei primi diciotto match disputati, ma da allora il cubano ha raddrizzato il tiro facendo passi da gigante. La sua ascesa inesorabile verso i vertici della categoria dei welter è iniziata con le vittorie sugli imbattuti Jamal James e Bryant Perrella; da allora, un unico passo falso, peraltro non privo di controversie, ovvero la sconfitta di strettissima misura subita ad opera del forte demolitore Shawn Porter.

L’angolo del pronostico

Non avendo la sfera di cristallo, contrariamente a quanto suggerito dalla simpatica immagine che tradizionalmente accompagna questa rubrica, non possiamo sapere quanto i due anni di inattività e l’ulteriore aumento dell’età anagrafica incideranno sul rendimento di Pacquiao. Dobbiamo quindi basarci sull’ultima versione che abbiamo avuto modo di ammirare, quella che mise in grossa difficoltà Thurman per almeno metà match, subì in parte il suo ritorno di fiamma nella seconda metà, prima di concludere l’incontro in maniera prepotente e autoritaria. Tale versione del filippino ha indubbiamente le carte in regola per portare Ugas fuori dalla sua comfort zone con accelerazioni improvvise, pressione costante e affondi imprevedibili. Il cubano è un pugile solido, mai sconfitto prima del limite e dotato di una fisicità significativa in rapporto alla categoria in cui milita: molto probabilmente riuscirà quindi a contenere i danni prodotti dal rivale, anche avvalendosi della sua esperienza. Non è da escludere poi che Ugas possa portarsi a casa le riprese in cui Manny, impossibilitato ad andare a cento all’ora dall’inizio alla fine del combattimento, tirerà il fiato per non finire a corto di benzina. La maggiore varietà di soluzioni offensive, l’imprevedibilità e la classe sopraffina del filippino dovrebbero però essere sufficienti a garantirgli di ottenere agli occhi dei giudici i punti necessari per aggiudicarsi la vittoria e puntare nuovamente a una sfida da sogno con il convalescente Spence. Prevedo quindi una vittoria ai punti di Manny Pacquiao al termine di un match gradevole e competitivo.

Cambio di programma per Pacquiao: Spence infortunato, Ugas il sostituto

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